Piante con un cervello? ‘Clorofilla’ porta la botanica in tv

Ph Barbara Minafra

Come si chiama la tua piantina?

 

O meglio, perché diamo un nome a tutti i cuccioli di casa, siano cani, gatti, pesciolini rossi e canarini, criceti o coniglietti, ma non all’aspidistra in salotto o al pothos che tollera il caldo estivo ma non il freddo? Eppure il ciclamino sul balcone potrebbe chiamarsi “Rodrigo” e il vasetto di basilico che profuma la pastasciutta potrebbe benissimo essere della piantina “Lina” e il geranio che scaccia le zanzare non potrebbe forse chiamarsi “Bingo”?

Comincia con una legittima provocazione la presentazione di “Clorofilla”, il nuovissimo programma rivolto ai ragazzi dai 9 ai 13 anni che Rai Kids porterà su Rai Gulp e RaiPlay in 15 puntate di 20 minuti.

Frutto di sei mesi di lavoro, questo viaggio nel mondo delle piante, tra le piante del mondo, pieno di curiosità e informazioni, ha l’obiettivo di far appassionare i giovani alla botanica in modo originale, piacevole e sorprendente. Visitando i più begli orti botanici italiani e con le spiegazioni degli esperti, il pubblico più giovane sarà soprattutto aiutato a guarire da quella ‘cecità vegetale’ che impedisce di notare le piante che abbiamo intorno e invitato a proteggere e curare il meraviglioso mondo delle piante che ci crescono e vivono accanto.

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È vero che le piante sentono, comunicano tra loro, hanno una loro intelligenza?

Silenziose certamente, a meno che il vento non scuota foglie e rami, ma non immobili come potremmo pensare vedendole ferme in un vaso o piantate nel terreno. Hanno moltissime proprietà e caratteristiche e sono interessanti come un libro di avventure.

La conduttrice di "Clorofilla", Alessandra Viola (Ph Barbara Minafra)
La conduttrice di “Clorofilla”, Alessandra Viola (Ph Barbara Minafra)

La conduttrice di Clorofilla, Alessandra Viola, autrice di vari libri sull’universo vegetale, ha registrato le puntate in studio, in un innovativo set virtuale, che ha riprodotto ambienti e luoghi diversi e lontani così da proporre, di volta in volta, paesaggi esterni dai prati ai boschi e sottoboschi, ai laghi, e una moderna serra in cui un giovane divulgatore illustrerà le specificità e qualità degli ortaggi e dei frutti che i ragazzi possono riconoscere nella loro quotidianità.

“Lo sapete che le piante hanno il tatto? La Mimosa Pudica chiude le fogliette come se si ritraesse. Gli scienziati dicono che lo fa perché fa finta di essere secca così quando si avvicina un animale che vuole mangiarla non sembra appetitosa: è una tecnica di difesa”.  Viola dimostra con allegria che le piante incredibilmente hanno i 5 sensi esattamente come noi…e pure un cervello. Hanno tatto come la Mimosa, olfatto (dal profumo della lavanda al rosmarino, le piante emettono odori e profumi attraverso la pagina fogliare inferiore), vista (sappiamo tutti che il girasole si gira in cerca del sole), gusto (attraverso le radici scelgono le sostanze nutritive) e udito (noi non li sentiamo ma le piante percepiscono dei suoni…e poi, lo sapevate no, che fa bene parlare alle piante?) ma soprattutto hanno un cervello.

Ci avete mai pensato? Ebbene sì, hanno un cervello ma non in testa. Semplicemente, perché non hanno la testa e nemmeno occhi e orecchie eppure sappiamo che vedono e ascoltano. “Il loro meraviglioso cervello botanico sta nelle radici”.

Come dire “sono tutto tranne che delle cose”. Sono organismi senzienti di cui avere rispetto e sono molto generosi: ci fanno respirare e puliscono l’aria, ci danno da mangiare e bere, creano l’ombra e la bellezza del paesaggio, danno rifugio e cibo agli animali.

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Il Diritto universale delle piante: è ora di pensarci

Educazione all’ambiente, ai diritti delle piante e al rispetto della natura senza dimenticare le parole giuste per i bambini: un linguaggio attento, preciso, semplice ma anche pieno di informazioni che sanno stuzzicare la riflessione: “Attenzione – ha detto Viola – forse i marziani, quelli verdi, non sono su altri pianeti ma sono già tra noi”.

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A Bari, alla presenza di quattro classi di scuola primaria, è andata in scena, nell’interesse generale e nella grande partecipazione e curiosità dei più piccoli, la presentazione della trasmissione in occasione del Prix Italia 2023.

“Com’è nata l’idea del programma?” ha domandato un bimbo. “Mi sono sempre chiesta – ha replicato la conduttrice di “Clorofilla” e divulgatrice scientifica – perchè continuiamo a pensare che le piante siano stupide e non se le fila nessuno quando invece bisogna raccontare come sono intelligenti”.

In questo senso, ha detto Viola, è proprio arrivato il momento di sottoscrivere una “Dichiarazione universale dei diritti delle piante” che riconosca come soggetti da difendere e tutelare tutti gli esseri viventi che appartengono al regno vegetale. Ne va della nostra stessa sopravvivenza, visti i cambiamenti climatici, i disboscamenti, gli incendi, l’inquinamento e le distruzioni del paesaggio in atto.

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Sostenibilità in tv per ridurre la ‘carbon footprint’

Grazie a un software di grande spettacolarità, ogni puntata di “Clorofilla” si arricchirà dello sviluppo virtuale di un albero, scelto tra le specie trattate dal programma tv, che sarà osservato dai ragazzi in momenti vegetativi differenti nelle diverse stagioni e situazione atmosferiche.

Il virtual set di "Clorofilla" (Ph Barbara Minafra)
Il virtual set di “Clorofilla” (Ph Barbara Minafra)

Il Virtual Set è stato realizzato all’interno del Centro di Produzione tv Rai di Torino, con il supporto tecnico del Centro Ricerche, Innovazione Tecnologica e Sperimentazione Rai, che ha utilizzato un’apposita piattaforma per realizzare 13 scenari virtuali, corrispondenti a diversi ambienti naturali, dal deserto a foreste ghiacciate, evitando di dover spostare una troupe in diverse parti del mondo ma ricreando in 3D tali luoghi, con conseguente diminuzione del ‘carbon footprint’ e dei costi di movimentazione troupe/apparati. Parte del lavoro, inoltre è stata svolta in modo collaborativo in remoto evitando ulteriori spostamenti.

Un altro contributo in termini di produzione del programma ha riguardato il tracciamento delle telecamere in tempo reale per creare un ambiente virtuale interattivo e realistico, visibile immediatamente al regista sul monitor di controllo.

La tecnologia impiegata dalla Rai per “Clorofilla” è innovativa anche perché consente di realizzare produzioni molto complesse, ma nello stesso tempo più sostenibili rispetto agli standard di riferimento. “Amare le piante – è stato detto durante la presentazione del programma a Bari – vuol dire anche sperimentare tecniche produttive altrettanto verosimili, ma meno impattanti sull’ambiente rispetto all’uso di scenografie in legno o altri materiali”.

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