
Per il Green Drop Award 12 famosissimi film reinterpretati sotto gli effetti del “climate change” da noti fumettisti e illustratori italiani in una mostra a fumetti a Venezia 76. E intanto sbarca alla Mostra del Cinema la terra di 2001 Odissea nello spazio
E se un classico del cinema italiano come Morte a Venezia di Luchino Visconti si concludesse con la scomparsa del protagonista sotto l’acqua alta dei cambiamenti climatici? E se Gregory Peck e Audrey Hepburn passassero le loro Vacanze Romane immersi nell’inquinamento con tanto di maschere antigas? Scenari niente affatto piacevoli per raccontare i classici del cinema reinterpretati sotto gli effetti del climate change sono quelli scelti da 12 noti fumettisti e illustratori italiani, che esporranno le loro tavole durante la 76a Mostra d’arte cinematografica di Venezia: da Visconti a Hitchcock, da Chaplin a Lean “rovinati” gli effetti del cambiamento climatico porteranno all’attenzione del grande pubblico gli effetti del Climate Change e l’urgenza dell’adozione di politiche di mitigamento dei cambiamenti climatici.
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Fumetto e cambiamento climatico in passerella a Venezia

Le opere saranno presentate da Green Cross Italia a Venezia 76 mercoledi 4 settembre alle ore 18 durante l’incontro con il regista Terry Gilliam e lo scienziato Valerio Rossi Albertini in occasione del Green Drop Award, il premio dedicato all’ambiente, giunto alla sua ottava edizione. Il premio viene consegnato al film fra quelli in concorso nella selezione ufficiale che meglio abbia interpretato i temi dell’ecologia, in collaborazione con la Sardegna Film Commission e il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. La mostra è stata curata dal Centro internazionale del fumetto di Cagliari diretto da Bepi Vigna.
«Con questa mostra – spiega Vigna – , alcuni artisti hanno provato a immaginare come sarebbero stati i film a noi più cari se si fossero già realizzate le drammatiche previsioni riguardo al riscaldamento globale. L’ironia delle tavole non impedisce che da ciascuna trapeli un significato molto serio, che richiama i problemi che derivano dai mutamenti climatici. Il mondo che dobbiamo salvaguardare è anche quello che i film e i fumetti hanno spesso rappresentato con grande forza poetica e a cui si legano i nostri ricordi e le nostre emozioni» .
I titoli dei film sono tra i più famosi di sempre: Intrigo internazionale, Karate Kid, Vacanze romane, Morte a Venezia, Psyco, Frankenstein, Lawrence d’Arabia, Il monello, Ritorno al futuro, King Kong, La notte dei morti viventi.
Cambiamento climatico alla Mostra di Venezia
Gli autori
Altrettanto famosi gli autori delle tavole: Gildo Atzori, fumettista e pittore sardo; Roberto Baldazzini (noto soprattutto per i suoi raffinati disegni erotici, ultimamente ha realizzato una graphic novel per la Sergio Bonelli Editore) Max Bertolini (ha realizzato copertine per I Gialli Mondadori, Segretissimo e I Romanzi), Stefano Casini (autore anche dei testi di diverse diverse graphic novel),Fabio Celoni (tra i disegnatori per Topolino e Dylan Dog), Paco Desiato (autore anche di storie a tematica green),Maurizio Gradin (nello staff di disegnatori della Sergio Bonelli Editore), Laura Scarpa (fondatrice delle riviste Scuola di Fumetto e Animals), Gabriele Salimbeni (Architetto e illustrator), l’argentino Romeo Toffanetti (tra i disegnatori della serie Nathan Never), Marcello Toninelli (creatore della striscia Dante), Antonella Vicari (Con la Sergio Bonelli Editore realizza storie di Legs Weaver, Nathan Never e Greystorm).
Nel trofeo per l’ambiente del Green Drop la terra di 2001 Odissea nello spazio
Ogni anno il trofeo del Green Drop Award contiene la terra di un luogo diverso del Pianeta ognuna simbolo di una urgente questione ambientale. Per l’edizione 2019 arriva dalla Gola di Olduvai, la culla dell’umanità, il luogo dove Stanley Kubrick ambientò tutto il primo capitolo di 2001 Odissea nello spazio. Ma cosa è il Green Drop Award?
Un premio per il film più ecologista
Il Green Drop Award è il riconoscimento che Green Cross Italia assegna al film, tra quelli in gara nella selezione ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica, che interpreta meglio i valori dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile e della cooperazione fra i popoli.
La terra contenuta nel Green Drop Award 2019 – la Goccia di vetro di Murano soffiata dal maestro Simone Cenedese – quest’anno arriva dalla culla dell’umanità ovvero dalla gola dell’Olduvai, l’area della Tanzania nella quale i primi ominidi hanno imparato a vivere e cooperare insieme e da cui sono poi migrati per raggiungere ogni parte del Pianeta.

Milioni di anni fa, questa vasta regione caratterizzata dal clima arido ospitava invece, un lago, un bosco ricco di varietà vegetali e un’ampia area per il pascolo. «Questo ci ricorda due cose: la prima è che siamo o siamo stati tutti dei migranti. La seconda che questo Pianeta non è nostro, che siamo degli inquilini insieme a tantissime altre specie in terra, in mare e nel cielo. Per questo, le conseguenze drammatiche del cambiamento climatico chiedono azioni immediate e responsabilità condivise, a protezione delle generazioni presenti e per quelle future» dice Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia.
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«La Gola di Olduvai è anche uno dei luoghi più importanti per la storia del cinema. Qui il regista Stanley Kubrick e lo scrittore Arthur C. Clarke vollero ambientare il primo capitolo di “2001: Odissea nello spazio”, quello dove i primi ominidi, rappresentati quasi come scimmie, trovano il misterioso monolito nero, simbolo di un salto evolutivo– spiega Marco Gisotti, direttore Green Drop Award -. Qui i primi ominidi hanno imparato a costruire utensili di pietra e da qui sono migrati i primi ominidi per diffondere la nostra specie su tutto il pianeta».
Carico di responsabilità quindi il compito della giuria del premio, presieduta quest’anno dall’attrice Stefania Sandrelli, affiancata dal produttore e regista Claudio Bonivento, Bepi Vigna, sceneggiatore e regista, Tarcisio Agus, direttore del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna e dal cineasta venezuelano Juan Vicente Manrique. La cerimonia di premiazione è fissata per il 6 settembre,
Ossidiana dalla Sardegna
Un’edizione speciale del Green Drop Award 2019 conterrà invece l’ossidiana proveniente dal ricco giacimento di Monte Arci, formata circa 3,25 milioni di anni fa, raccolta dal Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. L’edizione speciale sarà riservata ad un film uscito nella stagione 2018-2019 di particolare significato civile e ambientale e sarà consegnata il 4 settembre 2019 alle 18 presso la Villa degli autori alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Da dove vengono le “terre” del Green Drop Award
Il primo messaggio è stato quello del Brasile nel 2012, con la terra raccolta in occasione dell’edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile “Rio+20”, a seguire la terra dell’Egitto, nel 2013, in segno di solidarietà con un Paese martoriato, teatro di un colpo di Stato e prostrato da scontri di piazza. L’anno successivo è stata la volta della sabbia dall’Antartide per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del “global warming” attraverso la conoscenza di un luogo, un’immensa distesa bianca di impareggiabile bellezza e fragilità, in prima linea nello studio dei devastanti cambiamenti climatici in atto.
Per l’edizione 2015 la “goccia di vetro verde” ha ospitato la terra del Senegal, Paese al centro di progetti di cooperazione di Green Cross, dove i campi una volta fertili stanno cedendo il passo al deserto, gli uomini emigrano sfidando la sorte e chi resta fa i conti con la povertà e la fame. Nell’anno dell’enciclica “Laudato si’”, la scelta degli organizzatori è caduta su Assisi, luogo natio di San Francesco, cantore della bellezza del Creato.
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Nel 2017 sulla terra risalente a circa 66 milioni di anni fa, al limite fra l’Era mesozoica e l’Era cenozoica, corrispondente al periodo dell’estinzione dei dinosauri, proveniente da 12 Paesi da tutti continenti. Per il Green Drop Award 2018 è stata inserita la terra del vulcano islandese Laki, la cui eruzione del 1784 causò morti, inverni rigidi, estati torride, inondazioni e carestie i cui effetti furono indirettamente fra le cause scatenanti della Rivoluzione francese.
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