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Xylella, Coldiretti: no a blocco diversificazione colturale

Incubo xylella. I Ministeri dei Beni Culturali e dell’Ambiente hanno impugnato la norma del bilancio regionale per salvare il Salento. È incostituzionale. Il Sottosegretario: la diversificazione c’è già.

Una doccia fredda per la Coldiretti Puglia la doppia bocciatura del Ministero dei Beni Culturali e del Ministero dell’Ambiente. I due Dicasteri hanno impugnato l’articolo 26 del Bilancio regionale che liberalizzava la diversificazione colturale nel Salento, con le dovute deroghe ai vincoli paesaggistici e ambientali, devastato dalla Xylella fastidiosa.

I due Ministeri hanno tenuto in considerazione il Codice dei Beni Culturali che consente la deroga ai vincoli solo per il reimpianto di ulivi su ulivi espiantati. Ma ciò, denuncia Coldiretti, è un errore in quanto è indispensabile liberalizzare i reimpianti con l’adeguata diversificazione colturale, per ricostruire il territorio, l’economia e il paesaggio, devastati dalla malattia.

Xylella: la posizione della Coldiretti

olive xylella ulivo

Il Sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate: «La liberalizzazione al re-impianto di fatto c’è già. Nel 95% di tutto il territorio del Salento colpito da Xylella, gli agricoltori possono re-impiantare specie diverse dall’olivo»

«Chiediamo un incontro urgente ad horas con la Regione Puglia – insiste Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia – perché anche i 300 milioni stanziati dal Piano per la ricostruzione del Salento restano così bloccati, a partire proprio da quelli assegnati al DAJS  che andrebbero in fumo perché, senza i necessari provvedimenti ordinamentali nazionali, vanificando progettualità e finanziamenti per la diversificazione delle filiere agroalimentari».

Secondo i dati della Coldiretti, la Xylella solo in provincia di Lecce ha distrutto tre quarti della produzione di olive causando un crollo del 73% della produzione di olio di oliva solo nell’ultimo anno.

Per queste ragioni, il presidente Muraglia si appella «al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte affinché la richiesta di impugnativa dell’articolo 26 del Bilancio regionale dinanzi alla Corte Costituzionale avanzata dal Ministero dell’Ambiente non venga accolta, perché obbligare il Salento al reimpianto di soli ulivi resistenti condanna l’area infetta di Lecce, Brindisi e Taranto ad una monocoltura, con il rischio che un virus o patogeno alieno azzeri il patrimonio produttivo del territorio, come già avvenuto con la Xylella».

La posizione della Regione Puglia su Xylella

Sulla vicenda sono intervenuti anche i consiglieri regionali Amati e Pentassuglia. «Chiediamo ai ministri Bellanova, Costa e Franceschini di prestare particolare attenzione al problema. La norma regionale – continuano i due consiglieri propositori – richiama la normativa statale (art. 149, comma 1, lett. b del Codice Beni Culturali) in materia di esenzione da autorizzazione paesaggistica in caso di attività agro-silvo-pastorale, salvo le previsioni dei piani paesaggistici».

Il commento del Sottosegretario alle Politiche Agricole

Intanto, sull’impugnativa interviene anche il Sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate. «La liberalizzazione al re-impianto di fatto c’è già. Nel 95% di tutto il territorio del Salento colpito da Xylella, gli agricoltori possono re-impiantare specie diverse dall’olivo. Il divieto riguarda esclusivamente il restante 5% del territorio, interessato da vincoli paesistici, su cui a noi non risulta sia stata fatta alcuna richiesta di re-impianto di specie differenti. In definitiva – conclude il Sottosegretario L’Abbate – parliamo di una norma incostituzionale dal punto di vista tecnico e inutile da quello operativo perché gli obiettivi che si prefigge di raggiungere sono realtà già oggi».

Devastate una regione e una comunità

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Secondo i dati della Coldiretti, la Xylella solo in provincia di Lecce ha distrutto tre quarti della produzione di olive causando un crollo del 73% della produzione di olio di oliva solo nell’ultimo anno

Insomma, la posizione della Coldiretti è chiara, la norma non va bloccata. La Regione è d’accordo ma lo Stato dice che ciò non si può fare, è incostituzionale. A confermare la tesi anche il Sottosegretario alle Politiche Agricole.

Dunque, chi ha ragione? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che la Xylella ha devastato la Puglia, il comparto agricolo e l’economia di un intero settore, ora abbandonati a loro stessi. In questo modo, il mercato apre la strada ad olii provenienti da altre zone d’Italia e d’Europa, che non sono assolutamente paragonabili alla qualità dell’olio pugliese.

È sconfortante vedere che dopo anni di ricerche, studi ed interventi non si riesca a risolvere il problema, soprattutto quando sono state spese ingenti somme. Tutto ciò è davvero molto avvilente.

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