Yemen, Afghanistan, Tibet, Giappone. Ma anche flash da India, Corea del Nord, Filippine, Cambogia, con una particolare attenzione alla Cina. Già è perché qui che l’autore ha vissuto negli ultimi dieci anni. La tentazione dell’Asia è il titolo della mostra fotografica di Paolo Longo, giornalista pugliese già corrispondente della Rai dall’Estremo Oriente, al Castello Svevo di Bari dal 12 maggio fino al prossimo 4 luglio.
Un incedere per immagini che spazia nel tempo, dagli anni ’80 ad oggi, e che si interseca tra volti, tradizioni, colori di paesi così vicini e tanto diversi.
L’immagine di una città anonima in questa “Speculazione edilizia a Tokio”«Ho scoperto subito che mi piaceva soprattutto essere un cronista, raccontare storie attraverso le immagini, perché la fotografia è scrittura che non ha bisogno di traduzione», commenta Longo, inviato prima del Giornale Radio di Roma e poi corrispondente in Medio Oriente e in Cina.
In esposizione 86 immagini di grande formato realizzate nel corso di trent’anni di lavoro e viaggi in Asia. «Nella selezione per questa mostra – aggiunge – ho eliminato tutto quello che faceva “cronaca” e tutto quello che appariva “esotico”: ogni fotografia diventa un racconto che rimanda ad altre storie, ad altri racconti o che vale per se stesso». Esotico e nuovo come l’immagine di un giovane uomo, di 27 anni, sposato, che si trucca e si prepara per due ore per esercitare l’antico mestiere di Geisha, in un rituale incomprensibile all’evoluto occidente, che richiama alla mente soltanto vetuste tradizioni. Eppure siamo di fronte un volto ritratto nel 2013, che sembra perdersi nel percorso di una storia infinita, fatta di rituali e gesti che risaltano nel contrasto con la frenesia dell’altra metà del globo.
Così come diversi si presentano i paesaggi. Variopinti, multiformi ma anche devastati, segnati da guerre decennali, da calamità naturali, da una natura prorompente che sembra rivendicare con ferocia uno spazio rubato. Scorrendo la mostra l’occhio spazia dalle crude immagini dello tzunami e della devastazione che ne è seguita nel 2004, all’immagine di una Tokyo-megalopoli tutta uguale segnata da palazzoni a blocchi di cemento. Il risultato complessivo è una virgola, la parentesi in un mondo dinamico, in evoluzione continua, con luoghi e persone in fermento in un fluire di mutamenti.
La mostra fotografica si apre con un’immagine del 1987 di un mercato dello Yemen con una resa priva di elementi di modernità, mentre si chiude con un affollato incrocio pedonale della capitale giapponese. Per ammissione dello stesso autore è questo l’emblema del suo personale racconto per immagini, simboli di una stridente diversità dell’Asia.
L’esposizione è stata organizzata dalla Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari BAT e Foggia, l’iniziativa è promossa dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e turismo, con il patrocino del Presidente della Giunta Regionale, della Provincia e del Comune di Bari- Assessorato al Marketing Territoriale.


