Maltempo: gravi danni in tutta Italia

Venezia sott’acqua, Matera è un fiume in piena e le città costiere battute dal mare. E il maltempo non è ancora passato. Fiore (Sigea): “Bisogna cambiare la politica di uso del territorio”.

Quella che era considerata fino ad alcuni anni fa un’eccezione, da qualche anno è diventata una routine.

Quando il maltempo colpisce le regioni italiane lascia il segno. Le piogge abbondanti e frequenti allagano strade, sottovia e scantinati, abbattono alberi, distruggono edifici, veicoli e natanti, e devastano i raccolti. L’urbanizzazione selvaggia ha ricoperto con il cemento, quel territorio che prima mitigava gli effetti negativi, mentre l’inquinamento ha aumentato la temperatura media globale. Per questi motivi, i fenomeni meteorologici sono sempre più violenti ed estremi.

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Maltempo:

Il dissesto idrogeologico italiano: parla il geologo Antonello Fiore (Sigea)

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Foto di Olle August da Pixabay

«Non dobbiamo meravigliarci troppo degli eventi che stiamo registrando in questi giorni – spiega Antonello Fiore, presidente nazionale Sigea (Società Italiana di Geologia Ambientale) – dobbiamo meravigliarci della frequenza con cui oggi accadano questi eventi. Dobbiamo rendici conto che non possiamo più parlare di eventi eccezionali se questi si ripetono ogni anno all’inizio dell’autunno.

«Dal dopoguerra a oggi – continua il geologo – abbiamo maltrattato il territorio, modificando le morfologie dei luoghi, consumando suolo e impermeabilizzando grandi superfici, costruendo nelle aree destinate al transito delle acque. Gli eventi di cronaca che registriamo in questi giorni sono la naturale conseguenza del nostro agire. Se non abbiamo il coraggio di cambiare la politica applicando il principio della sostenibilità economica, sociale e ambientale dello sviluppo saremo condannati a rincorrere le emergenze e magari avviare ricostruzioni negli stessi luoghi.

«Abbiamo impermeabilizzato troppo le nostre città e le aree limitrofe a esse, abbiamo fogne bianche urbane, dove esistono, senza manutenzione e progettate 20-30 anni con un regime di precipitazioni non confrontabili con gli attuali.

«Serve cambiare la politica di uso del territorio – conclude il presidente Fiore – risanando gli errori del passato e progettando il futuro in maniera coerente. Serve educare i cittadini all’autoprotezione, serve una coscienza di adattamento al cambiamento climatico».

Coldiretti conta i danni

Secondo la Coldiretti, le alte temperature e il maltempo hanno frenato la produzione di vino. In tre mesi c’è stato un calo medio del 20%, ma l’annata è decisamente positiva. Danni invece alle produzioni orticole invernali e alle olive. Le piantine resistenti alle Xylella sono state violentemente colpite nel leccese, rami spezzati e alberi sradicati nel brindisino. Campi allagati, grandinate, tendoni e serre divelte dalle forti raffiche di vento e canali esondati a causa delle piogge abbondanti. Per questi motivi, l’associazione chiederà lo stato di calamità naturale.

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Maltempo, interviene la politica

Sui danni causati dal maltempo, interviene anche la politica. I consiglieri regionali Antonio Trevisi (M5S) e Nino Marmo (FI) hanno chiesto alla Regione Puglia di dichiarare lo stato di emergenza e calamità naturale per i territori colpiti. Anche il deputato Alberto Losacco (PD) ha chiesto il riconoscimento della stato di calamità per il settore agricolo, mentre l’europarlamentare Andrea Caroppo (Lega) ha chiesto al Governo italiano di accedere al Fondo di solidarietà dell’UE.

Il caso Venezia

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Venezia, acqua in piazza San Marco – Foto di Marei Sellin da Pixabay

WWF e Greenpeace critici su quanto accaduto a Venezia. L’acqua ha raggiunto il livello di 187 centimetri, inondando la città, con gravissimi danni alle strutture e all’economia, e dove è attesa un’altra piena che potrebbe raggiungere quasi i 150 centimetri. Sotto attacco è il MOSE, il sistema, non ancora completato, che doveva evitare l’acqua alta nella laguna veneta.

“Un disastro annunciato – ha dichiarato il WWF – con il MOSE, si è operato con la sola logica delle grandi opere pubbliche, urgente strategia e piano di adattamento ai cambiamenti climatici”. La grande opera ingegneristica, iniziata nel 2003 e forse sarà conclusa nel 2021, è costata 5,5 miliardi di euro. “L’Italia – secondo il WWF – non ha ancora rivisto e approvato il Piano nazionale di Adattamento, per cui è inutile parlare del “climate changing” se poi non si attivano le strategie per ridurlo.”.

Greenpeace, invece, chiede al Governo italiano di “fornire immediatamente supporto alle persone colpite e di lavorare efficacemente sulle cause dei cambiamenti climatici, partendo da un rapido cambiamento dei piani energetici nazionali. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) che il governo sta portando avanti, e che verrà approvato entro la fine dell’anno, prevede un massiccio utilizzo del gas per i decenni a venire. Così facendo si aggraverebbe la crisi climatica, perché il gas è parte del problema e non della soluzione, come cercano di far credere governo e grandi aziende del settore.”.

Recupero materiale legnoso

Intanto Simone Tonon, presidente dell’EBS, Associazione Energia da Biomasse Solide, ha detto:«Siamo pronti ad affiancare le Istituzioni per promuovere un’azione di recupero del materiale legnoso per evitare lo spreco di risorse preziose e per non incorrere in molteplici rischi tra cui quelli idrogeologici o ambientali. La programmazione di attività di prevenzione forestale è importantissima nonché efficace e poco onerosa. Per tale motivo – conclude Tonon – ribadiamo la nostra disponibilità al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, e al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, per supportare le Istituzioni nel pianificare al meglio le azioni da porre in essere per una corretta gestione e manutenzione del patrimonio boschivo nazionale».

Detto questo, dobbiamo solo attendere la prossima perturbazione per la conta dei danni. Non c’è più tempo per parlare, bisogna agire subito per ridurre questi disastri e ristabilire le dinamiche naturali.

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