Xylella: UE sanziona l’Italia, la politica insorge, Bellanova dichiara il suo impegno

Battibecchi della politica regionale sul caso Xylella, solo che la sentenza non riguarda la Puglia ma l’Italia. La neo Ministra Bellanova ha tutti i requisiti per intervenire subito e fare bene

Xylella, si cercano alternative per gli agricoltori pugliesi

Dopo la condanna dell’Italia da parte dell’Unione Europea sulla gestione dell’Emergenza Xylella, le reazioni della politica non si sono fatte attendere. La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (ECLI:EU:C:2019:676), depositata dalla V Sezione il 5 settembre 2019, farà scattare a breve le sanzioni da parte dell’UE all’Italia.

Leggi anche: Xylella: in pericolo anche il biologico

Xylella: il perché della sentenza

Nel 2015, la Commissione Europea ha imposto a tutti gli Stati Membri di rimuovere non solo gli alberi infetti ma anche quelli sani nel raggio di 100 metri da quelli contagiati. Non avendo ottemperato a questa decisione, in Italia il batterio si è diffuso rapidamente. L’Italia si è difesa sostenendo che a causa di numerosi vincoli burocratici, amministrativi e giuridici non è riuscita a mettere in atto la direttiva europea. Poi, il trasferimento delle competenze dallo Stato alla Regione ha aumentato i disagi e la confusione.

Leggi anche: Agricoltura biologica: fitofarmaci biologici contro i mali delle piante

Xylella: C-Entra il futuro

Duro il commento dei Consiglieri regionali di C-Entra il futuro, Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea: “Rimuovere immediatamente gli alberi infetti non significava accontentarsi della produzione di carte per obbligare i proprietari all’adempimento, ma estirpare materialmente le piante infette, a prescindere dai Tar, dalla Procura della Repubblica e dalle piazze rumorose sobillate da qualche decina di creduloni o politici a caccia dei loro voti”.

Leggi anche: Xylella: una piaga della globalizzazione

Fratelli d’Italia e Direzione Italia

I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e Direzione Italia, Erio Congedo, Ignazio Zullo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola insistono: “Chi paga per questo ulteriore danno che l’agricoltura pugliese subisce per precise colpe di un presidente, Michele Emiliano, che ad inizio del suo mandato ha cavalcato e dato il fianco ai negazionisti, fra i quali molti esponenti pugliesi del Movimento 5 stelle, che hanno impedito che si eradicassero immediatamente gli ulivi infetti da Xylella?”.

Leggi anche: Xylella Salento: una cura positiva per gli ulivi

Forza Italia

Nino Marmo, presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, aggiunge: “Quello che è accaduto è un lungometraggio fatto di inadempienze, di ritardi, di un’inconcepibile inchiesta della magistratura e, nel frattempo, sia Emiliano sia il Movimento 5Stelle hanno preferito accarezzare teorie fantasiose in netto contrasto con quanto proferito dal mondo scientifico. Nel mentre, la Xylella ha smantellato il nostro paesaggio. C’è da chiedersi, ora, cosa farà il governo nazionale, visto che è guidato da entrambi i partiti maggiormente responsabili di questo dramma senza precedenti.”.

Movimento Cinque Stelle

Alle accuse, rispondono i Cinquestelle. “La condanna è l’ennesimo fallimento di cui  Emiliano e tutto il centrosinistra dovranno rispondere agli agricoltori. Ora la situazione è ancora più confusa con il caos nell’Arif, dovuto alle dimissioni del commissario Milillo, che di fatto sta rallentando il piano anti Xylella.”.

Leggi anche: Xylella e M5S: verso l’eradicazione degli ulivi ma con una strategia mirata

La Regione risponde per le rime

A conclusione, interviene il governatore Michele Emiliano. “La condanna riguarda tutto il periodo in cui la lotta alla Xylella era sotto la esclusiva responsabilità del Governo italiano e dei suoi commissari. La sentenza non riguarda la Regione Puglia che anzi, da quando ha cominciato ad occuparsi della Xylella, gennaio 2016, ha finalmente realizzato un’organizzazione relativa ai monitoraggi e agli abbattimenti che ha soddisfatto i Commissari Europei che dal 2017 non hanno più mosso critiche formali al nostro sistema che anzi è stato indicato come un sistema di riferimento anche per gli altri Paesi europei. I ritardi degli abbattimenti degli alberi infetti da Xylella sono da ricercarsi nelle mancanze della legislazione nazionale e nei sequestri preventivi operati dalla Procura della Repubblica di Lecce che hanno impedito le estirpazioni. Da quando le norme nazionali sono state modificate su richiesta della Regione Puglia, sono stati effettuati oltre 5.000 abbattimenti.”.

Leggi anche: Xylella, ancora polemiche tra annunci e rischio sanzioni

Infine, il direttore del dipartimento Agricoltura Gianluca Nardone dichiara: “Dal gennaio 2016 la Regione Puglia ha condotto 3 monitoraggi sulla fascia di 30 chilometri che rappresenta la “trincea” a difesa dell’avanzata del batterio. Questi i numeri dei 3 monitoraggi: oltre 490.000 celle ispezionate; 520.000 analisi di laboratorio; 5.731 piante trovate infette di cui 5.130 abbattute. Ne restano da abbattere, quindi, circa 600 che, secondo il piano di intervento, saranno tagliate entro i prossimi 30 giorni.”.

Leggi anche: Xylella, ok al reimpianto negli uliveti infetti. Via libera da Bruxelles

Coldiretti

Ancora polemiche sulla xylella in Puglia
Ancora polemiche sulla xylella in Puglia

Sulla vicenda, interviene anche Coldiretti, che dichiara: “Gli errori, le incertezze e gli scaricabarile che hanno favorito l’avanzare del contagio hanno provocato 21 milioni di ulivi infetti e danni per 1,2 miliardi di euro con effetti disastrosi sul piano ambientale, economico ed occupazionale. Sotto accusa, anche il sistema di controllo dell’Unione Europea, con frontiere colabrodo. Il batterio è stato introdotto nel Salento dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam. Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio.”.

Leggi anche: Xylella, nuova ricerca: espiantare non è l’unica soluzione

La Ministra Bellanova

Duri commenti e continui rimpalli da parte della politica, mentre un intero comparto produttivo e il nostro monumento naturale secolare sono in balia di leggi che non rispettano i territori e gli operatori.

Ora spetta al nuovo Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, di Ceglie Messapica, ex bracciante agricola e sindacalista, vera esperta del settore e dell’emergenza Xylella, trovare una soluzione. Già in una interrogazione depositata lo scorso 6 agosto con il collegato senatore Pd Dario Stefano, Bellanova criticava il ministro Centinaio per il ritardo nel predisporre i decreti attuativi previsti dalla legge stessa entrata in vigore lo scorso 29 maggio. “E dopo 13 mesi dalla prima gita del ministro in Puglia, possiamo ancora affermare che Centinaio non ha fatto niente contro la Xylella. Solo propaganda” accusava. Dopo il giuramento, ha dichiarato che la lotta al batterio sarà una priorità. Rispetto ai suoi predecessori, la Ministra è l’unica ad avere le qualità e le competenze per azioni mirate e risolutive.

Leggi anche: Xylella, io la combatto con le buone pratiche

Articoli correlati