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Gli eremi dell’Abbazia di Pulsano, il primo luogo in Italia da conservare

Si trova in Puglia uno dei luoghi più cari ed importanti che gli italiani vorrebbero fosse ricordato e conservato intatto per le generazioni future. Sono gli eremi dell’Abbazia di Pulsano che si classificano primi nel censimento nazionale promosso dal FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano. Le 34.118 segnalazioni ricevute sono la dimostrazione di uno straordinario affetto, coinvolgente e concreto di tutta la popolazione italiana: un contributo alla sensibilizzazione sul valore del patrimonio artistico, monumentale e naturalistico.

L'abbazia di Pulsano, sul Gargano

L’iniziativa del FAI si pone nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’appello per la difesa di tesori piccoli e grandi, che occupano un posto speciale nella vita del Paese, ha visto il patrimonio di Monte Sant’Angelo e del Gargano primeggiare su altri 14.555 luoghi segnalati.
«Ora occorre mettere in sinergia – dichiara Silvia Godelli, assessore al Turismo della Regione Puglia – le forze necessarie per salvaguardare e, laddove possibile, intervenire direttamente nel recupero di questo piccolo universo dal fascino irresistibile».

Angela Barbanente

Secondo Angela Barbanente, l’assessore alla qualità del territorio «il censimento del FAI è anzitutto consapevolezza. Non è possibile ignorare che a pochi chilometri da Monte Sant’Angelo, sul Gargano, tra picchi rocciosi, gole e strapiombi come canyon, in uno scenario che mette in luce gioielli naturalistici di straordinaria bellezza, affacciato sul Golfo di Manfredonia, si scorgono i tanti eremi rupestri che sono stati luogo di incontro per monaci, eremiti e cenobiti, orientali e latini, che nel corso dei secoli hanno avuto grandi influenze sulla cultura dei nostri territori».
L’Abbazia di Pulsano fu “casa madre” da cui dipesero circa 40 monasteri, sparsi in tutta Italia lungo la “Via Francigena”, in Toscana, verso Roma e fino a Pavia, oltre a quelli delle isole slave dell’Adriatico, Mljet e Hvar. «I suoi eremi – concludono i due assessori –  devono essere sottratti all’abbandono ed agli atti vandalici per diventare motivo di attrazione turistica e di sviluppo. Oggi, grazie al FAI ed al contributo di così numerosi cittadini, abbiamo una straordinaria opportunità di realizzare intorno ad essi nuove formule di cooperazione interistituzionale affinché si costituisca una comunità attiva ed attenta che, anche attraverso la piena valorizzazione dei Cammini d’Europa e di momenti come Bitrel, cui la Regione guarda con grande attenzione, sappia donare un futuro alle grandezze del nostro passato».
L’auspicio del FAI è che l’intenzione del Governo regionale si traduca in atti concreti. «E’ un progetto che la Regione Puglia ha adottato – commenta Marialuisa D’Ippolito, delegata di Foggia del FAI – anche se l’intenzione deve essere accompagnata da un supporto economico reale. C’è innanzitutto la necessità di un collegamento in sicurezza tra l’abbazia ed il vallone nel quale sono distribuiti gli eremi, che in questo momento è abbastanza malpraticabile perché la presenza di pendii aspri».

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