Idrogeno, il futuro è sempre più vicino

Nei prossimi 3 anni dovrebbero essere operativi i veicoli ad idrogeno e la rete di distribuzione, ma serve più sensibilizzazione

L’idrogeno sta prendendo piede rapidamente. Il vettore energetico green presto potrebbe sostituire i carburanti convenzionali a base di idrocarburi, rivoluzionando sia la mobilità e sia la produzione di energia elettrica: infatti, in quanto vettore, l’idrogeno può sostituire il gas, il metano e gli idrocarburi per produrre energia elettrica. Il motore a celle di combustione ora ha già la resa dei motori a benzina, accelerando così il processo di conversione. Ciò che frena però la sua espansione è la rete di distribuzione.

Al contrario dell’elettricità, reperibile con facilità in quasi ogni luogo proprio grazie alla rete di distribuzione, per l’idrogeno è necessario costruire una rete capillare, come quella elettrica, che possa raggiungere ogni angolo del mondo. Inoltre, nonostante sia relativamente semplice produrre l’idrogeno, è una fonte energetica inesauribile e rinnovabile, ma ci possono essere limitazioni e difficoltà nello stoccaggio, anche se la ricerca e la tecnologia hanno già raggiunto traguardi notevoli.

La rete E.ON

Intanto, E.ON, la società europea con sede in Germania specializzata nel settore delle energie rinnovabili, «sta pianificando – spiega l’azienda – la realizzazione di una rete di distribuzione e delle relative infrastrutture per l’idrogeno nella regione della Ruhr come parte di un progetto di cooperazione europea. Il progetto “H2.Ruhr” ha lo scopo di offrire la possibilità di approvvigionamento con l’idrogeno alle realtà municipalizzate, medie e industriali della regione».

E.ON sta progettando una catena dell’idrogeno insieme alle compagnie energetiche Enel e Iberdrola. «L’energia necessaria deriverà principalmente da impianti fotovoltaici ed eolici di nuova costruzione in Italia e Spagna. Dal 2032, fino a 80.000 tonnellate di idrogeno all’anno potrebbero essere disponibili per i clienti regionali. Il progetto fa parte della CEO Alliance, in cui 12 aziende leader europee promuovono congiuntamente progetti intersettoriali e transfrontalieri per una maggiore salvaguardia del clima.

FlixBus verso l’idrogeno

FlixBus è pronta a passare all’idrogeno. Con il progetto HyFleet intende lanciare entro il 2024 i primi autobus a lunga percorrenza ad idrogeno in Europa. «Il progetto – spiega la società – fondato sulla collaborazione tra FlixMobility, Freudenberg Fuel Cell e-Power Systems e ZF Friedrichshafen AG, riguarda la realizzazione di un sistema di celle a combustibile ad alta prestazione per autobus a lunga percorrenza, per garantire, in futuro, soluzioni di mobilità a zero emissioni sulle lunghe tratte. Anche atmosfair, ONG attiva nella protezione del clima, è coinvolta come partner associato nel progetto, che in futuro vedrà la partecipazione anche di un’impresa del settore manifatturiero».

Nel luglio 2021, FlixBus ha lanciato i prima autobus a biogas, grazie alla partnership con Iveco e Scania e con OrangeGas e Gasum. Nel 2018 aveva invece presentato i mezzi a lunga percorrenza 100% elettrici in Francia e Germania, mentre nel 2020 ha installato pannelli solari sulla linea Londra-Dortmund.

L’idrogeno utilizzato sarà ricavato esclusivamente da energie rinnovabili.

Il PNRR e l’idrogeno: Osservatorio H2IT

centrale a idrogeno di Fusina

L’Idrogeno in Italia sta crescendo. Lo dicono i dati dell’Osservatorio H2IT, l’associazione italiana idrogeno e celle a combustione composta da 90 soci. Le aziende affiliate prevedono di chiudere il 2021 con un incremento del 69%, rispetto al 60% del 2020, stabile nel 2019. Le proiezioni dicono che in tre anni il giro d’affari supererà il 100%. «È l’industria il comparto indicato come il più promettente per l’idrogeno (87%), seguito dai trasporti (76%) e da logistica/infrastrutture (43%) – spiegano da H2IT – Una crescita che può potenzialmente generare una rivoluzione occupazionale. Dal PNRR sono stati stanziati, infatti, 3,2 miliardi di euro, per un giro d’affari che entro il 2050 potrebbe impattare per 40 miliardi di euro sul Pil e creare ben 500mila nuovi posti di lavoro».

C’è richiesta, quindi, ma manca personale qualificato. Necessaria, dunque, la collaborazione tra H2IT e Intesa Sanpaolo Innovation Center, che con INNOVAHY, intende favorire il percorso di sviluppo di PMI innovative e startup del settore idrogeno. Fondamentale, infine, per incentivare lo sviluppo dell’idrogeno, un quadro normativo più chiaro, più investimenti, più sensibilizzazione dell’opinione pubblica e più offerta di formazione.

 

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