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Niente plastica, le Isole Tremiti fanno scuola: “I turisti ci ringraziano”

Niente plastica. L’ordinanza del sindaco delle Tremiti diventa un modello. Comuni e aziende si impegnano a uno stile più ecosostenibile. Ma come si vive sulle isole?

Niente plastica sta facendo scuola. L’ordinanza del sindaco delle Isole Tremiti, Antonio Fentini, che vieta l’utilizzo di stoviglie di plastica è ormai un modello. E vari comuni, oltre ad aziende e imprese, si stanno uniformando con scelte e ‘svolte’ ecosostenibili.

Niente plastica: il primo bilancio

Dall’1 maggio, com’è noto, alle Tremiti niente plastica: solo contenitori biodegradabili. Un provvedimento arrivato dopo il report del Cnr di Genova, che aveva denunciato come nelle acque delle Isole Tremiti ci fosse una concentrazione di microplastiche fra le più alte d’Italia.

E a distanza di due mesi, è già tempo di un primo bilancio. “Sta andando bene – spiega il sindaco delle Isole Tremiti, Antonio Fentini -. Subito dopo l’annuncio, complice anche la copertura mediatica data alla notizia, abbiamo ricevuto molte mail e telefonate di turisti che ci ringraziavano per la scelta operata”.

Niente plastica: il buon esempio

Di plastica, sulle Isole, se ne vede sempre meno. “Ovviamente c’è ancora qualcuno che arriva e non è a conoscenza del provvedimento – sottolinea Fentini – , ma i vigili informano e redarguiscono, spiegando l’ordinanza”.

Anche nei bar e nei locali sono cambiate le abitudini: “Ad esempio, il caffè non è più accompagnato da un bicchiere d’acqua di plastica”. E la bontà della decisione è avvalorata dalla scelta di altri Comuni di adottare la stessa ordinanza. Legambiente Sicilia, ad esempio, esprime apprezzamento per il provvedimento emesso Il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, ha vietato la vendita e l’utilizzo di contenitori e stoviglie monouso non biodegradabili e degli shopper, nelle due isole.
Ma Legambiente Sicilia non dimentica chi ha fatto da apripista. “Nei prossimi giorni – ribadiscono dall’associazione ambientalista – invieremo la delibera del sindaco Fentini a tutti i sindaci delle isole minori, affinché si adeguino e si affrettino a bandire la plastica anche dai loro territori”.

Nonostante premi e riconoscimenti, il sindaco delle Tremiti si schernisce. “A noi non interessa la medaglia, ma il risultato. Importa che sempre meno plastica venga utilizzata e, a essere sinceri, qualcosa si sta muovendo”.

Niente plastica: l’esperienza di Pollica

Lo sanno anche a Pollica, dove è stata emanata l’ordinanza che impone alle attività ristorative e ricettive del territorio il divieto di uso di materiali plastici non compostabili.
Non è la prima volta che a Pollica viene emessa un’ordinanza di questo tipo. Era già avvenuto nel 2011, quando il comune cilentano era stato tra i primi Comuni in Italia a imporre il divieto d’uso di materiali plastici non compostabili.

Leggi anche. Riciclare plastica, è utile ma non basta

Le balene al Pantheon

Plastica nei mari:; la protesta di Greenpeace con balene davanti al Pantheon

Plastica nei mari:; la protesta di Greenpeace con balene davanti al Pantheon

Intanto proseguono le mobilitazioni firmate Greenpeace. L’associazione ha portato in giro per Roma, sotto gli occhi di tutti, lo stato terribile in cui si trovano i nostri mari invasi dalla plastica. La protesta eclatante si è concretizzata con balene piazzante davanti al Pantheon.

Tornando a rilanciare la propria campagna. Circa l’80% degli imballaggi e contenitori in plastica trovate sulle nostre spiagge, infatti, appartiene a Coca Cola, San Benedetto, Ferrero, Nestlé, Haribo e Unilever. Queste aziende devono assumersi le responsabilità. E Greenpeace si è mobilitata con questa petizione.

L’obiettivo annunciato dall’Ikea. 

Altri colossi propongono il proprio impegno. L’Ikea ha annunciato l’eliminazione, entro il 2020, di tutta la plastica monouso presente nei suoi prodotti venduti in tutto il mondo, e il ripensamento delle sue produzioni secondo i principi dell’economia circolare, con l’obiettivo di utilizzare solo energia rinnovabile e materiali riciclati entro il 2030.

Le aziende che si si impegnano.

Riciclare non basta più, il mare è in pericolo e anche Pescaria ha scelto di dire addio a oggetti in plastica usa e getta. Da qui, la necessità di ricorrere e usare materiali sostenibili e biodegradabili nei tre store (due a Milano e uno a Polignano a Mare) del fast food pugliese di pesce più conosciuto su Facebook: tra sei mesi Pescaria non userà più posate, bicchieri, imballaggi e altri materiali in plastica.

Le cannucce della Hilton

Hilton eliminerà le cannucce di plastica dai suoi 650 hotel in management entro la fine del 2018.

L’impegno prevede l’eliminazione ogni anno dagli hotel del Gruppo di oltre 5 milioni di cannucce di plastica e 20 milioni di bottiglie.
Messe in fila una ad una, le cannucce rimosse ogni anno supererebbero la lunghezza della Senna..

Il Consorzio delle industrie biologiche

Anche Natrue è sempre più impegnata verso la sostenibilità e la tutela dell’ambiente. L’associazione internazionale che promuove la cosmesi biologica, naturale e certificata è entrata a far parte del progetto Urbiofin, una partnership congiunta pubblico-privata tra l’Unione Europa e il Consorzio delle industrie biologiche.

L’obiettivo è quello di sviluppare approcci su scala industriale per trasformare i rifiuti urbani organici in materie prime che possono essere utilizzate anche per produrre packaging ecosostenibile per i cosmetici bio e naturali.

Gli scaffali della Lidl

Dopo il recente annuncio di Lidl Italia di ridurre del 20% l’utilizzo di plastica entro il 2025, l’azienda comunica nuove misure concrete. Entro la fine del 2019, infatti, toglierà dagli scaffali di tutti gli oltre 600 punti vendita i prodotti monouso in plastica come bicchieri, piatti e posate.

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