Settimana della Biodiversità Pugliese: occhi puntati sullo sviluppo locale

i su “Il 22 maggio è la Giornata mondiale della Biodiversità ma in Puglia la ricorrenza si declina in una settimana di appuntamenti, contest e incontri per promuovere una consapevolezza diffusa dello sviluppo sostenibile.

 

Il tema è “Biodiversità e Sviluppo Locale”. Dal 19 al 23 maggio si celebra la Settimana della Biodiversità Pugliese – Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, una rete di eventi dal Gargano al Salento per attivare il confronto sulla biodiversità agricola e alimentare tra agricoltori, allevatori, ricercatori e istituzioni, mondo della scuola, associazioni e cittadini.

Nell’8° edizione, la Settimana avrà l’obiettivo di riassumere e farsi portavoce di una moltitudine di esperienze a tema agrobiodiversità per raccontare il territorio e chi lo abita. La manifestazione, realizzata dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia attraverso la Sezione Competitività delle filiere agroalimentari, con il coordinamento del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari sotto la guida del prof. Pietro Santamaria, svilupperà  il tema del recupero, tutela e valorizzazione delle aree rurali, delle conoscenze contadine, delle varietà locali attraverso il lavoro collettivo di comunità, istituti di ricerca, associazioni, gruppi di volontari ma anche singoli cittadini.

Il festival scientifico-culturale sarà all’insegna di visite guidate, degustazioni, workshop, attività laboratoriali e un lungo elenco di iniziative (dal 2017 si sono svolti oltre 300 eventi) sul tema dell’agrobiodiversità, dell’agricoltura e dell’ambiente, attività che potranno essere seguite attraverso il sito www.settimanabiodiversitapugliese.it.

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La Biodiversità non è solo una questione di norme

Nel 1992, la Convenzione di Rio de Janeiro ha definito la biodiversità come “la variabilità tra gli organismi viventi di qualsiasi fonte, inclusi gli ecosistemi terrestri, marini e acquatici e i complessi ecologici di cui sono parte; la biodiversità include la diversità all’interno delle specie, tra le specie e la diversità degli ecosistemi”.

Settimana della Biodiversità Pugliese
Il concetto di biodiversità è vasto e complesso (Foto di CLM-bv da Pixabay)

Se nel primo caso si intende la differenza genetica presente all’interno di una specie (essenziale per l’evoluzione in risposta al cambiamento), la diversità di specie è riferita all’ampia varietà di piante, animali e microrganismi presenti in un territorio (un’elevata diversità di specie è indice di un ecosistema sano e resiliente in grado di supportare varie funzioni e servizi ecologici).La diversità di ecosistema definisce invece la quantità di habitat e di ecosistemi (laghi, foreste, deserti, paesaggi agricoli) in cui vivono e si sviluppano i diversi organismi (umani, piante, animali). Di fatto riflette la complessità strutturale e funzionale dei paesaggi e supporta un’ampia gamma di specie e processi ecologici, migliorando la resilienza e la produttività complessiva dell’ecosistema). L’agrobiodiversità infine, declina la biodiversità di interesse agricolo e alimentare ed è costituita dalle varietà vegetali, dalle razze animali e da tutte le forme viventi negli agrosistemi.

Cosa si è fatto per tutelare la biodiversità

Il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura e la Convenzione sulla diversità biologica riconoscono inoltre la conservazione dell’agrobiodiversità come parte essenziale delle politiche di sviluppo rurale. La Convenzione copre la biodiversità a tutti i livelli: ecosistemi, specie e risorse genetiche, ed anche le biotecnologie, attraverso il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza.

La Strategia nazionale per la Biodiversità delinea una visione di futuro e di sviluppo incentrata sulla necessità di invertire l’attuale tendenza alla perdita di biodiversità e al collasso degli ecosistemi. Con 18 azioni distribuite negli otto ambiti di intervento e 161 sotto-interventi, stabilisce tra le altre cose di proteggere legalmente almeno il 30% della superficie terrestre e il 30% della superficie marina attraverso un sistema integrato di Aree protette, Rete Natura 2000 ed altre aree legalmente protette,.   

Stabilisce inoltre di assicurare che per almeno il 30% delle specie e degli habitat protetti lo diventi entro il 2030 o mostri una netta tendenza positiva; di assicurare che vengano ripristinate vaste superfici di ecosistemi degradati in particolare quelli potenzialmente più idonei a catturare e stoccare il carbonio nonché a prevenire e ridurre l’impatto delle catastrofi naturali; di arrestare la perdita di ecosistemi verdi urbani e periurbani e di ripristinare gli ecosistemi di acqua dolce e le funzioni naturali dei corpi idrici e raggiungere entro il 2027 il “buono stato” di tutte le acque.

Anche l’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile riconosce l’importanza della sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente, della biodiversità.

Cosa fa la Regione Puglia

A livello locale, la Regione Puglia, con la legge regionale n. 39 dell’11 dicembre 2013, favorisce e promuove la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario, forestale e zootecnico minacciate di erosione genetica o di estinzione, per le quali esistono interessi ambientali, culturali, scientifici ed economici. Con la legge è stato istituito il Registro regionale, curato dal Dipartimento Agricoltura, sviluppo rurale e ambientale, nel quale sono iscritti razze, specie, varietà, cultivar, ecotipi, forme biologiche, cloni e popolazioni di interesse regionale.

Dal 2016 un Regolamento regionale si occupa della “Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse Agrario, Forestale e Zootecnico”.

Lavorare per la biodiversità

La legislazione non fa altro che certificare una cosa: celebrare l’agrobiodiversità serve a diffondere la comprensione e la consapevolezza di quanto inquinamento, antropizzazione o cambiamenti climatici stanno mettendo a repentaglio le varietà che popolano il nostro ecosistema. Aumentare la consapevolezza sui valori della biodiversità significa lavorare per garantire la ricchezza ecologica nel futuro prossimo. Viceversa, la perdita di biodiversità è una minaccia per tutti. 

Un rapporto di Ipbes ha dimostrato che la perdita di biodiversità può espandere le zoonosi, le malattie trasmesse dagli animali all’uomo.  Ma va ricordato anche che la biodiversità offre eccellenti strumenti per affrontare pandemie come quelle causate dai coronavirus oltre a regolare il clima e mitigare gli effetti degli eventi climatici estremi.

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Cosa succede se perdiamo biodiversità?

Si stima che tre quarti dell’ambiente terrestre e due terzi dell’ambiente marino siano già stati significativamente alterati dall’uomo. Questo causa:

  • Perdita e degrado degli habitat (deforestazione, deviazione di fiumi agricoltura intensiva, espansione urbana, sfruttamento eccessivo delle risorse…)
  • Inquinamento (contaminazione di aria, acqua e suolo)
  • Cambiamento climatico (alterazioni di temperatura che influenzano migrazioni, riproduzione e sopravvivenza delle specie)
  • Diffusione di patogeni in nuovi territori (una minaccia per specie che non hanno difese naturali opportune)
  • Diffusione di specie aliene invasive

A che punto siamo? Secondo il Protected Planet Report 2024,

  • solo il 17,6% delle terre e l’8,4% delle aree marine sono protette, ben al di sotto dell’obiettivo del 30%.
  • Meno del 5% delle aree terrestri protette dispone di una valutazione sulla gestione mentre per le aree marine la percentuale scende all’1,3%.
  • Si registra un catastrofico calo del 73% nella dimensione media delle popolazioni di animali selvatici monitorati in soli 50 anni (per capire la proporzione del dato basti dire che i trend demografici sono calcolati su 5.495 specie di anfibi, uccelli, pesci, mammiferi e rettili. Le popolazioni di acqua dolce hanno subito il decremento più significativo, diminuendo dell’85%, seguite dalle popolazioni terrestri del 69% e marine del 56%).

“Possiamo evitare i punti di non ritorno, la natura può iniziare a recuperare e le temperature possono essere stabilizzate – dice Kirsten Schuijt, direttrice generale del Wwf Internazionale commentando i dati drammatici del  Protected Planet Report 2024 – ma dobbiamo agire ora, spingere per il cambiamento e ritenerci reciprocamente responsabili”.

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Cosa fare a livello locale?

Settimana della Biodiversità Pugliese
La presentazione della Settimana della Biodiversità Pugliese al comune di Bari

“Avvicinare i cittadini, partendo dagli studenti delle scuole, ai luoghi, alle conoscenze e ai valori della biodiversità di interesse agricolo e alimentare aiuta tutte le comunità a comprendere quanto la biodiversità sia fondamentale. Tra le azioni messe in campo dalla Regione Puglia in questi anni è doveroso ricordare il riconoscimento di otto centri di conservazione ex situ per la conservazione in sicurezza delle risorse genetiche autoctone di interesse regionale e il sostegno, attraverso 12 milioni di euro dei fondi del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022, a 10 progetti integrati per la biodiversità. Questo – ha ricordato Donato Pentassuglia, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia nel corso di una conferenza stampa a Bari -ci ha permesso di mettere in rete le conoscenze di enti di ricerca e istituzioni diverse e di condurre verifiche in campo e in laboratorio, in una condivisione di responsabilità plurale a tutela della biodiversità di tutti i territori”.

Per il sindaco di Bari Vito Leccese, “conoscere e proteggere la biodiversità di un territorio significa salvaguardare la vita in tutte le sue forme, preservare gli equilibri naturali e garantire un futuro sostenibile alle nuove generazioni. L’ecosistema pugliese rappresenta un patrimonio unico, da tutelare e valorizzare. Investire nella natura significa proteggere il nostro futuro e l’identità stessa della nostra terra. Questa ottava edizione sarà un’occasione preziosa per rafforzare questo impegno comune”.

La Settimana della Biodiversità Pugliese: cosa è?

La Settimana della Biodiversità Pugliese, patrocinata dal Comune di Bari e organizzata dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università di Bari Aldo Moro con il sostegno del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste,  rappresenta una delle principali manifestazioni a carattere scientifico-culturali in Italia dedicate alla biodiversità agroalimentare. 

“E’ un’occasione per far conoscere al territorio le migliori strategie per rafforzare un settore fondamentale per la sostenibilità ambientale e per la vita stessa. Non a caso – spiega Elda Perlino, assessore all’Ambiente del Comune di Bari – l’alimentazione è all’attenzione di questa amministrazione, che già collabora con l’associazione Terra! per costruire una politica alimentare finalizzata a migliorare l’accesso al cibo sano e di qualità per tutti, rafforzare la filiera locale e promuovere la sostenibilità ambientale e sociale del sistema alimentare urbano”.

Occhi puntati sul Parco Lama Balice

“Quanto alla biodiversità – continua Perlino – questo appuntamento ha il merito di promuovere un’informazione corretta e puntuale su un macrotema che riteniamo strategico per tutelare al meglio il nostro territorio tanto sotto il profilo della gestione del verde urbano quanto delle pratiche legate all’alimentazione. A tal proposito, nel corso della due giorni barese, organizzeremo una passeggiata all’interno del parco di Lama Balice, che insieme e grazie alla collaborazione della Regione Puglia, stiamo cercando di valorizzare e tutelare al meglio a partire dal riconoscimento di ente parco”.

Una passeggiata nel parco di Lama Balice sarà anche organizzata sabato 24 maggio dalla Consulta Comunale dell’Ambiente in collaborazione col Movimento Pro Lama Balice. I visitatori, accompagnate da guide esperte, potranno scoprire oltre le bellezze ancora poco conosciute del parco, un bel numero di erbe edùli, cioè commestibili. (Per prenotare la visita all’evento “La natura che non ti aspetti” del 24 maggio, CLICCA QUI)

Leggi Sentinelle guida di biodiversità nel Parco di Lama Balice

Dai contest all’hackathon del cibo: la Biodiversità tradotta in pratiche

Saranno tre i contest per chi parteciperà alla Settimana della Biodiversità Pugliese: il concorso fotografico “Obiettivo Agrobiodiversità”, il concorso gastronomico “Agrobiodiversità a Tavola”, dedicato ad alunni e docenti delle scuole pugliesi e agli enti di formazione accreditati dalla Regione Puglia  e, novità di quest’anno, la prima edizione di “Semi per il Futuro”, dedicato ai progetti educativi attivati nelle scuole per migliorare le conoscenze sulle tematiche dell’agricoltura, dell’ambiente e della corretta alimentazione.

Tra cibo e fotografia: la nuova edizione del concorso “Obiettivo Agrobiodiversità”

Viviamo ogni giorno con telefonino e social sempre in mano e in mente. Il concorso “Obiettivo Agrobiodiversità” ha come obiettivo quello di raccontare storie legate alla ricca biodiversità regionale attraverso gli occhi di bambini, ragazzi, giovani e adulti. L’iniziativa vuole accrescere l’interesse e la sensibilità collettiva verso la conoscenza e la tutela del patrimonio naturale biologico, formato da specie vegetali, animali e microbiche, nonché verso ecosistemi, paesaggi e habitat naturali.

Tema di questa edizione è il forte legame tra l’agrobiodiversità regionale e lo sviluppo locale, inteso come il recupero, la tutela e la valorizzazione delle aree rurali, delle conoscenze contadine, delle antiche varietà locali attraverso il lavoro collettivo di comunità, associazioni, gruppi di volontari, ma anche cittadini. La sfida per i partecipanti sarà imparare a conoscere realtà spesso lontane dalle luci dei riflettori, ma che spesso custodiscono e preservano col loro lavoro tesori naturalistici di rara bellezza. Grande spazio è stato dato a docenti e alunni pugliesi di ogni ordine e grado con la speciale categoria “Scuole” rivolta ai gruppi classe per sensibilizzare le nuove generazioni a vivere l’agrobiodiversità nostrana, entrando a contatto e promuovendo attività e iniziative volte a tutelarla.

 Aggiungi un posto a tavola, che c’è una ricetta in più!

Cosa portiamo in tavola? Il concorso gastronomico “Agrobiodiversità a Tavola” mira a valorizzare e far (ri)conoscere varietà locali, specie neglette e piante spontanee eduli che rappresentano, a pieno titolo, un vero e proprio biglietto da visita dell’agrobiodiversità regionale; prodotti che contribuiscono, coi loro sapori e aromi unici, alla preparazione di ricette tradizionali, intese come espressione del perfetto connubio tra la ricca agrobiodiversità regionale e l’arte culinaria che si tramanda di generazione in generazione.

Sotto i riflettori le preparazioni gastronomiche pugliesi (tradizionali e/o innovative) che prevedono l’utilizzo di varietà e cultivar locali, specie dimenticate o sottoutilizzate e specie eduli spontanee adoperate nella cucina locale da tempo immemore. In particolare, l’invito per studenti e docenti è di proporre ricette e preparazioni basate su risorse genetiche iscritte al Registro Regionale delle Risorse Genetiche Autoctone o Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Un concorso con vista… sul futuro!

“Semi per il Futuro” intende dar voce ad alunni e docenti degli Istituti Scolastici pugliesi che da anni sviluppano e promuovono attività volte a recuperare, preservare e valorizzare l’agrobiodiversità regionale. In particolar modo, il concorso intende premiare il lavoro di sensibilizzazione sui temi: Agricoltura, Alimentazione e Ambiente. Saranno favoriti progetti valorizzanti l’agrobiodiversità regionale e che abbiano diffuso tra gli studenti buone pratiche di produzione e/o consumo avvicinandoli ai diritti della terra e dell’ambiente.

L’obiettivo del concorso è raccogliere e raccontare quante più esperienze possibili dal territorio per renderle esempi virtuosi di buone pratiche educative, che possano essere di esempio e di ispirazione per docenti, alunni e anche singoli cittadini.

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Le parole del cibo: Venti voci per nutrire l’agrobiodiversità

Il 22 e 23 maggio il Palazzo di città di Bari ospiterà la nuova edizione della rassegna “Le parole del cibo”. Pensato per promuovere i temi della biodiversità agricola, della sostenibilità alimentare e della lotta alla crisi climatica, avrà l’obiettivo di avvicinare i non addetti ai lavori al mondo dell’agricoltura sostenibile e di sensibilizzare sull’importanza del valore politico del cibo. A guidare la rassegna organizzata da Terra! in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari e la Regione Puglia, saranno “Venti voci per nutrire l’agrobiodiversità”, una raccolta di venti cartoline, narrate e illustrate da Lorenzo Terranera, scenografo e illustratore, che faranno fare un viaggio tra agricoltura, biodiversità e sistemi alimentari.

Durante le due giornate, aziende agricole pugliesi, attivisti, giornalisti, scrittori e istituzioni si alterneranno in una serie di monologhi, ognuno ispirato a una parola del cibo. L’obiettivo è costruire una sorta di “hackathon del cibo”: un laboratorio di idee e narrazioni sul futuro dell’agricoltura.

Le parole chiave del 22 maggio saranno Memoria, Terra, Cambiamento, Scelta

Le parole chiave del 23 maggio: Perfezione, Prezzo, Radici, Mani 

Ogni giornata si concluderà con un dibattito tematico:

  • 22 maggio. Food Policy e politiche locali del cibo, con esperienze da Roma e Milano per orientale la città di Bari, che sta muovendo i primi passi verso una food policy cittadina.
  • 23 maggio. Dibattito su Agrobiodiversità e Sviluppo locale, i temi della Settimana della biodiversità 2025: esperienze agricole e sociali per un cambio di rotta del territorio pugliese

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