Piantare alberi fa bene, prendersi cura delle foreste è meglio

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La Giornata della Terra è l’evento che ogni anno mobilita un miliardo di persone nel mondo per promuovere la salvaguardia del Pianeta ma occorre che ciascuno operi concretamente per mettere in atto il cambiamento

 

L’Onu promuove una “partnership globale” per “Investire nel nostro Pianeta” come recita lo slogan 2023 scelto per celebrare il 53° Earth Day, la giornata mondiale dedicata alla sostenibilità ambientale e alla salvaguardia del nostro Pianeta che si celebra il 22 aprile.

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Rispetto ai cambiamenti climatici, le foreste rivestono un ruolo prioritario dall’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica al mantenimento della biodiversità alla mitigazione degli effetti del surriscaldamento climatico. Sul fronte opposto, la deforestazione e una gestione irresponsabile di questa risorsa rappresentano fattori di peggioramento di una grave crisi già in atto.

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Perchè serve la gestione sostenibile

Fsc Italia, ong che a livello globale si occupa di promuovere la gestione forestale responsabile e che applica il  marchio FSC ai prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta, suggerisce tre strategie:

  • Piantare è bene, prendersi cura delle foreste esistenti è meglio.

Gli investimenti in nuove foreste sono uno strumento per rendere più resilienti i territori e garantire l’accesso a servizi naturali tra cui acqua pulita, stock di CO2, conservazione del suolo e della biodiversità; tuttavia queste aree, spesso costituite da alberi molto giovani, impiegano decenni per arrivare a maturazione e fornire questi benefici. Molto meglio investire nelle foreste che già ci sono e che attualmente coprono più di un terzo della superficie del nostro Paese: solo il 10% di esse è coperto da certificazione. La gestione forestale responsabile garantita da FSC conferma che in quell’area viene preservata la diversità biologica e vengono apportati benefici alle persone e ai lavoratori locali.

  • Sostenere chi si prende cura delle foreste.
Sugherete certificate (Ph Fsc)

I proprietari forestali, pubblici e privati, sono in prima linea nella conservazione di  piante e boschi, ma spesso il loro lavoro non è valorizzato. La procedura per i servizi ecosistemici, lanciata da Fsc nel 2018, permette di quantificare in modo scientifico l’impatto della gestione forestale responsabile, favorendo gli investimenti in aree forestali che contribuiscono a preservare servizi fondamentali alla vita delle comunità come la conservazione delle fonti idriche, dello stock di carbonio, della biodiversità e della ricchezza del suolo, nonché dell’utilizzo a fini turistico-ricreativi e culturali delle aree verdi.

  • Preferire materiali con origine sostenibile, certa e verificata.

I cittadini hanno un ruolo importantissimo nel condizionare le scelte delle aziende, anche con un semplice acquisto. Comprare prodotti realizzati con materie prime certificate significa sostenere la gestione forestale responsabile, favorire un’economia virtuosa e premiare le aziende impegnate in questi percorsi di sostenibilità.

People have the power, le persone hanno il potere – commenta Giuseppe Bonanno, direttore del Forest Stewardship Council (Fsc) Italia – La sfida climatica ci impone di ripensare il ruolo e i benefici che ogni giorno otteniamo dalle foreste; Fsc pratica la visione per cui prendersi cura del presente è garanzia di sostenibilità per il futuro. Il nostro patrimonio forestale deve essere accudito: è un lascito che arriva a noi dal passato e rappresenta, al tempo stesso, capitale odierno e investimento futuro. Gestirlo sapientemente, tornando a una gestione responsabile attiva, può garantire la sostenibilità per il presente a garanzia delle generazioni future. Esistono già modi concreti per sostenere e conservare le foreste e chi se ne prende cura ogni giorno, ma occorre agire subito e con coraggio”.

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Scommettere sulla biodiversità

Allo stesso modo Federbio, federazione a tutela della filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, invita a scegliere un’alimentazione a base di cibo biologico, attenta alla stagionalità e alla prossimità di produzione, e sostiene una transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili: con il 25 % di terreni coltivati a bio si diminuirebbero del 15% le emissioni totali di gas serra dell’agricoltura.

In linea con le politiche Ue che, con il Green Deal, le strategie Farm to Fork, Biodiversità e il Piano d’Azione europeo per il bio, si sono date l’ambizioso obiettivo di triplicare i terreni coltivati a biologico entro il 2030, riconoscendo i benefici ambientali sociali ed economici che l’agricoltura biologica può offrire,  FederBio invita ad adottare stili produttivi più sostenibili.

Foto di Michael Schwarzenberger da Pixabay

“Abbiamo solo una Terra e va tutelata. Come attesta l’autorevole Rapporto Lampkin-Padel, la transizione agroecologica verso sistemi sostenibili e circolari come quello biologico contribuirebbe a ridurre significativamente l’inquinamento da azoto, a salvaguardare le risorse ecologiche e la biodiversità, mitigando contemporaneamente gli effetti sempre più devastanti del cambiamento climatico. Serve – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – un veloce cambio di paradigma sia nel modo di produrre che di consumare cibo. Scegliere bio significa salvaguardare le risorse naturali del Pianeta per le generazioni future, ecco perché riteniamo importante sensibilizzare a scelte alimentari amiche della Terra”.

Il Rapporto “Study on the environmental impacts of achieving 25% organic land by 2030” di Nicolas Lampkin and Katrin Padel, recentemente presentato, delinea e quantifica i benefici – in termini ambientali, di mitigazione dei cambiamenti climatici, riduzione dell’inquinamento da azoto e miglioramento della biodiversità – che si otterrebbero con il raggiungimento del 25% di terreni agricoli biologici nell’Ue.

In particolare, sottolinea lo studio, le emissioni totali di gas serra sarebbero ridotte fino a 68 milioni di tonnellate di CO2 l’anno con una diminuzione del 15% delle emissioni totali di gas serra dell’agricoltura dell’UE-27, mentre la biodiversità aumenterebbe del 30% sui terreni agricoli biologici rispetto a quelli non bio.

Lo studio evidenzia, inoltre, che la conversione al biologico determinerebbe la riduzione del 90-95% dell’uso dei pesticidi, consentendo così di raggiungere un altro obiettivo ambizioso della strategia Farm to Fork: la diminuzione del 50% dell’utilizzo dei pesticidi chimici entro il 2030.

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Meglio piantare alberi, parola (anzi musica) di Elisa

Forestiamo insieme l’Italia è la dimostrazione di quanto siano importanti la partecipazione e l’inclusività delle nostre Comunità nei progetti di sostenibilità che portiamo avanti. Crediamo che la Sostenibilità parta dal singolo e si diffonda nel contesto circostante e noi di Conad abbiamo il compito di facilitare questa diffusione di buone abitudini. Con la nostra strategia di sostenibilità vogliamo essere un punto di riferimento per la tutela di ambiente, società ed economia con azioni concrete dentro e fuori i negozi della nostra rete” ha detto Giuseppe Zuliani, direttore Customer Marketing e Comunicazione Conad, partner dell’iniziativa.

“Forestiamo Insieme l’Italia” è un progetto realizzato in collaborazione con Rete Clima, ente non profit che promuove azioni di Corporate Social Responsibility in tema di sostenibilità e decarbonizzazione. Prevede la piantagione di 11.000 alberi in 11 regioni italiane entro la primavera 2024. Il primo di questa serie, un Ippocastano, verrà piantato alle 15.30 dalla cantante Elisa, una delle illustri ospiti presenti durante la giornata, da tempo impegnata sui temi ambientali e promotrice di attività di piantagione attraverso il progetto Music for the Planet lanciato nel 2022 con AWorld e MIH, che va nella stessa direzione di “Forestiamo insieme l’Italia” di Conad.

Questa azione concreta a tutela dell’ambiente integra e rafforza l’iniziativa già messa in atto dall’insegna nel 2022 in occasione del suo 60esimo anniversario, parte della campagna “Foresta Italia”. L’edizione 2022 volgerà al termine entro questa primavera con il raggiungimento dell’obiettivo di 20.000 alberi piantati in 20 regioni italiane. Le attività di forestazione sono a tutti gli effetti un investimento per il futuro grazie ai benefici che esse generano per l’ambiente e la salute dei cittadini. Tra questi, l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico, la riduzione delle temperature a livello microclimatico locale, l’aumento della biodiversità e l’assorbimento di quantità importanti di CO2.

La prima edizione del progetto permetterà di assorbire a maturità 4.240 ton di CO?, equivalenti a 23,9 milioni di chilometri percorsi in auto. Con entrambe le edizioni di “Forestiamo insieme l’Italia” Conad raggiungerà l’obiettivo di piantare complessivamente 31.000 alberi su tutto il territorio italiano.

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Flowe, società Benefit, Carbon Neutral e prima B-Corp fintech in Italia, rinnova il suo impegno nel progetto di riforestazione ad alto impatto triplicando il Freshback, l’operazione che attraverso i pagamenti degli utenti contribuisce a riforestare alcune zone disboscate del Guatemala. Si tratta di un progetto collaborativo che conta già oltre 100 mila alberi piantati, con un tasso di successo che ammonta a 55.902 tonnellate di CO2 compensata, 5.697.300 kg di frutta che verrà prodotta, per un totale di oltre 2007 famiglie guatemalteche coinvolte ed aiutate.
Quello del Guatemala – approfondito dal docufilm Siamo ancora qui – è un progetto di riforestazione a triplo impatto, ovvero ambientale, sociale ed economico, che Flowe ha
sposato in collaborazione con ZeroCO2, B-Corp impegnata a sviluppare soluzioni innovative nature-based per mitigare la crisi climatica, e Comparte Onlus, no profit che promuove l’innovazione in ambito sociale ed educativo in America Latina.

Riforestazione Guatemala (Ph Flowe)

Piantando alberi da frutto e specie native a rapido accrescimento e resistenti ai parassiti – oltre a ridare ossigeno alla Terra e contribuire alla biodiversità del territorio – viene garantito sostentamento e sopravvivenza alle famiglie guatemalteche che vivono in condizioni di estrema povertà (60%) e di povertà assoluta (45%), trasmettendo loro anche il valore dell’agricoltura organica e della gestione sostenibile della terra attraverso corsi di formazione organizzati. Si tratta di piccoli gesti che, uniti, si propagano e diventano motore di azione di un’intera comunità.

L’impegno di Flowe non è solo in Guatemala: sono numerose le iniziative attivate e che fanno parte della relazione di impatto 2022, pubblicata di recente. Secondo l’azienda, infatti, la protezione del Pianeta passa anche attraverso la preservazione dell’ecosistema acquatico e la salvaguardia della biodiversità marina. Da qui deriva, ad esempio, il progetto di riforestazione marina di posidonie, piante con la maggiore capacità di riduzione della CO2 nel mare, ma anche tra le più minacciate dalle attività umane
(che ne hanno ridotto la copertura dal 31% al 50%): in collaborazione con ZeroCo2 e Worldrise, è stato ripopolato di 100 metri quadri il fondale marino di Golfo Aranci (Sardegna) contribuendo, insieme ad altri partner, al trapianto di 2.500 piante di posidonia. La protezione dei mari – che raccolgono il 93% dei gas serra – passa anche dalla salvaguardia dei fiumi e dalla raccolta dei rifiuti – sono 200.588 kg quelli gestiti da Flowe -, così come dall’adozione di specie marine, quali tartarughe e cetacei.

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