La bellezza disarmante

Difficile collegare il rischio della terza guerra mondiale alle Murge; in pochissimi lo hanno fatto. Eppure, leggendo il libro di Cesare Veronico si scoprono documenti e fatti poco noti, curiosi, ricchi di storia; si scoprono approfondimenti storici unici. E si parte proprio dalla bellezza disarmante dell’Alta Murgia – che è poi il titolo del libro – che fa riferimento ad uno dei posti più incantevoli non solo della Puglia ma della nostra Italia, che possiede la forza di “disarmare” la guerra. Una storia articolata, che prende lo spunto dalle servitù militari a cui sono soggetti i territori del Parco Nazionale, con uno stridio incredibile quando si incontrano natura incontaminata e scenari di guerra, scenari di giochi che mai più potranno verificarsi, vista la complessità delle armi nucleari che sono in grado di distruggere tutto il creato.

Nelle Murge, all’epoca della guerra fredda, erano installate delle postazioni di lancio, ciascuna con tre missili di appena venti metri ma con una potenza distruttiva cento volte superiore all’atomica lanciata su Hiroshima. In tutto, tra Puglia e Basilicata erano installate 10 postazioni, 30 missili con testate nucleari. Il conto è fatto: 30 per 100 equivale a 3000 Hiroshima; una catastrofe per l’Unione Sovietica che avrebbe potuto riceverle, una catastrofe per la Puglia che ne avrebbe ricevuto analoga ritorsione. Un MIG sovietico le ha fotografate nel 1962 e dopo pochi mesi un U2 americano fotografa le postazioni su Cuba. Fu una sfida sovietica; da qui parte la reazione di Kennedy che porta al rischio della terza guerra mondiale. Eppure siamo sulla Murgia, tra la gente semplice che non pensa a scenari assurdi, tra la gente che vive il territorio e lo protegge e lo tramanda a noi perché lo si possa godere. Uno dei parchi più belli d’Italia che però, dopo lo smantellamento dei missili il 21 giugno 1963, resta soggetto alle servitù militari. Data storica che Veronico sfrutta 50 anni dopo con sapienza per una sua lettera che “ebbe l’effetto di scoperchiare un vaso di Pandora”. Associazioni culturali, politici su fronti differenti, gente comune: tutti si muovono armati dall’amore per la bellezza disarmante di un territorio da disarmare. E’ la cronaca di un percorso unico, da vivere, da leggere tutto d’un fiato, magari passeggiando nel paesaggio incantevole del Parco Nazionale. L’epilogo? Anch’esso da leggere: è tutto all’interno di una cornice murgiana fatta di orgoglio, di qualità, di bellezza, che può descrivere – e apprezzare – solo chi la ama profondamente.

Cesare Veronico, La bellezza disarmante, Il grillo editore, 2013, pagg.122, € 13,00

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