Plastica monouso: arriva il bando dal Parlamento Europeo, banditi prodotti più inquinanti

Dalla plenaria di Strasburgo un voto straordinario: approvato un contenuto minimo di materiale riciclato nella plastica monouso. Banditi dal 2021 i prodotti più inquinanti.

Il 24 ottobre è una data che entra di diritto nella storia della lotta all’inquinamento da plastica. La direttiva per la riduzione della plastica monouso è stata approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento Europeo. Le proporzioni: 571 voti a favore e 53 contrari. Con questo voto, l’Unione Europea si afferma come leader mondiale nella lotta all’inquinamento da plastica.

La direttiva proposta dalla Commissione e approvata a Strasburgo durante la sessione plenaria allarga notevolmente lo spettro dei prodotti in plastica che saranno banditi a partire dal 2021. A cannucce piatti, posate, cotton fioc si vanno ad aggiungere i sacchetti ultraleggeri, gli articoli in plastica oxodegradabile e i contenitori (tazze e vaschette) in polistirene espanso dei fast food.

Per quanto riguarda altri prodotti in plastica monouso per i quali non ci sono ancora molte alternative – si pensi ad esempio alle confezioni di tramezzini o gelati – si richiede ai singoli Paesi di ridurre il consumo entro il 2025, investendo nella ricerca. Si inasprisce inoltre la battaglia alle bottiglie di plastica: almeno il 90% dovrà essere raccolto in maniera differenziata e riciclato entro il 2025. Infine, il Parlamento Europeo ha stabilito una percentuale minima del 35% di plastiche riciclate nella produzione di contenitori per bevande, suscitando reazioni positive da parte della FEAD (la Federazione Europea per la Gestione dei Rifiuti e dei Servizi Ambientali).

Plastica monouso, il commento del WWF

La foto firmata Troy Mayane accompagna la battaglia del WWF su plastica monouso e tartarughe
La foto firmata Troy Mayane accompagna la battaglia del WWF su plastica e tartarughe

In un comunicato stampa rilasciato dopo il voto, il WWF esprime la sua soddisfazione per il risultato, soprattutto alla luce della lotta all’inquinamento marino. “Il voto del Parlamento europeo per la messa al bando della plastica monouso – si legge nel testo – è un primo e importantissimo passo per cercare di arginare gli effetti di un materiale che è diventato il killer dei mari: l’usa e getta di plastica rappresenta oltre il 50% del marine litter (si arriva al 70% se si includono anche gli attrezzi da pesca). Il voto del Parlamento europeo a stragrande maggioranza invita a perfezionare al più presto il percorso che porterà all’entrata in vigore della Direttiva e quindi il WWF chiede al Consiglio dei ministri dell’Ambiente europei e alla Commissione di concludere i passaggi necessari a breve e sicuramente entro l’anno”.

La direttiva approvata durante la sessione plenaria cerca di arginare il problema, identificando obiettivi di raccolta per attrezzi da pesca e mozziconi di sigarette. Il target di riduzione stabilito è del 50% entro il 2025, da aumentare fino all’80%. Fissato anche un obiettivo di riciclo per gli attrezzi da pesca contenenti plastica: 15% entro i prossimi 6 anni.

Lotta alla plastica monouso nel post Brexit

La lotta alla plastica monouso è tra i punti nevralgici della politica ambientale del Regno Unito. Presentando il Piano Verde UK lo scorso gennaio, il Primo Ministro Theresa May ha infatti promesso di eliminare completamente i rifiuti di plastica non essenziali entro il 2042. Tale promessa seguiva di pochi giorni il bando totale delle microsfere di plastica dai prodotti cosmetici e per l’igiene.

Brexit rappresenta però, anche per le politiche ambientali, una grossa incognita. Cosa farà il Regno Unito, non più legato alle normative europee? Sceglierà di uniformarsi alle nuove normative, o procederà in maniera diversa? Secondo gli esponenti del partito laburista, lo scenario possibile è uno solo. Riporta il Guardian: “Con più di 700.000 bottiglie di plastica buttate ogni giorno nel Regno Unito, sarebbe negligente non mantenere questi obiettivi. A meno che non si replichino dopo Brexit le azioni intraprese dall’UE, i Tories [ndr: il partito conservatore al governo] rischiano di trasformare il Regno Unito in una discarica a cielo aperto per plastiche non riciclabili”.

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