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Fiera del Levante, la Puglia ambientalista presenta i suoi risultati. E chiede il conto

A prima vista una inaugurazione tesa ad accantonare le polemiche in nome del comune impegno al rilancio del Sud in tutte le sue declinazioni, in realtà un duello a più voci che non ha risparmiato stoccate di fioretto e affondi di sciabola.

Raffaele Fitto

E’ andata così alla cerimonia di apertura della 74ma edizione della Fiera del Levante a Bari, dove il “convitato di pietra” è stato sostituito –con qualche rimpianto da parte di chi si aspettava un discorso più aggressivo – dal Ministro agli affari regionali con delega al Mezzogiorno Raffaele Fitto.

Tralasciamo però il complesso dei discorsi, il rammarico per una cerimonia sottotono data la mancanza del presidente del consiglio, le polemiche sulla legge elettorale, le pacate e ancor oggi attualissime parole di Aldo Moro (hanno un senso perché Moro è stato per lunghi anni la vera anima della Fiera del Levante) e concentriamoci su quanto è stato detto a proposito della Puglia e della sua vocazione alla valorizzazione delle risorse umane e naturalistiche.

Nichi Vendola Governatore della Regione Puglia

Chi si è speso nel dare tono a queste riflessioni è stato il Presidente della regione Puglia Nichi Vendola; perciò vale la pena riportare qualche stralcio del suo discorso, imperniato sulla centralità della “risorsa-Puglia” nel panorama nazionale e sul doveroso riconoscimento dei traguardi raggiunti in tema di tutela del territorio.

Tutela dell’ambiente: «Noi qui in Puglia, lavorando in sintonia con gli organi centrali, abbiamo messo in piedi un sistema moderno ed efficiente di Protezione Civile, con una cabina di regia tecnologicamente sofisticata e un modello evoluto di relazioni tra corpi dello Stato e volontariato: costruendolo letteralmente dal nulla, e liberandoci dall’incubo di essere testimoni impotenti delle fiamme che devastano i nostri boschi».

Il presidente della Fiera del Levante, Cosimo Lacirignola

Diritto alla salute: «Noi qui in Puglia abbiamo deciso di rompere la storica contrapposizione tra esigenze della produzione ed esigenze dell’ambiente, e abbiamo prodotto “fatti” che rappresentano una cesura storica nella vita regionale: stiamo concludendo con risultati straordinari i lavori di bonifica del sito inquinato d’interesse nazionale di Manfredonia; abbiamo voluto una legge regionale che portasse le emissioni di diossina alle soglie più basse d’Europa, avendo noi orecchie per sentire l’urlo di dolore di una città come Taranto ». Aree verdi e città: «Abbiamo allestito quindici nuovi parchi che hanno inglobato una visione dinamica e non museale del parco, abbiamo rivoluzionato modelli urbanistici segnati da una sorta di illuminismo centralistico e abbiamo messo su insieme al sistema d’impresa un gigantesco cantiere di riqualificazione delle periferie che coinvolge la metà dei Comuni pugliesi (per investimenti complessivi di due miliardi di euro)».

Energie rinnovabili: «Per avere la forza di opporci con buone ragioni all’avventura del nucleare ma anche del rigassificatore a Brindisi abbiamo scelto, come opzione strategica, le energie rinnovabili. Non siamo stati la Regione dei no. Abbiamo detto sì all’eolico e al solare, diventando in questi segmenti di green economy i primi produttori nazionali: e il prossimo 10 dicembre la Puglia, insieme alla città di Monaco, riceverà il “Premio solare europeo 2010” per il suo esempio positivo – così è scritto nella motivazione dell’encomio – a livello continentale. E oggi intendiamo spostare l’orizzonte energetico sulla solarizzazione strutturale delle città, con pannelli fotovoltaici che possono coprire edifici pubblici, serre, capannoni industriali; ma anche sull’efficientamento energetico delle costruzioni e sulla sfida della mobilità sostenibile».

Trasporti e inquinamento: « Abbiamo pensato e progettato, qui dalla Puglia e dalla Campania, quel treno ad alta capacità che può cambiare la geografia dei traffici merceologici in Italia, superando la barriera tra Adriatico e Tirreno, liberando le strade e le autostrade dai Tir che ancora oggi trasportano il grosso delle merci e prospettando quella trama di connessioni tra porti, aeroporti, ferrovie che disegna la mobilità del futuro».

 

Michele Emiliano sindaco di Bari

Valorizzazione delle risorse umane e degli spazi urbani: «Abbiamo puntato molto sulla costruzione di una vera industria creativa. Abbiamo inaugurato o stiamo per inaugurare, in 169 città pugliesi, altrettanti laboratori urbani: che sono vecchi edifici ristrutturati e trasformati in luoghi attrezzati per la creatività e la socialità, ma sono anche incubatori di nuove professioni legate all’economia della conoscenza».

Agricoltura: «Tra qualche giorno in questi padiglioni incontreremo i duemila giovani che hanno, con il Piano di sviluppo rurale, guadagnato i finanziamenti per il primo insediamento: e una nuova agricoltura, ecologicamente sostenibile, capace di far valere le potenzialità della filiera corta e delle filiere di prodotto ma anche capace di mettersi in rete, e dunque di cooperare, per internazionalizzare le proprie eccellenze, ha bisogno dei giovani, di una nuova generazione che scelga la campagna non come ripiego e marginalità. Ma può funzionare se non faremo sconti all’intermediazione parassitaria, che divora come un cannibale la parte più cospicua del reddito agricolo, e se sapremo imporre regole e controlli in una globalizzazione che per l’agro-alimentare è stata il mappamondo delle contraffazioni e delle sofisticazioni».

Dunque un discorso, quello di Vendola, che non ha tralasciato nulla della scommessa ambientalista che la Puglia ha fatto con il resto d’Italia e d’Europa e che continua su di un percorso già segnato.

Anche la Fiera del Levante guarda ad un non tanto lontano sviluppo sostenibile, come dimostrano sia alcuni  Saloni specializzati sia la serie di eventi e incontri che hanno a tema l’ambiente, il territorio, la tutela del paesaggio, sui quali vi terremo informati. Auguriamoci che la prossima edizione della Campionaria – la 75ma – porti risultati concreti in termini di attenzione all’ambiente e sperimentazione di buone pratiche.

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