Energia sostenibile e fusione nucleare a Brindisi: al via progetto DTT Enea

Il progetto DTT dell’Enea sulla fusione nucleare sarà realizzato a Frascati. In ballo oltre 1500 persone e 2 miliardi di euro. La politica regionale insorge

Energia sostenibile prodotta dalla fusione nucleare.

La fusione nucleare avviene nelle stelle, sprigiona enormi quantità di energia illimitata, sicura, economicamente competitiva, rinnovabile e sostanzialmente pulita a discapito di quella prodotta dall’uso dei combustibili fossili. Da tempo, l’uomo cerca di controllare questo processo ma senza grandi risultati. Ci sono limiti tecnici e strutturali che non si possono al momento superare, ma la ricerca sta facendo passi da gigante.

Energia sostenibile e Fusione nucleare: il DTT

atomo fusione nucleareL’ENEA, l’ente nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, ha sviluppato il progetto DTT, Divertor Tokamak Test facility, che mira a realizzare il Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla fusione nucleare. ENEA intende porsi come ponte di collegamento tra i grandi progetti internazionali ITER, International Thermonuclear Experimental Reactor, progetto mondiale da 20 miliardi di euro al quale partecipano Cina, Giappone, India, Corea del Sud, Russia, USA e UE che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare in grado di produrre più energia di quanta il processo ne consumi per l’innesco e il sostentamento della reazione di fusione, e DEMO, DEMOnstrating fusion power reactor, evoluzione di ITER, che dopo il 2050 realizzerà un reattore che produrrà energia elettrica dalla fusione nucleare.

Energia pulita: il progetto DTT

I lavori per realizzare il DTT inizieranno entro il 30 novembre 2018, per concludersi in circa sette anni. Saranno coinvolte oltre 1500 persone con un ritorno stimato di 2 miliardi di euro, a fronte di un investimento di  circa 500 milioni di euro. Tra i finanziatori, pubblici e privati, c’è Eurofusion, il consorzio europeo che gestisce le attività di ricerca sulla fusione (60 milioni di euro) per conto della Commissione europea, il MIUR (con 40 milioni), il MISE (40 milioni impegnati a partire dal 2019), la Repubblica Popolare Cinese con 30 milioni, la Regione Lazio (25 milioni), l’ENEA e i partner con 50 milioni cui si aggiunge un prestito BEI da 250 milioni di euro.

Fusione nucleare: il DTT, Brindisi e le polemiche

Tra le nove città italiane candidate ad ospitare il progetto c’era anche Brindisi. Dopo le valutazioni dei requisiti tecnici, economici ed ambientali richiesti, l’ENEA ha assegnato il progetto a Frascati, in provincia di Roma. Seconda in graduatoria la Cittadella della Ricerca di Brindisi e terza Manoppello di Pescara.

Il risultato ha fatto infuriare la politica regionale pugliese, in primis il governatore Michele Emiliano, che ha criticato pesantemente il risultato ottenuto grazie ad un da possibili brogli e favoritismi, chiedendo l’intervento del governo e l’annullamento del concorso, in attesa del ricorso fatto dalla Provincia di Brindisi al TAR del Lazio.

DTT Frascati, interviene Amati

Fabiano Amati, Presidente della Commissione della Regione Puglia bilancio ha dichiarato che «occorre chiedere un riesame della valutazione, affidata a una commissione totalmente indipendente (e non farcita da personale ENEA di Frascati), e in difetto un’impugnazione dinanzi all’autorità giudiziaria. Brindisi ha ottenuto lo stesso punteggio di Frascati sui requisiti essenziali (100), un punteggio maggiore sugli ulteriori elementi (100 contro 91) e il miglior punteggio sull’offerta economica (5 contro 0). Abbiamo invece perduto (22,49 contro 4,5) sul valore delle infrastrutture esistenti nella misura in cui risultano utili e disponibili a ridurre il costo dell’investimento, senza capire in che termini le singole strutture saranno rese funzionali al nuovo progetto e con quali oneri di adattamento al nuovo progetto. Il valore degli immobili presenti a Frascati ammonta infatti a € 22.489.503,58 mentre quello degli immobili esistenti a Brindisi ammonta a € 4.547.194».

Marmo: “farsa ai danni della Puglia”

Dello stesso avviso è il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia Nino Marmo che ha dichiarato che si tratta di «una vera e propria farsa ai danni della Puglia. Al di là delle decisioni che assumerà il Tar Lazio, dove pende un ricorso, il governo nazionale deve subito annullare la procedura e assumere le determinazioni del caso, essendo l’istituzione competente in materia di politiche energetiche».

Longo: “necessaria commissione indipendente”

«Ritengo fondamentale la richiesta di una riesame della valutazione – ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia, Peppino Longo – affidata a una commissione totalmente indipendente e, nel caso, di un’impugnazione dinanzi all’autorità giudiziaria. A meno di non voler ancora una volta pensare ad un preciso disegno che vede il Sud volutamente sempre ai margini e dolosamente escluso da tutto quanto riguardi la ricerca scientifica».

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