NO OIL – Stop Sea drilling. La campagna di Goletta verde salpa dalla Croazia

Goletta Verde di Legambiente salpa dalla Croazia per creare un fronte comune contro le trivellazioni petrolifere in Adriatico

Il Mar Adriatico per le sue caratteristiche di mare chiuso, nell’ultimo mezzo secolo, ha profondamente alterato la sua biodiversità a causa degli interventi dell’uomo. A sostenerlo è la ricerca svolta da un team dell’University of Florida, di cui fanno parte anche ricercatori dell’Università di Bologna.

Sono scomparse alcune specie di molluschi, considerati dagli scienziati indicatori della salute dell’ecosistema marino e sono a rischio estinzione le tartarughe marine della specie Caretta caretta, delle quali sono state trovate negli ultimi mesi numerose carcasse, morte a causa dell’inquinamento marino.

Questo ambiente, fragile e stressato da settantotto concessioni già attive per l’estrazione di gas e petrolio, rischia di peggiorare a causa di altri diciassette permessi di ricerca già rilasciati nell’area italiana e ventinove in fase di rilascio in quella croata, cui si aggiungono altre ventiquattro richieste avanzate per le acque territoriali italiane, per un totale di circa 55.595 kmq.

L’ecosistema dell’Adriatico è stressato da settantotto concessioni già attive per l’estrazione di gas e petrolio e rischia di peggiorare

Inoltre il governo Renzi, a inizio giugno, ha rilasciato a due compagnie straniere le concessioni per compiere prospezioni su oltre 45mila kmq nel nostro mare. Questo ben sapendo che la quantità di idrocarburi presente sotto l’Adriatico è stimata in circa 10milioni di tonnellate; che in relazione ai consumi attuali, sarebbero sufficienti, quindi, al nostro fabbisogno energetico per sole otto settimane: non inciderebbero sull’economia e sull’indipendenza energetica del Paese e, dato il bassissimo valore delle royalty, la maggior parte del guadagno andrebbe alle compagnie private, mentre gli eventuali e possibili danni ricadrebbero sulla collettività. Senza contare una notevole flessione dell’industria ittica e del turismo.

Per fermare la corsa all’oro nero(?) e difendere il mare e le coste di entrambi i versanti dell’Adriatico, molte le iniziative di numerose associazioni, sigle, turisti, pescatori e gente comune che preferiscono l’oro blu.

Goletta Verde di Legambiente – che quest’anno compie 30 anni -, per esempio, quest’anno salpa dalla Croazia per creare un fronte comune contro le trivellazioni petrolifere. Legambiente ha lanciato l’appello NO OIL – StopSeadrilling, oggi a Rovigno (Rovinj in Croazia), insieme con la coalizione ambientalista croata SOS Adriatico. Flashmob e azioni di protesta sono state organizzati in diverse città, tra le quali Trieste, Caorle, Jesolo, San Michele al Tagliamento, Rosolina, Ravenna, Ancona, Pescara, Polignano a Mare, in contemporanea on iniziative programmate in Croazia, Albania, Montenegro e Bosnia Herzegovina.

Ai pertecipandi è stato chiesto di disegnare il proprio striscione per chiedere lo stop alle estrazioni di petrolio. Un appello rivolto anche al popolo social che potrà interagire con l’hashtag #STOPseadrilling.

Per difendere il mare e le coste di entrambi i versanti dell’Adriatico, molte le iniziative di numerose associazioni, sigle, turisti, pescatori e gente comune

«Le coste della nostra regione continuano a essere assediate da richieste di permessi di prospezione e ricerca. A tal proposito – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia -, chiediamo di sottoscrivere il manifesto NO OIL – StopSeadrilling perché riteniamo necessario istituire un tavolo che coinvolga l’Italia, la Croazia e tutti i Paesi costieri per ragionare su quale deve essere il futuro del Mar Adriatico con le popolazioni locali, le associazioni ed i portatori di interessi a beneficio della collettività. Oggi – continua Tarantini – abbiamo la possibilità di investire su un grande futuro per il Mar Adriatico che metta al centro la tutela della biodiversità marina, il rilancio dell’economia legata a una pesca sostenibile e la promozione di una nuova idea di turismo legato al mare che faccia della sostenibilità ambientale il suo punto di forza».

Dalla Croazia, Goletta Verde salpa per un viaggio di due mesi – realizzato grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio Oli Usati e dei partner tecnici Hach, Novamont e Nau! – lungo tutte le coste italiane, per un totale di trenta tappe, 2mila miglia nautiche e cinquecento ore di navigazione. L’imbarcazione sosterà in Puglia dall’8 al 13 luglio con tappe a Peschici, Polignano a Mare e Otranto.

All’attenzione degli ambientalisti, i problemi della depurazione dei reflui, il monitoraggio della plastica in mare (macro e microlitter), la lotta contro l’illegalità a danno di mare e coste ma anche l’Italia più bella e il turismo sostenibile.

«Anche quest’anno l’arrivo di Goletta Verde in Puglia – conclude Tarantini – sarà l’occasione per tornare sul tema della depurazione e dello stato di salute del nostro mare ma anche su quello dell’erosione costiera e del turismo di qualità».

Da quest’anno SOS Goletta sarà disponibile anche negli App Store, con un’applicazione utile per segnalare in tempo reale i casi d’inquinamento e per consultare i risultati delle analisi. Sarà possibile, inoltre, denunciare situazioni sospette tramite il form online o scrivendo a sosgoletta@legambiente.it. Le denunce saranno approfondite e inviate alle autorità competenti.

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