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Tra arsenico e diossina

Stampa Alternativa – Nuova Equilibri è una casa editrice di Viterbo con alle spalle numerosi volumetti, di piccole dimensioni ma buona incisività, anche su temi ecologici e disastri ambientali nostrani. Alcuni più digeribili e meglio scritti di altri, ma comunque sempre puntuali nel muovere denunce e, perchè no, tentare di individuare colpevoli e cure. Tra questi, ad occuparsi di aree ad alto rischio per l’inquinamento di terreni ed acque, un documentatissimo pamphlet sulla Maremma toscana, lasciata in balia dell’arsenico delle sue colline metallifere a causa del mancato risanamento da parte delle società minerarie estrattive (Eni), e uno scorrevole volumetto sulla Val Bormida, al confine tra Piemonte e Liguria, nota alla cronaca per le emissioni di diossina dell’azienda di coloranti Acna di Cengio (EniChem).
maremma_bookMaremma avvelenata. Cronaca di un disastro ambientale annunciato è scritto, faldone su faldone, da Roberto Barocci. “Il guastafeste di turno – lo definiscono quelli del programma di inchieste Report che nel 2007 si sono occupati della vicenda. Così, dopo aver pubblicato un Millelire”(quei piccoli fascicoletti che tanto hanno fatto la fama di Stampa Alternativa) dal titolo Arsenico, Barocci è tornato alla carica per raggiungere uno scopo almeno: che a pagare i danni non siano i conti pubblici dei cittadini, ma il risarcimento di privati con colpe civili e penali individuate dai giudici. Tutto origina dalla mancata bonifica delle miniere che han chiuso l’attività;  l’ultima, Campiano nel 1996. Ben 70mila tonnellate di scarti industriali stoccati solo a Scarlino, che hanno portato a tingersi di rosso le acque del fiume Merse su cui bagna il mulino di una nota pubblicità di merendine. Ceneri di pirite, che per l’alto contenuto di arsenico, sarebbero dovuti esser trattati come rifiuti tossici. Ma così non è stato. Di qui la battaglia, tra Arpat, Regione, magistratura, analisi chimiche, perizie aziendali… Per chi volesse rimanere aggiornato, è da tenere d’occhio il sito dell’autore www.barocci.info.
 

centanni_velenoCent’anni di veleno. Il caso Acna, l’ultima guerra civile italiana è invece un lavoro di Alessandro Hellmann, da cui la compagnia teatrale Narramondo ha tratto il monologo Il fiume rubato. Di lettura snella e coinvolgente – nata anch’essa dalla raccolta di articoli, diari, lettere, esposti, registrazioni, filmati e racconti d’osteria -, rende viva la lenta agonia della fabbrica di coloranti (che nel lontano 1882 fu un dinamitificio) e gli anni delle proteste che videro susseguirsi esplosioni, chiusure d’acquedotti, dissidi tra coltivatori ed operai, licenziamenti, collusioni, manifestazioni, indagini epidemiologiche, commissioni parlamentari… La prosa scorre sulla cronaca con lievità, incuneandosi nei tanti problemi senza affossare il fruitore del racconto in discernimenti troppo pesanti. In appendice numerosi contributi, tra cui l’articolo del critico Aldo Grasso che ha ispirato il saggio. E mentre resta attiva ogni giorno l’Associazione Lavoratori Acna, il volume è anche disponibile online. (www.stampalternativa.it/liberacultura/index.php?p=74).

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