Malattie e clima, l’Europa si prepara

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La rivista scientifica The Lancet Regional Health – Europe ha pubblicato un articolo che introduce un approccio trasformativo per affrontare l’emergere e la trasmissione di malattie infettive sensibili al clima in Europa

 

Malattie e clima sono strettamente connessi. Ormai è un dato di fatto. In Europa se ne parla già da un po’, cercando una soluzione che possa limitare i danni. L’articolo scientifico “Decision-Support Tools to Build Climate Resilience Against Emerging Infectious Diseases in Europe and Beyond“, pubblicato sulla rivista The Lancet Regional Health – Europe, introduce un approccio trasformativo per affrontare l’emergere e la trasmissione di malattie infettive sensibili al clima in Europa, informando le politiche intersettoriali e migliorando la resilienza climatica ai rischi di malattie infettive nel lungo termine da parte dei sistemi sanitari.

L’articolo è stato redatto da un illustre team di ricercatori internazionali nel contesto del progetto IDAlert che, con il contributo della Fondazione CMCC, aiuterà a costruire un’Europa più resiliente agli emergenti rischi sanitari.

IDAlert – Infectious Disease decision-support tools and Alert systems to build climate Resilience to emerging health Threats – iniziato ufficialmente l’1 giugno 2022, è un progetto di cinque anni con un budget da 9.18 milioni di euro. Il progetto è finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon Europe, Grant Agreement 101057554.

Nell’ambito dello studio, i ricercatori di CMCC@Ca’Foscari Shouro Dasgupta, Katie Johnson e Francesco Bosello hanno contribuito agli aspetti relativi alle disuguaglianze socio-economiche, alle strategie di adattamento e al coinvolgimento delle parti interessate. La pubblicazione propone infatti un approccio collaborativo per sviluppare indicatori e strumenti di supporto alle decisioni che possano essere rilevanti per le politiche. Tali strumenti sono progettati per tracciare e anticipare in modo completo i rischi sanitari indotti dal clima in vari ambiti, tra cui i pericoli ambientali, i modelli di esposizione e i fattori di vulnerabilità. Con un’attenzione particolare alle interdipendenze tra animali, esseri umani e ambiente, il quadro promette una prospettiva olistica per affrontare questa sfida poliedrica.

Il cuore di questo nuovo sistema risiede nella co-produzione di sistemi di allerta e di risposta precoce alle parti interessate e agli utenti finali, nonché di strumenti specifici per valutare i costi e i benefici associati alle strategie di adattamento e mitigazione del clima in diversi settori. Promuovendo una maggiore resilienza all’interno dei sistemi sanitari regionali e locali, il quadro mira a rafforzare la capacità dell’Europa di rispondere alle crisi sanitarie, anche a fronte di condizioni ambientali mutevoli.

Nell’ambito del suo approccio, il progetto IDAlert integrerà un impegno a più livelli, metodologie innovative e nuovi flussi di dati, attingendo a informazioni generate localmente e a conoscenze empiriche attraverso casi studio.

Questa strategia consente agli esperti di quantificare gli effetti delle possibili malattie legate al clima in aree in rapida trasformazione urbana e alle prese con diversi rischi per la salute. Il fine ultimo è quello di colmare il divario tra conoscenza e azione, fornendo un quadro integrato One Health-Climate Risk senza precedenti, che consentirà ai responsabili politici, agli operatori sanitari e alle comunità di mitigare i rischi e rafforzare la resilienza.

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