Meteo Epifania: la Befana al ghiaccio

In arrivo, il primo fine settimana di gennaio 2020, una perturbazione polare che metterà l’Italia sotto ghiaccio.

Previsioni meteo gelide per questi primi giorni di gennaio 2020. Per l’ultimo fine settimana natalizio, i meteorologi sono stati tutti concordi: fa freddo, molto freddo.

Ma non soli il primo weekend di gennaio 2020 è all’insegna del gelo: è previsto, infatti, fino a martedì 7 l’arrivo di aria fredda proveniente direttamente dal Polo Nord. Le previsioni annunciano che le giornate più fredde dovrebbero essere domenica 5 e lunedì 6 gennaio.

La situazione in Italia

vento freddo
Il 6 gennaio potrebbe essere il giorno più freddo, perché il forte vento freddo investirà l’Italia da Nord a Sud, soprattutto la versante Adriatica

Dopo la tregua di Capodanno, dunque, le temperature scenderanno ancora per un altro paio di giorni. Il vento freddo da Nord sarà intenso su tutta la Penisola; la dorsale adriatica sarà sferzata da raffiche che potrebbero raggiungere anche gli 80 km/h. Nonostante il freddo polare ed il vento molto forte, il cielo dovrebbe essere sgombro dalle nuvole. Non sono previste al momento precipitazioni importanti, soprattutto a bassa quota. Questa condizione meteorologica potrebbe però portare nebbia soprattutto al Nord e nelle pianure settentrionali e temperature prossime allo zero.

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Il freddo in Puglia e Basilicata

L’alta pressione presente su una parte dell’Europa Occidentale e in Italia tenterà di ostacolare nelle prossime ore l’arrivo di aria gelida trattenendola sui Balcani, che saranno colpiti in pieno dalla perturbazione, ma la coda interesserà maggiormente le regioni meridionali, soprattutto Puglia e Basilicata. Alcuni modelli matematici e meteorologici sono propensi a considerare qualche spruzzata di neve o lungo la costa o sui rilievi, ma non dovrebbe impensierire. Intanto, la Protezione Civile, che sta monitorando la situazione climatica, chiede a tutti prudenza e di rispettare le basilari norme di sicurezza, soprattutto a chi dovesse mettersi alla guida.

Una Befana ghiacciata

I fenomeni più intensi dovrebbero verificarsi proprio il giorno dell’Epifania. Il 6 gennaio potrebbe essere il giorno più freddo, perché il forte vento freddo investirà l’Italia da Nord a Sud, soprattutto la versante Adriatica, mentre sulla parte tirrenica i venti potrebbero essere mitigati dalla dorsale appenninica. L’alta pressione, comunque, presente dovrebbe tenere lontane le precipitazioni. Ma coprendosi adeguatamente, si potrà godere del sole di gennaio.

Un caldo inverno

In un inverno insolito, condizionato profondamente dai cambiamenti climatici e dagli incendi che dalla scorsa estate, nell’emisfero Nord, e fino ad oggi, nell’emisfero Sud, hanno cancellato quasi intere foreste e boschi, liberando nell’atmosfera ingenti quantità di anidride carbonica, il freddo e la neve dalle nostre parti si stanno facendo attendere. È vero, però, che i venti settentrionali provenienti dai Balcani e da Nord hanno abbassato sensibilmente le temperature nei giorni scorsi, ma non tutta la pioggia caduta, soprattutto  alle nostre latitudini, è diventata neve. Il freddo si è fatto sentire in concomitanza con il Natale quasi in tutta Italia, mentre le prime nevi sono cadute solo sui rilievi a quote importanti.

In molte zone, soprattutto del Nord Europa, le temperature sono ancora sopra la media stagionale. Per questo motivo, molte località non sono state ancora ricoperte dalla neve, con evidenti danni sia all’ambiente e sia al turismo.

Il cambiamento climatico

Da qualche anno, la stagione invernale, da un punto di vista climatico, in Italia si sta spostando sempre più verso la fine dell’anno, mentre nella parte meridionale della Penisola, l’inverno si manifesta soprattutto da gennaio fino a marzo e aprile, mentre, per esempio nel 2019, giornate molto fredde si sono avute anche a maggio e giugno.

I dati raccolti dai climatologi e dai centri di studio e di ricerca sulla meteorologia confermano che le temperature sono in salita. E le cause principali sono l’inquinamento e la progressiva riduzione dei polmoni verdi nelle varie zone del mondo. Le attività umane stanno provocando a livello globale danni incalcolabili, innalzano la temperatura media del pianeta, distruggono gli ecosistemi, e condannano a morte ogni essere vivente.

La situazione è gravissima, il punto di non ritorno è vicino, ma se si attuassero subito politiche ecosostenibili a livello globale, forse si potrebbe salvare il nostro pianeta e tutti i suoi abitanti. Basta iniziare anche dal nostro piccolo.

 

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