
Quando si parla di cooperazione nel Mediterraneo, non si può non tenere presente il ruolo che ha la Puglia nel favorire i rapporti politici, sociali, economici, culturali, tra tutti i Paesi che si affacciano su quello che i Romani chiamavano mare nostrum. E’ naturale che quel nostrum indichi la peculiarità dei nostri apporti, ma è anche naturale, ora, ricordare che quest’area può dare un contributo tutto personale e originale all’idea di sviluppo.
E’ con questo spirito che è stato scritto Mare nostrum, curato da Andrea Stocchiero, esperto di economia e cooperazione internazionale e direttore esecutivo del CeSPI – Centro studi di politica internazionale. Il volume porta a punto l’esperienza che l’Assessorato regionale al Mediterraneo conduce da anni e che ha portato la Puglia a partecipare a numerosi progetti di cooperazione territoriale da completarsi entro il 2013. In questi progetti non manca mai uno spazio alla protezione dell’ambiente: può essere la prevenzione dei rischi ambientali – è il caso del programma di cooperazione transfrontaliera Grecia-Italia – , la promozione delle energie rinnovabili (da svilupparsi nel Mediterraneo interno), o di modelli di crescita sostenibili nelle grandi aree metropolitane (come il programma South East Europe); oppure, come in Interreg IV C, si può guardare alla gestione di acque, rifiuti, energia sostenibile, biodiversità e altro ancora.
Mare nostrum rivisita questi progetti, inquadrandoli nel quadro normativo che li ha originati e affronta le problematiche relative ad una messa in pratica concreta dell’idea di cooperazione che, e questa è la vera novità, non può più essere più euro-mediterranea bensì Euro-Afro-mediterranea: perché non si può più sottovalutare il contributo che i paesi della sponda a sud del Mediterraneo possono (e dovranno) dare per uno sviluppo armonico di collaborazione “ a tutto tondo” tra popoli.



