Ognuno può risparmiare fino a 100.000 litri d’acqua all’anno

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(Ph Pavel Danilyuk-Pexels)

Sono le famose buone pratiche, i piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza. Ma vanno messi in pratica con urgenza

In Italia il consumo procapite di acqua potabile è molto elevato: si attesta a 215 litri per abitante al giorno (dati Istat del 2018), contro una media europea di 125 litri.

I principali consumi dell’acqua riguardano l’irrigazione (51%), gli usi industriali (21%), gli usi civili (20%), la produzione di energia (5%) e la zootecnica (3%).  Le fonti di approvvigionamento di acqua per uso civile, per i nostri rubinetti, sono per l’84,3% acque sotterranee, per il 15,6% acque superficiali (corsi d’acqua, laghi e invasi artificiali) e infine per l’0,1% acque marine o salmastre.

Ma ci sono anche altri elementi da tenere presente. Il 47,6% dell’acqua prelevata viene dispersa e il 42% delle perdite avvengono nella rete di distribuzione, contro una media europea del 23%. Un dato diventa ancor più significativo se si pensa che circa il 60% della rete nazionale ha più di 30 anni e il 25% più di 50 anni.

In Lombardia, dove si parla di richiedere lo stato di emergenza a causa della siccità, Il livello di dispersione idrica si attesta in media al 23,4% con differenze rilevanti fra le province: si va dal 36% di Varese al 15,9% di Milano.

In emergenza serve uno sforzo in più

Decalogo del risparmio idrico del Gruppo CAP di Milano con Utilitalia

Il Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano ha collaborato con Utilitalia, federazione che riunisce le imprese dei servizi pubblici di acqua, ambiente, energia elettrica e gas, alla realizzazione di un decalogo del risparmio idrico, per sensibilizzare i cittadini a un consumo responsabile dell’acqua. Pochi consigli che ognuno può seguire per dare attivamente una mano a risparmiare la risorsa più importante che abbiamo.

In situazioni di emergenza idrica come quella che stiamo vivendo è buona cosa evitare di usare l’acqua per tutti gli usi non strettamente necessari:

  1. evitare di riempire piscine o vasche;
  2. evitare di innaffiare giardini o aree verdi (campi da tennis, calcetto ecc…) o se proprio è indispensabile farlo negli orari notturni (23-5)
  3. evitare di lavare automobili/moto o comunque di usare acqua per usi non strettamente necessari.

La situazione italiana

Il torrente Pioverna in Lombardia

La siccità nel Bel Paese è un problema che sta colpendo tutte le regioni da Nord a Sud. Al momento le maggiori criticità si registrano nel nord, con la regione Piemonte che registra interi territori in cui non piove da più di 100 giorni. Il grande assetato è proprio il Po, che soffre della peggiore siccità degli ultimi 70 anni, con il razionamento dell’acqua che è arrivato per la prima volta nella storia in primavera.

Nel centro-sud la situazione non è migliore, con il decremento del volume annuale del Tevere che è crollato del 15% negli ultimi 20 anni e le colture che continuano a soffrire in tutto il meridione. La mancanza d’acqua su tutto il territorio sta già facendo scattare razionamenti in diverse aree del paese. In questi casi la precedenza va al settore agricolo per garantire la disponibilità di cibo, andando a rallentare tutte quelle attività “non strettamente essenziali”.

Nonostante le manovre intraprese per tamponare gli effetti del caldo, si stima ci sarà una riduzione della produzione ortofrutticola tra il 30 e il 40% solo nella Pianura Padana.

La siccità peserà sulla bolletta

Oltre ai danni diretti su colture e biodiversità, la scarsità d’acqua porta con sé tutta una serie di effetti indiretti tra cui quelli sulla produzione e sul consumo di energia.

Quest’anno dare acqua ai frutteti costerà quasi il doppio rispetto all’anno scorso a causa del prezzo dell’energia elettrica utilizzata. La scarsità di irrigamento naturale porterà ad un ricorso massivo all’irrigazione artificiale con conseguente aumento delle bollette degli agricoltori e del prezzo dei beni ortofrutticoli.

Se l’irrigazione porta ad un incremento dell’utilizzo di energia, la siccità ha un forte effetto anche sulla produzione. Sono già diverse le centrali termoelettriche e idroelettriche che hanno dovuto cessare le loro attività a causa proprio della mancanza di acqua. È il caso ad esempio delle centrali A2A di Sermide e di Ostiglia, nel Mantovano, che negli ultimi giorni hanno dovuto chiudere i battenti proprio per i livelli troppo bassi del Po, che è sceso sotto il livello massimo per la creazione di energia idroelettrica. Secondo la relazione tecnica curata dal Joint Research Centre europeo l’energia immagazzinata da impianti idroelettrici a inizio marzo 2022 era di 774 GWh, quasi il 27,5% in meno rispetto all’anno scorso.

Il Ministero delle politiche agricole, in una riunione sull’emergenza siccità, ha stabilito che per  il settore agricolo, su proposta delle Regioni, si potrà proclamare lo “stato di eccezionale avversità atmosferica” qualora il danno provocato dalla siccità superi il 30% della produzione lorda vendibile. Condizione che però Piemonte e Lombardia hanno già raggiunto.

 

 

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