Trentino Film lancia T-GREEN FILM

T-Green FilmAll’interno del panorama delle manifestazioni cinematografiche italiane si ritaglia il suo spazio il Trentino Film Commission, di recente natalità. Fondato, infatti, “solo” nel 2010 e operativo dall’anno successivo, l’evento si presenta – come leggiamo direttamente dal sito istituzionale – quale promotore e sostenitore delle «produzioni cinematografiche, televisive e documentaristiche, sia italiane che estere, in grado di valorizzare e diffondere il patrimonio culturale, ambientale e storico del territorio trentino».
Un servizio tout court – L’impegno del Trentino Film Commission, tuttavia, non si ferma a quanto già esplicato dalla sua mission: l’attenzione si apre su una più ampia prospettiva, nella quale l’organizzazione entra in prima persona nel sostegno, raccolta fondi e sponsor, contatti con istituzioni, amministrazioni pubbliche, forze dell’ordine e professionisti locali, ricerca di location e convenzioni. Importanti e interessanti anche i corsi di formazione e specializzazione, con tanto di certificazione di qualità. Il tutto per favorire il fiorire e conseguente sedimentarsi della produzione cinematografica regionale, senza importare la qualità (o almeno, non solo), ma farla sbocciare da dentro, coltivare le potenzialità intrinseche – del singolo individuo come della collettività – della regione italiana confinante con Austria e Svizzera.
Certificazione “green” – Oltre a queste caratteristiche, il Trentino Film Commission si differenzia dalla maggior parte delle manifestazioni nostrane attinenti al mondo del cinema per il suo legame a doppio filo con la sfera green: per festeggiare, infatti, la centesima produzione sostenuta dalla sua apertura, è stata creato un ulteriore incentivo in fatto di sostenibilità ambientale nel settore. Le linee guida sono contenute all’interno del disciplinare, un protocollo che indica quei passi procedurali che rafforzano il concetto di film a basso consumo. Di inquinamento, ma anche economico.
Senza entrare troppo nel dettaglio, il disciplinare elenca una serie punti – definiti, appunto green points – che vanno dal risparmio energetico all’ottimizzazione dei trasporti, dalla scelta dei materiali alla gestione dei rifiuti prodotti, fin anche alle scelte salutari nella ristorazione della troupe ed alla promozione delle pratiche di sostenibilità, da poter rispettare sin dalle basi della produzione; ogni società sceglie quelli che si pensa possano essere soddisfatti. Un ente esterno, l’APPA di Trento (Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente) avrà il compito di verificare il rispetto di quanto promesso in fase preliminare e, a lavori ultimati, erogherà il fondo extra stanziato e accordato nell’accordo iniziale.
Perché parlare di tematiche ambientali nei film è cosa ormai diffusa (fortunatamente). Ma avere un occhio green a 360 gradi, attento ad ogni dettaglio e che lo valorizza, anche economicamente, è cosa di pochi virtuosi. Come il Trentino Film Commission.

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