Insetti cibo del futuro: dal 2018 li mangeremo anche in Italia

Gli insetti saranno il cibo del futuro, dicevano. A quanto pare questo futuro sembra essere arrivato.

Se ne fa un gran parlare ormai da anni, ora troveremo davvero insetti commestibili sulla nostra tavola. Almeno così sembra. Dal primo gennaio del 2018, infatti, entrerà in vigore la nuova normativa sul novel food, che prevede la vendita e il commercio  nei Paesi membri dell’Unione Europea, di insetti o di alimenti che li contengono. Naturalmente dovranno essere dichiarati sicuri per i consumatori e le procedure di allevamento dovranno essere controllate per scongiurare rischi di contaminazioni microbiologiche. Insomma, così come si allevano bovini e maiali, dall’anno prossimo esisteranno allevamenti di libellule e cavallette. In Olanda, in Belgio e in Svizzera già si consumano abitualmente farine con all’interno insetti polverizzati. Si prevede che per introdurli anche in Italia si partirà proprio da alimenti secchi, barrette energetiche e farine alimentari.

Insetti, cibo che salverà dalla fame?

Barrette energetiche con farina di grilli, distribuite in Inghilterra

 

Resta da abbattere il muro del rifiuto ideologico e culturale. In effetti l’idea di invitare gli amici a casa e servire spiedini di millepiedi e grilli caramellati, oggi fa storcere il naso a molti. Ma come fanno notare gli esperti che studiano le abitudini alimentari dei Paesi del mondo, fino a trent’anni fa sarebbe stato impensabile pensare che il sushi avrebbe avuto un riscontro tanto positivo in Occidente. E chi avrebbe mai immaginato solo fino pochi anni fa di fare uno spuntino a base di bacche di goji, quinoa e soia?

Nel caso degli insetti, poi, non si tratta di una moda ma di una vera e propria necessità. Gli studi in merito sono chiari: entro il 2050 saremo più di 9 miliardi e le risorse per sfamare il pianeta stanno finendo. Gli insetti costano poco (per produrre un chilo di carne bovina sono necessari da 7 a 10 kg di mangime), sono meno impattanti per l’ambiente e sono molto più proteici della carne.

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La Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) già da qualche anno è al lavoro per studiare i vantaggi e promuovere l’entomofagia ( mangiare insetti) tra le popolazioni. Nel Mondo già quasi 2000 specie di insetti sono considerate commestibili e vengono consumate da almeno 2 miliardi di persone.

I vantaggi

Secondo la ricerca condotta dalla Fao, il commercio e la vendita di insetti comporterebbe numerosi vantaggi anche per l’economia, specie per i Paesi in via di sviluppo. Si legge nel documento che: “Gli insetti possono essere raccolti in natura, allevati, preparati e venduti dai membri più poveri della società quali donne e lavoratori senza terra in aree rurali o urbane. Queste attività possono direttamente migliorare la dieta e fornire entrate in denaro con la vendita della produzione in eccesso in mercati popolari.  La raccolta e l’allevamento di insetti può quindi fornire opportunità imprenditoriali in economie sviluppate, di transizione e in via di sviluppo.”

Gli insetti già in alcuni cibi

Intanto,  visto che il 2018 è alle porte e dobbiamo abituarci all’idea,  ci tengono a farci sapere che sono già tantissimi i prodotti che consumiamo abitualmente che contengono parti di insetti.  Ad esempio tutti i prodotti dell’agricoltura come la frutta (quindi le marmellate), le conserve di pomodori e dunque i sughi in scatola, la pasta, il caffè, le barrette di cioccolato, alcune farine impastate con le larve. In attesa della legislazione che regolamenterà anche in Italia l’allevamento, la trasformazione e la vendita di insetti, passerà ancora un po’ di tempo prima di trovare scatolette di insetti nei supermercati. Anche se sono tanti i curiosi che finalmente potranno togliersi il dubbio: i grilli hanno il sapore di gamberetti o di pollo?

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