Cop 28, tanto fumo (da combustibili fossili) e poco arrosto

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Molto fumo, chiaramente da combustibili fossili, e poco arrosto nella bozza della dichiarazione finale di Cop 28

 

A presentarla il presidente al Jaber dopo due settimane di confronto e dibattiti a Dubai, segnando un deciso passo indietro rispetto agli impegni presi nelle precedenti edizioni del summit sulle problematiche ambientali.

Le pressioni dei Paesi produttori di petrolio, capeggiati proprio dalla nazione ospite, gli Emirati Arabi Uniti, hanno prodotto un testo di 21 pagine che scontenta tutto il mondo occidentale, dall’Europa agli Stati Uniti, all’Onu. Il cartello petrolifero, in altre parole, ha bloccato ogni assenso a ridurre l’estrazione di petrolio, carbone e gas.

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“Deludente, chiaramente insufficiente e non adeguata ad affrontare il problema” ha detto senza giri di parole il capo negoziatore dell’Unione Europea alla COP 28, Wopke Hoekstra, valutando la bozza finale del vertice, fatta circolare dalla presidenza degli Emirati Arabi.

L’eliminazione graduale dei combustibili fossili è sparita dalla bozza, sostituita da una più generica “riduzione”. Non solo: rispettare uno degli obiettivi dell’Accordo di Parigi firmato nel 2015, ovvero limitare al di sotto dei due gradi Celsius il riscaldamento medio mondiale, tendendo al limite massimo di 1,5 gradi, sembra ancora più lontano anche se resta l’indicazione di triplicare la capacità di energia rinnovabile e di raddoppiare l’efficienza energetica entro il 2030.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, è stato chiaro: “Il nostro pianeta si trova a pochi minuti dalla mezzanotte per il limite di 1,5 gradi  e l’orologio continua a ticchettare. Ora è il momento della massima ambizione e della massima flessibilità”.

Anche le principali associazioni ambientaliste criticano il testo proposto da Al Jaber. Per Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del wwf Italia, “se passasse così com’è sarebbe un disastro”. Anche per Teresa Anderson di ActionAid la bozza del documento finale è un “enorme passo indietro“.

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Wwf Italia: bozza finale disastrosa

“La nuova bozza di testo pubblicata alla COP28 di Dubai è deludente e molto meno ambiziosa di quelle precedenti. Se passasse così com’è sarebbe un disastro, un fallimento per i Governi chiamati ad affrontare, finalmente, la causa della crisi climatica, i combustibili fossili. Nessuno pensi di tornare a casa con un testo del genere, sarà necessario fare gli straordinari. Anche per la presidenza questo risultato sarebbe uno smacco, dato che cercava risultati ambiziosi”, commenta Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, dalla COP28 di Dubai.

In pratica, sulla riduzione dei combustibili fossili il testo rimanda al 2050 e sul carbone si ferma a Glasgow. Nessun progresso nemmeno sui sussidi ai combustibili fossili che l’anno scorso ammontavano a 7 trilioni di dollari. Le opzioni energetiche sono state allargate alle false soluzioni, nucleare e CCS (cattura e stoccaggio del carbonio), un ulteriore modo per perdere tempo prezioso, aggiunge Midulla.

Dall’Accordo di Parigi in poi, la situazione climatica si è fatta molto più preoccupante, abbiamo visto fenomeni climatici estremi ovunque, nell’ultimo anno le temperature sono andate decisamente fuori scala: “di fronte a questa situazione, questo è quello che sa produrre la classe dirigente mondiale?” si chiede il Wwf.

Il testo finale dovrà prevedere “l’eliminazione chiara e rapida dei combustibili fossili, con anni target e senza false soluzioni per affrontare finalmente di petto la crisi climatica, prima che sia tardi per evitare le conseguenze peggiori”.

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ActionAid: così, nessuno avrà un futuro

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Teresa Anderson, responsabile globale di ActionAid per la giustizia climatica commentando la bozza del testo presentato alla Cop28 sul Global Stocktake ha dichiarato: “La precedente bozza del testo della COP28 ha aperto nuove strade proponendo l’eliminazione graduale dei combustibili fossili. Per portarla al traguardo dovevamo solo concordare finanziamenti e scadenze eque che avrebbero reso il pacchetto attuabile per i Paesi a basso reddito. Ma, invece di avvicinarci a un futuro senza combustibili fossili, questa nuova bozza del Global Stocktake (il principale strumento predisposto dall’Accordo di Parigi, che serve a fare il punto sullo stadio di avanzamento delle politiche climatiche e a ricalibrare i piani d’azione nazionali che ogni 5 anni,gli Stati devono consegnare) fa un enorme passo indietro. È incredibilmente vuota di nuovi impegni.

Invece di decidere di agire, si limita a “riconoscere la necessità” di ridurre gradualmente il carbone unabated* e di aumentare le energie rinnovabili, tralasciando qualsiasi riferimento ad altri combustibili fossili come il petrolio e il gas. La bozza “rileva la necessità” di finanziamenti, ma in realtà non ne fornisce. Inoltre, legittima la cattura e lo stoccaggio del carbonio, tecnologie smascherate come false dagli esperti. Dopo tutto lo slancio e la speranza che si erano creati tutto questo è semplicemente devastante”.

“Se i maggiori inquinatori non iniziano ora a eliminare gradualmente i combustibili fossili, nessuno di noi avrà un futuro sicuro” ha detto Anderson che invece prponev una forma di solidarietà ecologica: “Con la Cop28 abbiamo bisogno che i Paesi ricchi accettino di porre fine alla loro dipendenza dai combustibili fossili e forniscano i finanziamenti necessari per raggiungere l’accordo e promettere un futuro più sicuro per miliardi di persone”.

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