La strada di Porto Giardino resta chiusa? – FOTO

La grotta scavata dal mare sotto la strada che conduce a Porto Giardino - tratto interdetto per rischio crollo

Il tratto stradale è ora inaccessibile perché a rischio crollo. Il mare ha scavato una grotta sotto l’asfalto. Ora da Monopoli non si può raggiungere la località balneare Capitolo. Sarebbero in corso ulteriori accertamenti

 

Il tratto di strada tra il Residence Atlantide e Porto Giardino dovrebbe rimanere chiuso perché a rischio crollo. Sono queste le ultime notizie verificate in loco. Questa interruzione, di circa 500 metri, taglia i collegamenti tra Monopoli e la località balneare Capitolo. Nella parte sottostante, il mare ha scavato una profonda grotta che potrebbe crollare in qualunque momento.

Stiamo parlando dalla SP 90, costruita lungo la costa sulla falesia, soggetta ad una forte erosione costiera.

Come tutte le città costiere, anche Monopoli deve fare i conti con questo fenomeno naturale, che si può frenare solo con interventi costanti e con azioni di tutela dell’ambiente.

foto panoramica del tratto di strada SP90 interdetto al transito

Dopo i tre giorni di pioggia, peraltro di normale intensità ma costante, della scorsa settimana era prevedibile che una parte della scogliera monopolitana avrebbe ceduto. Già un mese fa questo rischio era stato segnalato nello studio realizzato dal consigliere comunale Marina Liuzzi insieme all’assessore Vincenzo Laneve. Laneve aveva rimesso nelle mani del sindaco Angelo Annese la delega Costa e Demanio, dopo aver denunciato l’impossibilità di svolgere le azioni di tutela della costa a cui era stato chiamato per una serie di fattori. Questo crollo era stato segnalato nello studio poi messo a disposizione del gruppo di lavoro, successivamente formato dall’amministrazione comunale a seguito delle polemiche sull’erosione costiera. da tempo in atto lungo il litorale monopolitano.

transenne Camping Atlantide Monopoli per impedire l’accesso al tratto di strada interdetto. Dopo pochi metri c’è un altro blocco

Qualche giorno fa, quando è stato scoperto il crollo, la strada è stata subito interdetta. Dopo qualche ora, le transenne sono state tolte. Poi, a distanza di qualche giorno si è diffusa la notizia che la strada sarebbe stata chiusa su ordinanza del sindaco e sarebbe stato istituito il senso unico alterno lato monte; sarebbero stati anche installati i semafori mobili. Qualcuno ha attribuito questa soluzione a qualche consigliere, qualcun altro si è preso i meriti. Si tratta però di varie voci sparse sul web e non solo che al momento le verifiche effettuate ne confermano e ne smentiscono.

Questa chiusura, che si è diffusa in modo virale sui social ma che non è stata fino ad ora segnalata sulle pagine e sui siti ufficiali del Comune, provocherà nel primo fine settimana di sole e di caldo inevitabili ingorghi e polemiche. Il tam tam del web ha di fatto spinto molti curiosi a raggiungere il tratto stradale chiuso per fare foto, prendere il sole e fare il primo bagno. Le auto sono state parcheggiate sulla scogliera, già evidentemente dissestata, mentre gli scooter sono transitati indisturbati, nonostante le transenne. Stessa cosa per i pedoni e i ciclisti. Per i pedoni vige il divieto di transito sul lato mare, ma praticamente nessuno lo ha rispettato.

L’accesso vietato al tratto di strada a rischio crollo. Ciò nonostante, durante il nostro reportage, sono regolarmente transitati pedoni, ciclisti e scooter. Intanto un elicottero ha fatto diversi passaggi in zona

Non essendoci, quindi, una comunicazione ufficiale, in tanti hanno imboccato, o imboccheranno, la SP 90 per fermarsi alle transenne di Porto Giardino. Non potendo passare, dovranno tornare indietro.

Se da Monopoli c’è la pattuglia della Polizia Locale ad avvertire gli utenti della strada, dalla SS16 non c’è la segnaletica necessaria per avvertire dell’interruzione. Se invece dal Capitolo si vuole raggiungere gli scavi di Egnathia, utilizzando il prosieguo della strada litorale che costeggia i lidi e gli stabilimenti storici, bisogna fare i conti con un’altra interruzione stradale per alcuni lavori in corso.

Insomma, una situazione difficile da risolvere che richiede interventi immediati e duraturi. Il litorale è a rischio crollo in altri punti: nei pressi di Baia Luna Beach, ci sono segni evidenti che il mare ha scavato sotto la struttura dove peraltro c’è anche un parcheggio, la vicina area Piscine Romane, ex cava, richiede una certa attenzione, così come l’area della Torre di San Giorgio, che richiede interventi urgenti, fino alla località Spiaggia Guerra e al Parchetto di mare. più avanti, dove la falesia lascia lo spazio alla sabbia, la distruzione delle dune costiere, avvenuta in passato, e il mancato ripascimento naturale delle spiagge sta creando altri problemi.

Crollo a Cala Diavolo – Località Santo Stefano – Monopoli

Nella zona di Santo Stefano, tra Monopoli e il Capitolo, un crollo è stato segnalato a Cala Diavolo; un altro è avvenuto in via Marina del Mondo, alla periferia Nord di Monopoli, in prossimità della strada. L’area è stata transennata. Qui la falesia è crollata in vari punti lungo la costa. In un punto, poco prima del depuratore e lontano dalla strada, pare che il mare abbia già scavato sotto la roccia indisturbato.

Voci riferiscono che sia stato incaricato un geologo per analizzare la situazione e stilare una relazione che dovrebbe aiutare a chi di dovere di fare la scelta giusta. Sembra che la prossima settimana si potrebbe già capire come muoversi.

Difficile avere notizie certe su quanto stia accadendo perché nessuno ha intenzione di parlare prima di avere, sembra, un quadro chiaro, anche se per molti è abbastanza evidente cosa fare.

Alla luce di tutto questo, è inevitabile porsi alcune domande: perché si è giunti a questo punto? Perché gli interventi, ammesso che siano stati eseguiti in passato, non sono stati risolutivi? Servono decisioni urgenti e azioni immediate: perché al momento sembra che ci sia una fase di stallo? Gli evidenti problemi di sicurezza pubblica non dovrebbero avere la priorità sulle scelte e sulle azioni da intraprendere, ma anche sugli interessi personali e imprenditoriali?

Non eseguire una manutenzione costante della costa, non preservare i naturali alvei dei torrenti, non rispettare l’ambiente, portano ad un grave dissesto del territorio sul quale poi diventa difficile, se non quasi impossibile, intervenire.

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