Parco naturale a Polignano: Costa Ripagnola, il parco si fa!

Con la chiusura della conferenza di servizi della Regione Puglia è stata decretata ufficialmente la realizzazione del parco naturale costiero a Polignano.

La Regione Puglia ha chiuso ieri la conferenza di servizi che autorizza l’istituzione del parco naturale costiero di Costa Ripagnola, dopo aver sentito le parti coinvolte e aver analizzato tutti gli aspetti della vicenda, dagli errori degli uffici regionali e del Comitato VIA, alle richieste degli imprenditori e dell’amministrazione comunale di Polignano a Mare, alle proteste dei difensori dell’area rurale, importante simbolo di una storia legata alla terra ed ai luoghi e di un pezzo di natura e biodiversità che va salvaguardato per il bene di tutti.

Costa Ripagnola: le dichiarazioni del governatore Emiliano

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Da sinistra: l’ing. Barbara Valenzano e il presidente Michele Emiliano

«L’interesse generale è quello di realizzare il parco di Costa Ripagnola – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – La procedura è giunta al termine: adesso gli uffici assieme alla Giunta metteranno a punto il disegno di legge istitutivo del Parco. Si è raggiunta una buona condivisione, l’unico soggetto che ha ancora qualche perplessità è il Comune di Polignano a Mare che richiede che le norme tecniche esistenti, e quindi la pianificazione urbanistica del Comune, sia resa compatibile con l’istituzione del parco. A queste condizioni sarebbe favorevole alla perimetrazione definita dalla Regione Puglia. Questo mi pare un buon punto di definizione di tutta la vicenda. L’istituzione del Parco non porterà pregiudizio a nessuno, anzi, provocherà l’immediato aumento di valore di tutti gli immobili esistenti e realizzabili. Certo, se qualcuno aveva l’idea di fare delle lottizzazioni di villette a schiera a Costa Ripagnola se lo scorda: questo non è possibile ora e non era possibile neanche prima. Ma se qualcuno invece era preoccupato che l’istituzione del parco potesse danneggiarlo dal punto di vista turistico ed economico, è vero assolutamente il contrario: cioè che l’istituzione del parco farà di Polignano a Mare una cosa ancora più unica e straordinaria. Il nostro intento è di tramandare intatta la bellezza di Polignano e in parte di Monopoli, alle successive generazioni aumentando i valori immobiliari esistenti e quindi facendo l’interesse di tutti».

Le proposte di Legambiente

«Abbiamo proposto alla Regione Puglia – ha detto il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini – una classificazione formale all’interno del dettato normativo di categorie di parco “Rurale” e “Costiero”. Inoltre, abbiamo ritenuto opportuno evidenziare la necessità di segnare una perimetrazione provvisoria dell’area, proposta dal Comitato Pastori della Costa, dove si ritiene necessario includere le aree della falesia costiera del centro abitato di Polignano e il tratto terminale di Lama Monachile. Infine, abbiamo raccomandato la suddivisione dell’area in tre zone dall’alto valore naturalistico, paesaggistico e culturale: una con un interesse rilevante e generale, una seconda che riguarda le aree agricole e una terza per le aree urbane».

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L’analisi di Fabio Modesti…

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La conferenza di servizi

«Nel complesso la valutazione è positiva – ha commentato Fabio Modesti, esperto in politiche per la conservazione della natura – perché quantomeno la Conferenze di Servizi si è chiusa e quindi è stato messo un punto fermo alla vicenda di Costa Ripagnola. Resta sempre la posizione del Comune di Polignano che certo ha mostrato una posizione più morbida, ma che ha votato contro i punti all’esame della Conferenza stessa. La richiesta del Comune è quella di stabilire una zonizzazione del parco, cosa che non può essere recepita subito in quanto deve seguire l’iter legislativo. Comunque, pur in una complessiva valutazione positiva restano sempre alcune criticità soprattutto di carattere gestionale: sarebbe il caso di creare un circuito virtuoso tra pubblico e privati per far sì che l’area di Costa Ripagnola abbia un valore aggiunto anche in termini di tutela del territorio. Proprio il Comitato dei Pastori della Costa ha chiesto questo e ha proposto anche come gestire questo passaggio, ma da parte della Regione non si è andati oltre una generica dichiarazione di intenti. Un’altra questione riguarda gli Enti coinvolti nella gestione dell’area di Costa Ripagnola. La Regione ha coinvolto anche il Comune di Monopoli oltre quello di Polignano: la gestione “a due” potrebbe creare problemi. Terzo problema riguarda la zona prospiciente la costa, che ha diverse esigenze come quella, ad esempio, della prateria di posidonie da tutelare. La presenza di un’area a mare impone una disciplina specifica sulla gestione di attività come la pesca ma anche, per esempio, del diving. Cioè, bisogna fornire strumenti specifici e adatti per la gestione dell’area. E questo non è stato fatto. Le questioni rimangono ancora aperte, per questo chiediamo una strategia a breve e lungo termine. Per tutelare l’area bisogna mettere in piedi il testo di una legge che laddove possibile – e accettabile – possa fare salve le prescrizioni del piano regolatore e che magari introduca nuove prescrizioni».

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… e di Mimmo Lomelo

«Oggi, un altro passo avanti verso la istituzione del Parco di Ripagnola/Torre Incina – ha commentato Mimmo Lomelo, presidente regionale dei Verdi – Adesso si parte con la perimetrazione provvisoria dell’area. Bisogna, comunque, stare molto attenti per evitare scempi e trucchetti per far passare qualche piano di lottizzazione. Ora, il passo successivo è il disegno di legge. Noi continueremo a vigilare perché temiamo colpi di mano. Chi ha votato contro è stato il Comune di Polignano».

Il commento

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La conferenza di servizi

Emiliano ha sancito una scelta politica importante: la natura va tutelata. Così si discosta da una politica di altri tempi, che sacrificava l’ambiente per gli interessi di pochi. Questa scelta oggi in Puglia è fondamentale e necessaria: fondamentale, perché permette la realizzazione di nuove forme di economia basate su concetti totalmente diversi rispetto al passato, che puntano sui prodotti e sui benefici dell’ambiente; necessario, perché la Puglia consuma terreno a gran velocità, rubando spazio all’ambiente invece di riutilizzare aree già urbanizzate, a fronte di una crescita demografica in forte flessione.

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La posizione del sindaco di Polignano Domenico Vitto stona evidentemente con le nuove linee guida e normative ambientali e tradiscono quasi vecchi stereotipi di politica economica ormai anacronistica.

L’intervento di Legambiente, i suoi suggerimenti, sono graditi e condivisibili, ma la sua presenza, ora, al termine della procedura, pone qualche perplessità e dà adito ad una serie di dubbi che potrebbero porsi anche quelli che, da sempre, vivono questa battaglia.

L’analisi di Fabio Modesti è chiara e diretta: servono punti fermi e chiari per salvaguardare e gestire al meglio l’area e risolvere quanto prima le zone d’ombra che la Regione, volente o nolente, ha lasciato nel limbo.

Soddisfatto del risultato e duro contro il Comune Mimmo Lomelo, colui che da consigliere regionale inserì Costa Ripagnola nella legge regionale 19 del 1997.

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