Carlo III parla alle Camere e non dimentica l’Ambiente

Nel suo discorso a Montecitorio Carlo III tocca diversi temi e si sofferma sulla necessità di restare uniti nella lotta al cambiamento climatico. E cita Virgilio come precursore dell’agricoltura sostenibile

 

Si conclude con l’ultimo verso dall’Inferno della Commedia dell’amatissimo Dante “E quindi uscimmo a riveder le stelle” il discorso tenuto da Re Carlo III alle Camere riunite, discorso che si era aperto con una citazione autoironica suller sue capacità linguistiche in italiano («Spero di non stare rovinando la lingua di Dante così tanto da non essere più invitato in Italia…»).

Italia e Inghilterra, un rapporto forte

Un discorso bello, dall’ampio respiro europeista (malgrado la Brexit), intenso, e che ha toccato molti aspetti. Il sovrano britannico ha ricordato l’amicizia che lega Italia e Gran Bretagna: dai rapporti culturali e artistici a lui tanto cari a quelli sociali, sottolineando la consistente presenza di nostri connazionali oltremanica («Sono oltre 450mila gli italiani che hanno scelto di vivere nel Regno Unito…Siamo estremamente orgogliosi del fatto che Londra sia la città col più alto numero di italiani residenti all’estero») passando per episodi curiosi come la vera e propria venerazione degli inglesi per Garibaldi, o intensi, come il ricordo della visita che sua madre Elisabetta II fece a Capaci per rendere omaggio a Giovanni Falcone.

Re Carlo III non ha trascurato il saldo rapporto economico che lega i due paesi («I nostri legami economici sono in piena fioritura – dall’energia verde alle scienze della vita, dall’aerospazio ai servizi. Il Regno Unito è il quinto maggior investitore in Italia e, lo scorso anno, l’Italia è stata il sesto maggior Paese per numero di progetti di investimento diretto estero nel Regno Unito»). Ma ha anche dedicato un importante passaggio del suo discorso al contributo dell’esercito britannico nella lotta di liberazione dalle truppe nazifasciste (pur senza chiamarle col loro nome) nella seconda Guerra Mondiale e ha voluto evidenziare il reciproco aiuto che in più occasioni la gente italiana ha offerto e ricevuto dalle truppe alleate. E, tornando al presente, ribadisce il sostegno all’Ucraina e alla Nato.

Lo spirito ecologista di Carlo

Il Presidente Sergio Mattarella accoglie Sua Maestà il Re Carlo III del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (Foto Presidenza della Repubblica)
Il Presidente Sergio Mattarella accoglie Sua Maestà il Re Carlo III del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (Foto Presidenza della Repubblica)

Ma un passaggio non indifferente del suo discorso Carlo III ha voluto dedicarlo alle emergenze ambientali del nostro pianeta, manifestando ancora una volta quella passione e quell’impegno per la sostenibilità che lo hanno sempre accompagnato. Una parte del discorso da non sottovalutare, tanto più importante se si pensa a quello che sta accadendo in questi giorni, con il presidente degli Stati Uniti Trump che ha appena firmato quattro ordini esecutivi per incrementare la produzione nazionale di carbone, e le discussioni in Italia sulla revisione “ideologica” del Green Deal. Con una garbata stoccata ai nostri politici litigiosi ha fatto intendere pragmaticamente che le ideologie vanno messe da parte e e bisogna cercare insieme le soluzioni alla crisi climatica che si è manifestata in Italia con la siccità in Sicilia, come in Inghilterra con le alluvioni nel Somerset.

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Proprio perchè le sue parole hanno un valore di richiamo alla causa comune della difesa del pianeta,  riportiamo integralmente le frasi del discorso di Re Carlo III che riguardano le tematiche ambientali.

Il discorso del re: “Insieme nella difesa del nostro pianeta”

«Così come siamo uniti nella difesa dei nostri valori, lo siamo anche nella difesa del nostro pianeta. Dalle siccità in Sicilia alle alluvioni nel Somerset, entrambi i nostri Paesi stanno già sperimentando gli effetti sempre più devastanti del cambiamento climatico. L’ultima volta che parlai in questa sede del Parlamento fu in occasione di una riunione speciale dedicata ai cambiamenti climatici. Fatico a credere che siano passati sedici anni.»

«Spero quindi mi perdonerete se dico che gli avvertimenti che lanciai allora sull’urgenza della sfida climatica sono tristemente confermati dagli eventi. Le tempeste estreme che un tempo si verificavano una sola volta per generazione sono ormai una realtà annuale… Moltissime specie vegetali e animali preziose rischiano l’estinzione nel corso della nostra vita. La posta in gioco è altissima.»

Virgilio e l’agricoltura sostenibile

Il patrimonio naturale dell’Italia è benedetto da ricchezze straordinarie. E di fatto l’Italia,  ospita il più alto numero di specie animali in Europa… Quello che fu probabilmente il più grande poeta di Roma, Virgilio, comprese profondamente il rispetto dovuto alla Natura. Si potrebbe dire che fu il padre dell’agricoltura sostenibile, una causa che sostengo da tutta la mia vita. Nelle Georgiche parlava dell’importanza di rispettare i cicli naturali della terra, del ruolo essenziale dell’impollinazione delle api, della conservazione del suolo e persino del valore del compostaggio  e della materia organica! Come ad esempio in questo passo tratto da una nota traduzione italiana del Libro I:

“Purché non ti spiaccia saturare i terreni aridi con grasso letame. Così anche mutando coltura i campi riposano; e frattanto, sebbene inarata, la terra ti darà il suo frutto”.

Un plauso agli imprenditori che investono sull’ambiente

È quindi estremamente incoraggiante vedere i nostri due Paesi collaborare per contrastare la perdita di biodiversità e ridurre le emissioni. Non posso che plaudire gli imprenditori italiani per i loro risultati pionieristici: dalla prima centrale geotermica al mondo alla prima installazione di contatori intelligenti a livello nazionale. Questa mattina, è stato per me un grande piacere incontrare imprenditori italiani e britannici, la cui collaborazione, innovazione e investimento nella crescita pulita sono fondamentali per la nostra transizione energetica – dal loro successo dipende il futuro di tutti noi.

Questo il discorso di Re Carlo II alle camere riunite. Ogni aggiunta è superflua

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