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Paesaggio, un manifesto per la sostenibilità

Un Manifesto del Paesaggio, pensato come bene da tutelare e accompagnare nelle sue fasi di trasformazione, per aumentarne la fruibilità e farlo diventare, a tutti gli effetti, un patrimonio condiviso: è il concreto risultato IFLA2016, il 53° Congresso Mondiale dell’International Federation of Landscape Architects, che si è chiuso a Torino il 22 aprile dopo 3 giorni di lavori a cui hanno preso parte oltre 1.000 professionisti del paesaggio da 60 Paesi in tutto il mondo.

paesaggio

La figura specifica dell’Architetto del Paesaggio è fondamentale per attuare le politiche in materia di Paesaggio di ogni Paese

Il Manifesto del Paesaggio (clicca qui per leggerlo) rappresenta una vera e propria chiamata per tutta la filiera del verde e non solo: parole d’ordine sono fare sistema, divulgare il paesaggio e diffonderne la conoscenza e la cultura. Lanciato in coincidenza con la Giornata Mondiale della Terra, il documento è aperto a chiunque voglia sottoscriverlo: non solo i professionisti del paesaggio ma anche gli operatori della filiera del verde e tutti coloro che desiderano appoggiare il progetto.

Il manifesto prende le mosse dalle indicazioni scaturite da COP21 – Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite, che si è tenuta lo scorso dicembre 2015 a Parigi e fa suo l’appello lanciato dalla Presidente IFLA World Kathryn Moore, ribadendo il ruolo fondamentale degli Architetti del Paesaggio di tutto il mondo per l’attuazione di COP21. “Ridurre il riscaldamento globale del pianeta – recita il Manifesto del paesaggio – migliorare la qualità dell’aria e incentivare una maggiore produzione di ossigeno sono obiettivi che si raggiungono progettando, realizzando e gestendo i paesaggi secondo principi di condivisione e sostenibilità”.

Cinque i punti in cui si articola il documento  Il primo è la  centralità del progetto di paesaggio,  indispensabile per garantire la più alta qualità diffusa dei paesaggi e la loro sostenibilità nel futuro, “a beneficio – precisa il manifesto –  delle popolazioni mondiali”. Altro punto forte del manifesto è l’invito a diffondere  la cultura delle trasformazioni possibili: riconoscere i valori paesaggistici contribuisce ad orientare le politiche dei Paesi per regolare la qualità delle trasformazioni possibili e la conservazione, l’evoluzione e il rinnovo dei paesaggi.

Forte è anche l’attenzione rivolta  a  formazione e professione, perché la politica del paesaggio richiede, per essere veramente efficace, figure professionali con una specifica formazione universitaria e/o post universitaria, per dar vita ad uno specifico profilo professionale quale l’Architetto del paesaggio, fondamentale per la progettazione, realizzazione, pianificazione, gestione e conservazione di ogni Paesaggio, naturale, storico, antropico. L’ultimo, ma non meno importante punto all’ordine del giorno del manifesto, è la forte richiesta di attuare la Convenzione europea del Paesaggio, sottoscritta nel 2000, e che si auspica possa essere estesa a tutto il mondo e pienamente attuata in tutti i Paesi Europei che l’hanno sottoscritta e ratificata.

Il Manifesto nei prossimi giorni sarà disponibile sul web sul sito di AIAPP – Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, promotrice dell’iniziativa e organizzatrice del Congresso di Torino.

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