Legge sul biologico: una conquista per l’agricoltura italiana

Approvata dopo 15 anni la legge che protegge al produzione biologica. 80mila le imprese coinvolte

 

La legge sul biologico è finalmente una realtà. Il Senato ha approvato oggi in via definitiva il DDL n. 988 “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”. Una legge attesa da anni e che riconosce le oltre 80mila imprese certificate biologiche che  coltivano oltre 2 milioni di ettari di terreno. L’approvazione del disegno di legge n.988 giunge in un momento strategico e consente anche all’Italia di allinearsi alle politiche Ue che, con il Green Deal, la strategia Farm to Fork e il Piano d’azione Europeo per il biologico, puntano a una crescita consistente del settore. Grazie alla legge sarà possibile utilizzare le risorse economiche per il sostegno all’agricoltura, la promozione dei prodotti alimentari e la ricerca che l’Unione europea ha espressamente vincolato all’agricoltura biologica e biodinamica.

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L’approvazione del disegno di legge n.988 giunge in un momento strategico e consente anche all’Italia di allinearsi alle politiche Ue che, con il Green Deal, la strategia Farm to Fork e il Piano d’azione Europeo per il biologico, puntano a una crescita consistente del settore. Grazie alla legge sarà possibile utilizzare le risorse economiche per il sostegno all’agricoltura, la promozione dei prodotti alimentari e la ricerca che l’Unione europea ha espressamente vincolato all’agricoltura biologica e biodinamica.

Cosa dice la legge

La legge va dunque a disciplinare aspetti importanti non solo per le aziende che già praticano l’agricoltura biologica, ma anche per le tante aziende agroalimentari italiane, per la ricerca scientifica, per i consumatori, per i territori e soprattutto per le comunità che quei territori li abitano.

La norma contiene elementi particolarmente significativi come la possibilità di registrare il marchio biologico “Made in Italy”, e la revisione dei controlli, per dare maggiore tutela ai consumatori e agli imprenditori, l’istituzione dei distretti biologici che consentono di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali e l’adozione di un Piano d’Azione nazionale per favorire lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico -. L’obiettivo più immediato, ora è  aumentare le produzioni sostenibili dal 16 al 25 per cento, in linea con le strategie comunitarie emanate nell’ambito del Green Deal, ma anche della Politica Agricola Comune (PAC) e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dove sono stati stanziati 300 milioni di euro dedicati ai contratti di filiera e di distretto biologici.

Slow Food: finalmente una legge per un’agricoltura rispettosa di salute e ambiente

La presidente Slow Food, Barbara Nappini (ph. Francesco Vargiu, Archivio Slow Food)
La presidente Slow Food Italia, Barbara Nappini (ph. Francesco Vargiu, Archivio Slow Food)

Tutte le associazioni del settore tirano un respiro di sollievo per il riconoscimento ad un settore di punta del Made in Italy, cresciuto dell’80% quanto a superficie coltivata.

«Siamo in presenza di un passaggio epocale verso un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e amica della salute dei consumatori. Un passo concreto verso una reale “transizione ecologica”» dichiara Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. Una legge che va incontro all’esigenza di una vera modernità agricola. Perché la modernità agricola è nelle mani di coloro, soprattutto giovani, che lavorando la terra coniugano i vantaggi offerti dalle innovazioni tecnologiche con i saperi e le pratiche ancestrali, garantiscono il rispetto delle esigenze ecosistemiche, gestiscono le risorse naturali e limitano le esternalità negative, assicurando così una produzione adeguata in qualità e quantità».

Le associazioni del bio esultano

Anche AIAB, AssoBio, Associazione Biodinamica, AssocertBio e FederBio non nascondono la soddisfazione soprattutto perché, dopo 15 anni e 3 legislature di attesa, la legge è stata approvata in tempi rapidi (meno di un mese dall’ultima votazione alla Camera dei Deputati del 9 febbraio) sbloccando così il cammino verso la transizione ecologica dei sistemi agricoli e dell’intero comparto agroalimentare italiano. Le associazioni ribadiscono il fatto che il biologico rappresenta un’occasione concreta per creare opportunità di occupazione per i giovani e per lo sviluppo economico e sociale dei territori rurali, inoltre ha un ruolo centrale per il clima, per la tutela della biodiversità e per offrire soluzioni innovative per il resto dell’agricoltura.

«Questa norma è essenziale per sostenere la conversione agroecologica, consentendo anche all’Italia di avvalersi del sostegno economico dedicato a questa agricoltura sostenibile certificata per far crescere il settore sia in termini di produzione che di consumi. Grazie a questa legge il biologico può diventare il motore di rilancio dell’intero comparto agroalimentare. L’Italia ha una forte vocazione al biologico, che va incrementata e valorizzata con investimenti in ricerca, innovazione, formazione e comunicazione per continuare ad essere leader tra i Paesi europei che stanno investendo fortemente in questa forma di agricoltura che tutela l’uomo e l’ambiente, oltre a creare concrete opportunità di occupazione per i giovani e le donne», hanno sottolineato FederBio, AIAB, AssoBio, Associazione Biodinamica, AssocertBio.

Maglione (M5S):Finalmente un adeguato supporto agli agricoltori

Sulla stessa linea il deputato Pasquale Maglione, esponente M5S in commissione Agricoltura. «Le oltre 80mila imprese certificate biologiche, che fanno dell’Italia un Paese leader in Europa nel comparto con 2 milioni di ettari coltivati, avranno ora un adeguato supporto. Diamo così al settore gli strumenti necessari per rendere più efficienti i notevoli investimenti che sempre più imprenditori stanno facendo nel bio, migliorando l’impatto sull’ambiente delle produzioni agricole».

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