Da Agrilevante 2023 al Mediterraneo progettando l’agricoltura digitale

Ph Agrilevante

Agrilevante chiude l’edizione 2023 con un record di presenze, confermandosi fiera di riferimento per l’agricoltura dell’intera area mediterranea

 

Nei quattro giorni della rassegna, che ha visto la presenza di 350 case costruttrici di macchine e tecnologie per le colture seminative, per le colture specializzate, per la zootecnia e per le bioenergie, delle quali 50 estere provenienti da 20 Paesi – i visitatori sono stati 94.900, un numero che supera del 18% quello raggiunto nell’ultima edizione, dell’ottobre 2019 prima della pausa dovuta all’emergenza Covid. In crescita anche i visitatori esteri, provenienti da oltre 60 Paesi, che raggiungono il numero di 4.050, con un incremento del 14% rispetto all’edizione precedente.

L’agricoltura è la storia della nostra regione, da qui che dobbiamo costruire il nostro futuro e dobbiamo essere capaci di spingere i nuovi giovani imprenditori a studiare e a specializzarsi in questo settore che oggi rappresenta un aggregato di prodotti e tecniche produttive di altissima specializzazione tecnologica”, ha detto il presidente della Nuova Fiera del Levante, Gaetano Frulli, che ha ospitato la rassegna internazionale. “Aver riportato in Nuova Fiera del Levante un appuntamento così importante come Agrilevante – ha aggiunto Frulli – è stata una scelta strategica e lo sarà per un lungo periodo”.

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Agrilevante tornerà a Bari nell’ottobre del 2025

Agrilevante, la grande rassegna della meccanica agricola per il Mediterraneo, tornata in scena dopo quattro anni di sosta forzata imposta dall’emergenza sanitaria, è un evento di natura commerciale e promozionale, ma soprattutto è un’occasione di confronto sui modelli di sviluppo dell’economia primaria e sulle opportunità di collaborazione fra i Paesi della regione mediterranea, è una kermesse di caratura internazionale, è un’occasione di aggiornamento professionale e formazione in campo agronomico e agromeccanico, con incontri sui grandi temi economico-politici come i cambiamenti climatici e alla gestione dell’acqua.

«La manifestazione – ha detto Simona Rapastella, direttore generale dell’associazione dei costruttori FederUnacoma – accende i riflettori su un patrimonio tecnologico che è in grado di rispondere alle sfide della produttività e della sostenibilità, ed è nello stesso tempo un laboratorio di cooperazione tecnica, economica e politica».

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Ma è anche la biennale che nel 2025 tornerà a parlare e presentare le novità in termini di innovazione, dispositivi elettronici avanzati per l’agricoltura di precisione e per la digitalizzazione delle aziende agricole. “D’altro canto – ha detto Rapastella – il processo di automazione e digitalizzazione dell’agricoltura è ormai pienamente avviato, e trova applicazioni non soltanto nelle grandi coltivazioni estensive ma anche nelle colture specializzate e nelle produzioni di nicchia, potendosi le nuove tecnologie adattare ad ogni modello di impresa agricola”.

Dal Mezzogiorno al Mediterraneo: le prospettive

Il Governo guarda con interesse prioritario alle potenzialità dell’agricoltura nell’area del Mediterraneo e alle opportunità di cooperazione in questo settore – ha detto il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani in un messaggio per la conclusione della rassegna – in particolare con i Paesi della sponda sud, anche nella prospettiva strategica del contrasto al traffico di esseri umani”. Il Governo, ha detto, “ha dato nuova centralità all’interscambio economico con la vasta area del mediterraneo  nel quadro di una strategia di diplomazia della crescita che ho attivato dall’inizio del mio mandato. L’interscambio ha raggiunto i 118 miliardi di euro. Un balzo in avanti del 75% rispetto al 2021”.

Nel ricordare la Conferenza internazionale su sviluppo e migrazioni del 23 luglio scorso, il Secondo Vertice sui sistemi alimentari del 24 e 26 luglio organizzato dall’Italia e dalle Nazioni Unite, e le missioni governative come quella in Egitto del marzo scorso, il ministro ha fatto riferimento alla possibilità di interventi strutturali per fronteggiare le emergenze e sostenere le economie nel continente africano.

“Il tema della sicurezza alimentare rappresenta un tassello chiave della strategia del Governo che prenderà la forma del Piano Mattei per l’Africa e che mira a diventare parte di un più ampio Piano Marshall europeo. Lavoriamo per rafforzare la sostenibilità e la solidità delle filiere in un’ottica regionale – ha sottolineato il ministro – e per contrastare la crisi alimentare che ha colpito in particolare la vasta area del Sahel che va dal Golfo di Guinea al Corno d’Africa”.

Progettare l’agricoltura del futuro

Per la presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio la rassegna ha rispettato in pieno la propria missione “offrire alle imprese agricole del Mezzogiorno tecnologie di nuova generazione per essere sempre più competitive e sostenibili, e nello stesso tempo quella di suggerire ai Paesi dell’area Mediterranea, in primo luogo nella fascia del Nordafrica e del Medioriente, ma anche in aree più estese, standard produttivi migliori e modelli di agricoltura più efficienti”.

Del resto, il mercato delle macchine agricole è in crescita in tutta l’area mediterranea, come confermato dagli oltre 1.200 incontri d’affari svoltisi nel padiglione dell’Agenzia ICE, che hanno avuto come protagonisti gli operatori economici delle delegazioni estere ufficiali provenienti da 27 Paesi.

“Agrilevante festeggia il grande successo di pubblico – dichiara il Direttore Generale di FederUnacoma Simona Rapastella – ma anche la qualità delle tecnologie presentate, la ricchezza di contenuto degli oltre 50 convegni e workshop che hanno animato queste giornate, la sintonia con l’ente fieristico e con le istituzioni. Agrilevante è il luogo dove si conosce, e dove si progetta, l’agricoltura del futuro”.

“Questa manifestazione rappresenta un’importante opportunità per le nostre imprese per rafforzare e ampliare il proprio mercato in ambiti dove sono già presenti con successo, come ad esempio nel bacino del Mediterraneo, dell’Europa balcanica e del Medio Oriente”. Il Sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra ha sottolineato le iniziative a sostegno della competitività del sistema agricolo nazionale: “Il Governo ha messo a disposizione 500 milioni nel PNRR per l’acquisto di macchinari ed attrezzature, di cui 100 sono per i frantoi, 225 milioni vanno sul fondo innovazione, ai quali si aggiungono altri 225 milioni stanziati nel decreto Asset specifico per le zone alluvionate e ulteriori 2 miliardi, che si sommano agli 800 milioni già stanziati per i contratti di filiera. Parliamo di quasi 4 miliardi di risorse per modernizzare l’agricoltura, evidenza concreta della centralità dell’agricoltura nell’agenda politica dell’Esecutivo Meloni”.

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Emergenza idrica e climatica  

“Il tema dell’uso dell’acqua in agricoltura è ormai centrale per la nostra federazione – ha spiegato Simona Rapastella, direttore generale dell’associazione dei costruttori FederUnacoma intervenendo al workshop “Emergenza acqua in agricoltura: come intervenire”– per questo abbiamo anche istituito un’associazione di settore che rappresenta tutti i costruttori di tecnologie per sistemi irrigui.  Agrilevante, anche su questo focus, si sta rivelando un laboratorio che riesce a far incontrare idee e proposte. Da tecnico, però, il tema deve diventare politico visto che va a toccare chi, nei diversi Paesi, è chiamato a dare risposte e a offrire soluzioni concrete che guardano al futuro”.

Cosimo Francesco Ingrosso, Direttore Generale dell’Autorità Idrica Pugliese, ha aperto il confronto tecnico ricordando il valore del nuovo Piano d’Ambito approvato con un investimento di circa 7 miliardi di euro. “Si tratta di uno strumento di pianificazione che prevede una serie di interventi, dal 2020 al 2045, per la riduzione delle perdite idriche che al momento in Puglia si aggirano intorno al 45% che noi vogliamo portare nei prossimi anni al 29%”.

Numerose e di fondamentale importanza sono le azioni messe in campo per la riduzione degli sprechi idrici. Rientra in questo filone di studio il progetto presentato da Domenico Ventrella, primo ricercatore del Crea Agricoltura e Ambiente, che ha evidenziato l’importanza di introdurre innovazioni nel comparto agricolo. “I nostri strumenti  nascono per dare risposte al mondo agricolo ma sono utili anche agli enti territoriali che si occupano della pianificazione delle risorse idriche”.

Fondamentale dunque il recupero delle perdite, il riuso dell’acqua, la ricerca di fonti d’acqua alternative e l’innovazione tecnologica per l’efficientamento idrico.

“E’ uno scenario complesso quello che ci attende – ha spiegato Antonio de Leo, Direttore Industriale di Acquedotto Pugliese. Al momento i 5 invasi da cui proviene l’acqua che raggiunge i nostri rubinetti hanno un utilizzo plurimo, potabile ma anche agricolo e industriale. Di fronte al cambiamento climatico questo uso concomitante diventerà sempre più competitivo; quindi, siamo obbligati ad avviare un percorso di efficientamento delle infrastrutture nonché a ricorrere all’utilizzo di risorse idriche alternative come le acque reflue depurate e quelle derivanti da processi di dissalazione”.

Nicola Lamaddalena, Direttore Aggiunto CIHEAM Bari ha illustrato gli studi avviati dall’Istituto Agronomico Mediterraneo volti a ridurre la perdita d’acqua partendo “dall’individuazione del momento più appropriato per l’intervento irriguo, che può avvenire solo attraverso l’impiego di tecnologie, sensori e droni abbinati a specifici modelli matematici”.

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Bioeconomia circolare

La bioeconomia circolare è stata uno dei temi salienti della settima edizione di Agrilevante. La valorizzazione delle economie agricole, le strategie di contenimento e di contrasto ai cambiamenti climatici, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico – questione centrale a fronte delle tensioni che agitano il quadro geopolitico – ma anche la necessità di garantire produzioni sempre più sostenibili, assegnano un ruolo strategico alla tutela degli ecosistemi.

Proprio in questo contesto che si colloca la bioeconomia circolare, un settore dal grande potenziale, che sfrutta le biomasse di origine agricola e forestale per sostenere intere filiere a basso impatto. I cicli di produzione basati sulle biomasse consentono infatti di ridurre in modo significativo l’impiego delle fonti fossili, giacché sono alimentati da biorisorse di origine vegetale o animale, ampiamente disponibili, rinnovabili e ben distribuite su tutto il territorio italiano e, in particolare, su quello della Puglia.

Nel corso del workshop, cui hanno partecipato imprenditori, ricercatori e associazioni di settore, è stato riunito l’Hub regionale della Puglia sulla bioeconomia per definire un dettagliato piano d’azione in stretta collaborazione con l’Assessorato Agricoltura. Il Piano ha per oggetto la valorizzazione delle agroenergie, dei biofertilizzanti e di alcune colture industriali, e si basa su azioni di formazione, trasferimento tecnologico e divulgazione di buone pratiche. La meccanizzazione agricola è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale per questo modello di bioeconomia circolare, dato che consente di ottimizzare le attività relative alla raccolta, al condizionamento e al trasporto del materiale vegetale.

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Droni, robot e AI: la frontiera dell’agricoltura

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Droni, robot, macchine ad alta automazione, intelligenza artificiale. È questa la nuova frontiera dell’agricoltura. L’industria del settore lavora a stretto contatto con le Università e i centri di ricerca per sviluppare, e poi mettere in produzione, mezzi meccanici di nuova generazione destinati a sostituire quelli tradizionali.

La robotica per l’agricoltura è più sofisticata rispetto a quella sviluppata per gli impianti industriali – spiegano gli esperti di FederUnacoma, la federazione dei costruttori che è organizzatore della rassegna – perché operano in un ambiente che non è protetto e prevedibile come una fabbrica, ma che cambia continuamente in relazione alle condizioni meteorologiche, al vento, all’umidità, alle variabili legate alle stagioni e alla luce nelle diverse ore del giorno, oltre che al modo in cui si presentano piante, foglie e frutti nelle varie fasi vegetative. I robot agricoli debbono dunque avere una sensibilità estrema, in tutto simile a quella di un esperto agricoltore.

La performance dimostrativa di un robot che controlla la situazione di un frutteto (Ph Agrilevante)

A queste raffinate tecnologie Agrilevante ha dedicato una sezione della fiera, all’interno del Padiglione Nuovo, e un’area all’aperto dove è stato possibile vedere in azione macchine agricole “del futuro” come i droni per i trattamenti al vigneto, o i robot per il controllo dello stato di salute del frutteto.

L’agricoltura digitale, del resto, è stata protagonista anche nel programma di convegni: l’incontro sul tema “I vantaggi dell’agricoltura 4.0 per le aziende e per i consumatori finali: dalla razionalizzazione delle risorse alla tracciabilità ent-to-end” o l’incontro su “Droni, robotica ed intelligenza artificiale in agricoltura”, promosso dall’Università della Basilicata e da FederUnacoma, pensato per informare anche il pubblico dei giovani, che si accostano all’agricoltura e che nei prossimi anni dovranno gestire tecnologie, come quelle digitali, sempre più impegnative, ne sono due esempi.

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Macchine agricole: fabbisogno tecnologico da export soprattutto in Nordafrica

Le macchine innovative sono in grado non solo di aumentare rese e standard produttivi, ma anche di mitigare le conseguenze dei cambiamenti climatici che condizionano lo sviluppo di vaste aree del continente. (ph Agrilevante)

Il forte incremento demografico del continente africano non è compensato da sistemi agricoli adeguati perchè spesso sono caratterizzati da bassa produttività, livelli tecnologici inadeguati, scarsità di terreni agricoli coltivabili. Questi temi, di grande rilievo per gli assetti economici e politici dell’intero bacino mediterraneo, sono stati affrontati in occasione del convegno intitolato “Agricoltura in Nordafrica: caratteristiche, potenzialità e fabbisogni tecnologici”.

Condizione fondamentale per la crescita delle economie agricole del Nordafrica – è stato spiegato nel corso dell’incontro – è la diffusione di tecnologie e mezzi meccanici di ultima generazione.

Le macchine innovative sono in grado non solo di aumentare rese e standard produttivi, di migliorare la competitività delle produzioni locali e di migliorare la fertilità dei suoli, ma anche di mitigare le conseguenze dei cambiamenti climatici che condizionano lo sviluppo di vaste aree del continente.

La cooperazione fra l’Italia e i Paesi nordafricani è chiamata a svolgere un ruolo strategico proprio nel campo della meccanizzazione agricola. Del resto, già oggi l’industria italiana soddisfa una quota significativa del fabbisogno di macchinari nella regione: nel solo 2022 il Made in Italy ha garantito il 10% della domanda di tecnologie in Egitto, il 27,5% in Tunisia e il 26% in Marocco. “La partnership tra i Paesi del nord e del sud del Mediterraneo è uno degli elementi chiave per liberarne il potenziale produttivo – ha detto Gianfranco Belgrano direttore editoriale di Internationalia– e sui processi di meccanizzazione l’Italia ha tanto da offrire grazie a un’industria che si caratterizza per gli elevati standard internazionali. È un percorso che presenta ancora delle complessità, ma è un percorso possibile e necessario per la valorizzazione delle economie agricole del Nordafrica”.

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Zootecnia: eccellenze produttive e genetiche

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Concorsi, gare di valutazione morfologica dei bovini, gare di conduzione del bestiame, ma anche iniziative rivolte agli studenti degli istituti agrari e convegni sui temi politici ed economici che interessano il comparto dell’allevamento. Organizzata nella cornice di Agrilevante – la rassegna per la meccanizzazione delle filiere agricole del Mezzogiorno e del Mediterraneo – la sezione zootecnica si conferma come uno dei punti di forza di questo evento espositivo.

Su 10.000 metri quadrati ben 500 capi tra bovini, equini, ovini e animali da cortile, espressione delle più pregiate razze autoctone. Grande interesse hanno suscitato la mostra nazionale ovina della razza Gentile di Puglia, il raduno dei cavalli da tiro (a cura del  Cavallo Agricolo Italiano da Tiro) e la mostra bovina delle razze Bruna e Frisona Italiana.

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Nella sezione zootecnica di Agrilevante particolare evidenza hanno avuto gli incontri di approfondimento tecnico. Il settore del latte è stato al centro del convegno dal titolo “Produrre latte oggi: mungere, valutare, gestire”, un’occasione di confronto sulle principali tematiche del comparto fra allevatori, tecnici, responsabili delle industrie specializzate nei sistemi di mungitura meccanizzata e referenti istituzionali.

Di allevamento caprino, in particolare, si è parlato in occasione dell’evento sul tema “Le potenzialità del settore ovino e caprino”, promosso dall’Associazione Nazionale della Pastorizia. Il “sistema allevatori”, ha spiegato il presidente dell’AIA Roberto Nocentini, conferma l’interesse crescente per la biodiversità zootecnica. “La zootecnia della Puglia si distingue non solo per la capacità di armonizzarsi con i diversi contesti ambientali del territorio – ha detto – ma anche per le sue eccellenze produttive e per l’alto livello genetico dei capi di bestiame. Il network degli allevatori e il sistema-Puglia sono in prima linea per contribuire al successo di Agrilevante un evento strategico per i settori agricolo, agromeccanico e zootecnico, che guarda con estremo interesse sia al Mediterraneo che ai Paesi emergenti”.

Formazione e sbocco lavorativo: puntare sulle competenze

Il lavoro in campagna è diventato d’appeal e attira sempre più giovani. Lo testimoniano i 400 studenti degli istituti agrari di Puglia, Basilicata e Calabria che hanno partecipato ad Agrilevante alle giornate di formazione sulla sicurezza e sulle nuove tecnologie nelle macchine agricole.

“Molti dei giovani che abbiamo incontrato qui in fiera – afferma l’associazione dei costruttori FederUnacoma, organizzatrice delle giornate – sono attratti dalla sicurezza di uno sbocco lavorativo, visto che le aziende agricole hanno sempre più bisogno di operatori specializzati, specie se esperti nella digitalizzazione delle operazioni colturali e nelle attività di precision farming.

Grazie all’innovazione è stato possibile non soltanto incrementare rese e produttività del settore primario, ma anche migliorare la sostenibilità delle produzioni, la qualità dell’alimentazione, l’impatto delle colture sull’ambiente e la sicurezza degli operatori. L’impiego di macchinari di ultima generazione, in particolare delle tecnologie di automazione, richiede tuttavia competenze verso le quali sono proprio i giovani a dimostrare maggiore disponibilità. Per guidare un trattore moderno bisogna imparare a gestire dei software con i quali si possono controllare i collegamenti con il rimorchio, e le operazioni sul terreno – dall’aratura alla semina fino alla raccolta – integrandole, magari, con informazioni provenienti dai servizi meteo”.

Nell’area Desk di Agrilevante, gli studenti hanno potuto provare un simulatore che riproduce buona parte delle situazioni nelle quali ci si può trovare quando si conduce un mezzo agricolo in campo aperto. Molte delle funzioni operative delle macchine – spiega Lorenzo Iuliano, ingegnere del servizio tecnico FederUnacoma – sono oggi gestite attraverso uno schermo digitale, simile al touch screen di un tablet».

Nella foto, un simulatore di roll-over, l’incidente più frequente che può capitare in campagna. I ragazzi hanno provato il capovolgimento in assoluta sicurezza per mostrare come i dispositivi di sicurezza di nuova concezione possono ridurre e spesso eliminare le conseguenze di tali incidenti (Ph Agrilevante)

Nell’area Desk anche un simulatore di roll-over, l’incidente più frequente che può capitare in campagna. “Ai ragazzi – prosegue Iuliano – abbiamo fatto provare il capovolgimento in assoluta sicurezza per mostrare come i dispositivi di sicurezza di nuova concezione possono ridurre e spesso eliminare le conseguenze di tali incidenti”. Il problema vero, però rimane quello della sensibilità al problema della sicurezza, spesso sottovalutato. Il parco macchine italiano infatti ha un’età media molto elevata, pertanto – ricorda l’associazione dei costruttori – molti di questi mezzi non sono equipaggiati con dispositivi di ultima generazione che proteggono l’operatore.

Le giornate dimostrative del Desk di Agrilevante sono servite anche a rendere i più giovani consapevoli dei rischi e dell’importanza della prevenzione. Su questi temi, Inail e FederUnacoma hanno organizzato anche un corso di formazione di 16 ore destinato a 60 funzionari di Aziende sanitarie locali, che hanno il compito di verificare la conformità delle macchine agricole alle norme di legge. «Le normative tecniche sulle macchine agricole sono in costante evoluzione e per questo è necessario prevedere un programma di formazione permanente anche per quegli operatori che sono chiamati ad eseguire i controlli di conformità sui mezzi. Gli eventi di settore – ha concluso Domenico Papaleo ingegnere del servizio tecnico di FederUnacoma – possono essere la cornice entro la quale organizzare tali attività formative».

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