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“Mad in Italy”: e l’impresa guarda anche all’ambiente

Storie di uomini e donne mad, folli, che cioè hanno fatto della loro capacità di interpretare il cambiamento richiesto dalla società il loro successo. È questo il senso di Mad in Italy, un libro “utile a chi lo intenda”, direbbe Machiavelli, scritto da Giampiero Cito e Antonio Paolo, rispettivamente direttore e strategie planner dell’agenzia di comunicazione Milc . Da questa agenzia è nata”Mad in Italy”, una campagna che i due pubblicitari hanno portato con successo in tutt’Italia e che si è concretizzata in questo libro. In 15 capitoli gli autori delineano la strategia adatta a fare della propria idea un progetto vincente prima, un business di successo poi. Ma sempre seguendo con caparbietà  il proprio obiettivo: il che significa anche saper essere critici nei confronti dei propri sogni, saper fare rete, sapere accettare i consigli, saper pensare in grande, anche se si è piccoli, e tanto altro ancora. Per “sapere” bisogna aver prima imparato: cioè bisogna entrare nella logica dell’ascolto e fornirsi di una buona dose di follia, per credere sino in fondo in quello che si fa. Ed ecco allora che il libro è costellato di storie di imprenditori di tutti i tempi, esclusivamente italiani che sono riusciti a portare a compimento i loro sogni e a restare mad, folli. E tra questi se ne incontrano diversi che hanno scommesso su ambiente e sostenibilità. A cominciare da Alberto Bertone, che dell’azienda Fonti di Vinadio ha fatto la portabandiera di un brand ecologico come l’Acqua Sant’Anna. L’idea mad è la biobottle , “la prima bottiglia d’acqua che in soli 80 giorni si decompone perchè aggredita dai batteri che si trovano nella parte organica dei rifiuti”, scrivono gli autori. Quello delle acque è un settore dove in effetti c’è ben poco da innovare, eppure l’idea risulta vincente perchè rappresenta una concreta attenzione all’ambiente (e questo malgrado i legittimi dubbi sulla reale convenienza e sostenibilità ambientale a produrre bottiglie dal mais piuttosto che dal petrolio) e apre la strada a quella “responsabilità sociale” che ora comincia a farsi strada tra le imprese.

Un altro concetto che circola nel volume è quello di “condivisione“: di idee, di strategie, di vision; e questo concetto funziona alla grande quando si pensa alla riqualificazione del territorio: basti citare un fenomeno come quello del car sharing o un gruppo tutto pugliese come Made in carcere, basato sul “parallelismo tra le vite delle detenute – è scritto nel libro – e la possibilità di riutilizzare stoffe o materiali che sembravano destinati a essere scartati o gettati via”. E se si guarda indietro, si scopre che la raffinatissima Luisa Spagnoli aveva fatto realizzare asili nido aziendali per le sue operaie e un parco divertimenti per i loro bambini.

La cafrozzina B-free Multifunction è stata selezionata all'Expo 2010 di Shangai tra i 10 prodotti di eccellenza per l'Italia

Cito e Paolo hanno un occhio di riguardo per l’agricoltura, declinata in tutte le sue sfaccettature. Cominciano parlando di Gianfranco Soldera, produttore del Brunello Case Basse (il territorio non va stravolto), continuano col responsabile delle cooperative Libera Terra Mediterraneo, Gianluca Faraone (sottrarre le terre alla mafia si può); c’è la storia di Oscar Farinetti, il manager di Eataly (le piccole aziende del settore enogastronomico puntano sulla qualità) e c’è la storia di Federico Grom e Guido Martinetti, fondatori delle gelaterie Grom (“Solo la gestione dei processi agricoli secondo elevati standard di qualità potrà permetterci di proporre un gelato come rappresentante del Made in Italy nel mondo”).

Un’ultima storia merita di essere raccontata ed è quella di Danilo Ragona. Oggi è il  proprietario e il designer felice e affermato di Able to Enjoy, con cui ha progettato la B-free Multifunction. Lui la chiama “la Lamboghini della sedie a rotelle”, così innovativa da essere inserita all’expo di Shangai del 2010 tra i 10 prodotti italiani di eccellenza. Ma la B-Free Multifunction non sarebbe nata se Ragona non fosse rimasto paralizzato dopo un incidente stradale, che gli ha cambiato la vita, forse, paradossalmente, in meglio. La scommessa di riappropriarsi del mondo intorno è stata vinta. Il mad, il folle, ha avuto ragione.

Giampiero Cito, Antonio Paolo, Mad in Italy – Quindici consigli per fare business in Italia. Nonostante l’Italia, Rizzoli Etas, 2012, 231 pagg., € 18,00

 

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