
Da tempo non si eseguono interventi risolutivi ma solo d’emergenza. Ora il pericolo sta diventando tangibile e potrebbero essere necessarie azioni anche “impopolari”
Dopo la delibera n. 62 del 20 marzo 2026, nella quale l’amministrazione comunale di Monopoli è corsa ai ripari, creando un gruppo di lavoro, formato dagli stessi dirigenti comunali per affrontare il problema dell’erosione costiera, e stanziando 80 mila euro per monitorare e intervenire sul grave dissesto in atto, non sono mancate le critiche.

Le forze politiche dell’opposizione hanno attaccato l’amministrazione, commentando negativamente soprattutto i fondi messi a disposizione, evidentemente esigui, e l’assenza di figure professionali con competenze specifiche.
Ma l’erosione costiera è un problema serio, che va affrontato con grande attenzione, anche perché riguarda tutte le città costiere ed è un processo continuo e costante, ma soprattutto naturale. In questo modo, il mare crea, distrugge e ricrea gli ecosistemi marini, ridisegnando il litorale in una armonia di forze.
Questa azione naturale diventa un problema quando gli insediamenti umani lungo la costa non svolgono regolarmente opere di mitigazione, come denunciato dall’assessore Vincenzo Laneve, che alcune settimane fa ha rimesso la delega Costa e Demanio nelle mani del sindaco Angelo Annese, denunciando l’impossibilità di intervenire a riguardo e la perdita del finanziamento regionale di quasi 5 milioni di euro per un errore dell’Ufficio comunale del Protocollo, scoperto dal consigliere comunale di maggioranza Marina Liuzzi, dopo aver richiesto l’accesso agli atti.

Ed è proprio il consigliere Liuzzi che ora torna sulla delibera n. 62, inviando al sindaco una mail.
«Ho ritenuto di inviare una mail formale al sindaco, chiedendo chiarimenti puntuali sul contenuto e sulla reale portata operativa dell’atto. La mia non è una presa di posizione polemica ma, al contrario, nasce dall’esigenza di offrire ai cittadini una lettura più completa, più consapevole, più chiara e obbiettiva della delibera, distinguendo tra ciò che l’atto annuncia, ciò che organizza e ciò che invece resta ancora da precisare sul piano attuativo».
Cosa ha chiesto al sindaco Annese?

«Proprio perché il tema è così rilevante per la città, credo sia doveroso chiedere che vengano spiegati in modo chiaro alcuni aspetti essenziali: “Quale sia l’obiettivo operativo immediato del gruppo di lavoro; quale primo risultato concreto debba produrre; quali tratti di costa siano considerati prioritari; quali interventi si intendano attivare; quale prodotto tecnico finale si voglia acquisire con le somme stanziate; come il gruppo di lavoro si raccordi con le strutture amministrative chiamate a sostenere affidamenti, profili finanziari e fase attuativa; quale sia il senso preciso delle somme previste per la messa in sicurezza e per lo studio di fattibilità; quali assunzioni siano effettivamente richiamate; su quale base tecnico-contabile si fondi il prelievo disposto; ed infine, quale sia la ragione della differenza tra la proposta iniziale e il testo finale approvato, nella parte relativa alla composizione del gruppo”».
«A mio avviso – continua Liuzzi – è questo il punto centrale: non fermarsi a un giudizio sommario sulla delibera, in un senso o nell’altro, ma aiutare la cittadinanza a capire che cosa è stato deciso, che cosa è già definito e che cosa invece necessita ancora di una spiegazione più precisa. Su questioni come la tutela della costa, la sicurezza del territorio e l’impiego di risorse pubbliche, la chiarezza non è un dettaglio, ma una condizione necessaria di serietà amministrativa. Sarà mia premura informare la cittadinanza non appena riceverò risposta, così da condividere in modo trasparente tutti gli elementi utili a comprendere meglio contenuti, finalità e prospettive della delibera».

L’erosione costiera è in atto da tempo a Monopoli, ma evidentemente per svariate ragioni non sono stati eseguiti interventi costanti e duraturi, solo spot a seguito di crolli della falesia. Due anni fa, alcuni cedimenti sono avvenuti nel pieno della stagione balneare nelle ultime spiagge libere rimaste. Per non creare disagi ai cittadini e ai turisti, i lavori di consolidamento furono eseguiti durante la notte. Forse l’unico intervento significativo risale ad oltre 20 anni fa, quando è stata installata, lungo tutto il litorale cittadino, la segnaletica verticale che informa, ancora oggi, i cittadini dell’erosione costiera in atto.

L’erosione costiera e il mancato ripascimento naturale sono tra le cause principali del cantiere di Portavecchia, anche se qui le soluzioni proposte per frenare l’azione del mare, secondo alcuni esperti, non sarebbero risolutive. In un altro cantiere, ovvero quello del restauro della facciata del Castello di Carlo V situato nel porto di Monopoli, è in atto una forte erosione costiera, tant’è vero che nella passeggiata sul mare, che costeggia il Castello e le mura cinquecentesche, ci sono alcuni punti dove il mare sta scavando, minandone la stabilità. Persino il Castello potrebbe essere a rischio.
Tutto questo ora dovrà fare i conti con l’imminente stagione balneare. Alcuni lidi, lungo il litorale quasi completamente privatizzato, apriranno ad aprile, meteo permettendo, e dovranno rimontare le strutture rimosse durante l’inverno e fare i conti con i pericoli dell’erosione costiera e le conseguenze, anche economiche, che potrebbero comportare sull’indotto turistico.
Una condizione difficile da analizzare correttamente, che necessita tempo e denaro, oltreché figure esperte, e che deve trovare l’equilibrio tra le necessità naturali, i bisogni imprenditoriali e la sicurezza pubblica. A quale dei tre punti dare la priorità? E chi si assumerà la responsabilità della scelta?


