Più cavalli che trattori nel futuro dell’agricoltura

Nell’ottica della sostenibilità e di un ritorno all’ambiente, l’associazione Eponalia rivalorizza la trazione animale in agricoltura e i suoi vantaggi

 

Sembra anacronistico, assurdo, fuori dal tempo e inutile, ma per avere un’agricoltura totalmente green, sostenibile al 100%, oltre a bandire ogni prodotto chimico sintetico per curare le piante, è necessario mettere definitivamente da parte i mezzi agricoli e tornare ad utilizzare gli animali da trazione.

In effetti, la proposta sembra azzardata e forse un po’ assurda, ma se ci riflettiamo un po’, in effetti ha un senso. Gli animali sono da sempre utilizzati per fare i lavori pesanti agricoli. Questa condivisione e questa simbiosi consolidate nei secoli hanno sempre dato giovamento al settore: grazie agli animali, l’uomo poteva fare e avere tutto. Con la rivoluzione industriale, la “tecnologia” ha sostituito gli animali e quel rapporto privilegiato è venuto meno, mentre il numero degli animali nelle fattorie lentamente si è ridimensionato.

Ma oggi è cambiato tutto. Gli animali non sono più un peso ma una risorsa: costano meno dei trattori, in termine di gestione e in termini economici, anche perché sono una grande attrattiva. Le fattorie didattiche e gli agriturismo sono sempre più apprezzati e scelti dai turisti proprio perché hanno gli animali che chiudono il ciclo naturale. Trasmettono sensazioni nuove, dimenticate, e la loro presenza, la loro interazione è fondamentale per curare anche molte malattie.

Cavalli in un vigneto

Ecco perché l’Associazione di Promozione Sociale EPONALIA, nata ad aprile di quest’anno, con i suoi 12 soci fondatori, si impegna a: “formare operatori e arrivare al riconoscimento istituzionale del ruolo dell’operatore agricolo a trazione animale; formare una rete nazionale di operatori agricoli a trazione animale, sia professionisti che amatori, per narrare le storie e le esperienze di chi crede ancora ai cambiamenti possibili sul solco del passato; inserire nuovamente e finalmente il mondo femminile nell’agricoltura, grazie alla collaborazione con gli animali e soprattutto con i cavalli; collaborare con istituzioni e università per approfondire ricerche e tecnologie per lo sviluppo delle tecniche agricole a trazione animale; arrivare come fine ultimo ma fondamentale a salvare animali dal macello, impegnandoli nella collaborazione con l’uomo in ambito agricolo; fare la nostra parte per la sostenibilità ambientale, per divulgare una cultura collaborativa a tutela del benessere della terra e dei suoi esseri viventi, tutti.”.

Un’azienda agricola di Foggia e una di Trento, ma anche aziende in Toscana e in Umbria utilizzano i cavalli in agricoltura. «Crediamo nella natura. Con l’associazione Eponalia – ci spiega Lorella Muzi, vice presidente di Eponalia – vogliamo una crescita economica sostenibile e inclusiva, che ci aiuti ad arrivare sani, salvi, pronti ed entusiasti a soddisfare l’Agenda 2030 e il suo programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità. Potremo essere competitivi domani se cominciamo ad essere responsabili oggi. Il nostro futuro è nelle mani delle aziende che potranno proporre prodotti sostenibili. Ecco perché la trazione animale rappresenta la soluzione. Costi inferiori, eco-sostenibilità, rinnovabilità dell’energia prodotta, ridotta compressione del terreno: tutti vantaggi che l’agricoltura a trazione animale vanta e che possono fare la vera differenza. Tramite un gruppo di appassionati professionisti del mondo dell’equitazione e ricercatori del settore vogliamo divulgare la cultura del lavoro agricolo con il cavallo collaboratore. Con il suo passo non distrugge, come avviene con il trattore. Anzi, dà vita al terreno, preserva gli organismi e i microrganismi in esso presenti, lo mantiene sano quindi farà in modo che doni anche frutti sani. Tutto con una minore dispersione di risorse, di tempi e di costi».

È un ritorno al passato per un presente e un futuro sostenibili, che gioverà all’agricoltura, alla natura e alla nostra vita. L’uomo si mette al vertice del mondo ma spesso dimentica che senza gli animali, la natura e tutto quanto c’è in questo mondo, non sarebbe ciò che è.

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