Acqua che berremo: progetto scolastico per la tutela della risorsa acqua

Promuovere l’acqua come bene comune e tutela del patrimonio ambientale epigeo e ipogeo dei siti carsici sono soltanto alcuni degli obiettivi del progetto “l’acqua che berremo”, che la Società Speleologica Italiana (SSI) sta realizzando nelle scuole ubicate nei territori dei parchi nazionali, grazie al contributo del Ministero dell’Ambiente.

La Società Speleologica Italiana persegue da anni, attraverso diverse campagne informative destinate sia agli specialisti che al grande pubblico, e che coinvolgono anche i più piccoli, i cittadini del futuro, attività di bonifica e monitoraggio, che si inseriscono nel progetto a lungo termine di prevenzione, sensibilizzazione e tutela dell’ambiente carsico ipogeo.

L’impegno della SSI nell’ambito della prevenzione è diretto anche alla sensibilizzazione degli stessi speleologi, con la diffusione di procedure e buone pratiche volte a creare negli esploratori la consapevolezza dell’importanza di ridurre al massimo l’impatto ambientale durante la loro progressione in grotta e negli ambienti ipogei in generale.

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Le cavità naturali e artificiali sono usate in maniera irresponsabile e sono state trasformate in discariche abusive. Nelle profondità della terra si trovano oggetti di ogni tipo: plastiche, elettrodomestici, anche automobili. Promuovere l’importanza di tali siti è fondamentale per preservare la salute dell’ambiente, nonché dell’uomo. Raccogliere informazioni dettagliate su quelle cavità nelle quali è verificata la presenza di sostanze o situazioni che possono alterare e inquinare le acque sotterranee degli ambienti carsici è fondamentale. Un aggiornamento più che mai importante, visto che si tratta di acque di ottima qualità che i cittadini bevono. Basti considerare che studi e politiche nazionali si stanno orientando verso un utilizzo sempre maggiore delle sorgenti carsiche per il rifornimento di acqua potabile ai comuni.

Il progetto “Acqua che berremo” intende sensibilizzare i più piccoli all’uso consapevole e responsabile della risorsa naturale e, soprattutto, alla salvaguardia del patrimonio ambientale in un’accezione più ampia.

Acqua che berremo: il progetto nelle scuole

L’Istituto Agrario Lotti-Umberto I di Andria ha partecipato al progetto promosso dalla SSI in collaborazione con il Ministero per l’Ambiente, accompagnando gli alunni delle classi prime in visita alle cavità presenti nel territorio ddi Andria. Il progetto si è concluso in una location insolita. Per parlare di acqua si è pensato di riscoprire un luogo plasmato dall’acqua nei millenni – “Lama Margherita“. Qui, un antico fiume ha scavato grotte e anfratti oggi riconquistati dalla flora autoctona, che raccontano, come un libro aperto, di acqua che scorreva in superficie e che oggi si nasconde nel sottosuolo: un bene da difendere a partire proprio da ciò che in superficie, ma con uno sguardo attento al sottosuolo, luogo misterioso, ma che deve rimanere incontaminato poiché raccoglie un bene inestimabile.

Questo luogo , definito dagli alunni ”foresta incantata”, è stato scoperto grazie alla guida degli speleologi del gruppo GSR di Ruvo, del gruppo SHAKA Zulu del Lazio e del neo gruppo grotte Melphicta Kalipè. Tante le tematiche affrontate, come: prevenire le conseguenze di opere e azioni, anche quotidiane, con impatto negativo sugli acquiferi carsici; rimuovere o mitigare cause di degrado della qualità degli acquiferi carsici (inquinanti solidi e liquidi); sensibilizzare sull’importanza delle zone carsiche per le attività umane e la biodiversità; appoggiare progetti multidisciplinari di ricerca sulla qualità e la tutela della risorsa acqua carsica per sensibilizzare e promuovere il patrimonio ambientale epigeo e ipogeo dei siti carsici.

L’acqua è un tema delicato sotto molti aspetti: la difficoltà per molte persone su questo Pianeta di averne accesso, l’abuso che ne fanno alcuni Paesi, il risparmio necessario, il cambiamento climatico che sta portando allo scioglimento dei ghiacciai – riserva di acqua dolce del nostro globo -, l’uso che se ne fa per produrre energia sono tematiche da affrontare anche con i più giovani.

Focalizzati sugli aspetti quotidiani, non si riflette sulla scarsità di acqua e sulla necessità di risparmiare le risorse naturali. È necessario che questo bene diventi parte integrante della cultura.

Tanti gli spunti di riflessione per gli alunni, riferiti al territorio, molta l’attenzione per un luogo quasi relegato e dimenticato dagli andriesi, ma ancora una volta per gli alunni l’opportunità di fare scuola in modo diverso, coinvolgente e riflessivo.

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