Giornata della Terra, 192 Paesi in festa per l’ambiente. In Puglia volontari già all’opera per raccogliere i rifiuti

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con la sensibilizzazione a tutela dell’ambiente e per la salvaguardia del pianeta. Dal 1970, una tradizione ambientalista che prosegue ancora oggi

 

Pronti alla riflessione, ma soprattutto all’azione. Con questo spirito partecipativo migliaia di volontari nel mondo si stanno preparando a celebrare, sabato 22 aprile, la Giornata della Terra (Earth Day). Sono 192 i Paesi che attualmente vi prendono parte, organizzando iniziative ad hoc a tutela dell’ambiente e per la salvaguardia del pianeta. È l’occasione per riflettere sulle conseguenze dell’azione umana sulla natura, ribadendo un principio imprescindibile: ogni persona ha il diritto etico di vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile.
Nata dal basso – dalle sollecitazioni di semplici cittadini -, oggi la Giornata della Terra è diventata anche un’occasione di confronto tra i leader mondiali, che mettono in atto strategie comuni per attuare politiche sempre più green. Tra le battaglie principali, spunta la riduzione delle emissioni di gas serra per contrastare concretamente il cambiamento climatico.

La via della felicità

I volontari de “La via della felicità” dopo la pulizia a Foggia

Un esempio virtuoso giunge da Foggia, dove il gruppo di volontari dal ben nome “La via della felicità” si occupa, ogni settimana, di raccogliere rifiuti abbandonati nei parchi, nelle strade, nelle piazze e nelle vicinanze delle scuole cittadine. Il tutto per perseguire una duplice finalità: da un lato dare il buon esempio e dall’altro restituire alle aree verdi la loro bellezza.
Marina Biancardino, responsabile del progetto, ricorda le parole dello scrittore statunitense Lafayette Ronald Hubbard, impresse nella sua opera La via della felicità (considerato una guida al buonsenso): «Un ciottolo, gettato in acqua, può provocare onde fino alla spiaggia più lontana».
La foto testimonia l’impegno dei volontari profuso nel Parco dei Fiori, in Via Monsignor Farina, dove sono state raccolte una decina di sacchi di rifiuti abbandonati in mezzo ai prati. Tra questi materiali in plastica, cartacce, mozziconi, pacchetti di sigarette e lattine.
Come comunicato dal gruppo di volontari, le iniziative ecologiche continueranno nel prossimo week-end, proprio in occasione della Giornata della Terra.

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La locandina degli eventi Plastic Free in Puglia

Plastic Free

Innumerevoli le iniziative di pulizia e raccolta rifiuti organizzate, in tutta Italia, dall’associazione di volontariato Plastic Free Odv Onlus. Si tratta di un evento nazionale, in programma per i prossimi 22 e 23 aprile, in concomitanza con la Giornata della Terra. Un’occasione per dimostrare di voler bene alla realtà che ci circonda, incontrando e socializzando con diversi volontari ambientalisti, animati dalla volontà di migliorare la casa di tutti noi: il pianeta.
In Puglia saranno 21 i Comuni coinvolti nelle iniziative di pulizia.
Nella giornata di sabato 22 aprile, i gruppi di volontari saranno operativi nelle seguenti città: Alessano (LE), Carovigno (BR), Castro (LE), Lecce e Putignano (BA).
Domenica 23 aprile, invece, toccherà ai volontari di: Acquaviva delle Fonti (BA), Altamura (BA), Avetrana (TA), Calimera (LE), Cannole (LE), Cutrofiano (LE), Fasano (BR), Gallipoli (LE), Gioia del Colle (BA), Manduria (TA), Molfetta (BA), Mottola (TA), Presicce-Acquarica (LE), San Michele Salentino (BR), Santa Cesarea Terme (LE) e Ugento (LE).
È possibile iscriversi agli eventi nella sezione “eventi” del sito di Plastic Free.

Il record del brand

Si può fare la differenza, riducendo il consumo di plastica (Fonte foto: Pixabay)

Cinque miliardi di bottiglie in plastica monouso risparmiate nel 2022. È il dato che ha permesso al brand di preparazione domestica di acqua frizzante e bevande gasate “SodaStream” di celebrare la Giornata della Terra all’insegna dell’importante traguardo. Un risultato reso possibile grazie all’impegno dei suoi consumatori, sparsi in tutto il mondo. Inoltre, con una campagna video diffusa sui canali social, i vertici del marchio invitano gli utenti a unirsi alla sua mission, per fare la differenza, riducendo l’uso e il consumo di plastica. «La nostra visione – dichiara il CEO di SodaStream, Eyal Shohat – mira a cambiare il modo di bere bevande, mettendo le persone in condizione di fare scelte migliori non solo per se stesse, ma anche per il pianeta».
In Italia, inoltre, il brand ha avviato una collaborazione con l’associazione Plastic Free. Le due realtà faranno squadra in un tour da nord a sud della Penisola, articolato in tre appuntamenti di pulizia ambientale: il 4 giugno sul litorale genovese, a luglio nel Parco del Delta del Po (in provincia di Rovigo) e il 1 ottobre lungo il litorale romano. Obiettivo: raccogliere almeno 10 tonnellate di plastica e rifiuti.

Gaylord Nelson (Fonte: PBS Wisconsin)

Le origini della Giornata della Terra

La Giornata della Terra fu istituita nel 1970 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), al fine di sensibilizzare la popolazione mondiale alla salvaguardia ambientale. A ispirare la ricorrenza fu il manifesto ambientalista “Primavera silenziosa”, pubblicato nel 1962 dalla biologa statunitense Rachel Carson. Nel 1969, durante una conferenza dell’UNESCO a San Francisco, l’attivista per la pace John McConnell propose l’istituzione di una giornata dedicata alla Terra e alla pace, celebrata per la prima volta il 21 marzo del 1970. È stata poi sancita in una proclamazione scritta da McConnell e firmata dall’allora Segretario generale delle Nazioni Unite, Maha Thray Sithu U Thant. Dopo un mese dalla prima celebrazione, il 22 aprile, venti milioni di americani risposero all’appello del senatore americano Gaylord Nelson (democratico), dando vita a una grande mobilitazione a difesa del pianeta. Venne allora costituita la Giornata della Terra – Earth Day, celebrata da quel giorno un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera.

L’evento scatenante

L’ondata ambientalista americana fu alimentata, il 29 gennaio del 1969, dall’esplosione di una piattaforma petrolifera a sei miglia dalla costa di Santa Barbara, 200 chilometri a nord di Los Angeles. La deflagrazione fu causata dalle forti pressioni derivanti dalle trivellazioni del fondale marino. A seguito dell’accaduto, un milione di litri di petrolio si riversarono in mare per undici giorni consecutivi, colorando a “lutto” un’area di circa 2.500 chilometri quadrati e rendendo verdastri circa 50 chilometri di spiagge. Devastante l’impatto ambientale: balene, delfini e pesci morirono perché avvelenati dalle scorie petrolifere o dai prodotti usati per ripulire l’acqua. Elevata fu anche la moria di uccelli che si cibarono di organismi marini contaminati.
I cittadini di Santa Barbara si riunirono e raccolsero oltre centomila firme per mettere al bando le trivellazioni offshore, boicottando la Union Oil, responsabile del disastro. Le proteste arrivarono fino a Washington, capitale degli Stati Uniti, portando il governo americano ad approvare, nel giro di un anno, leggi severissime a tutela del mare e dell’aria.

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