Ambiente, UE si avvicina ad un Piano d’azione per il Mediterraneo

Riduzione dei rifiuti marini e tutela della biodiversità. L’Unione Europea vuole rafforzare la Convenzione di Barcellona per la protezione dell’ambiente marino, con proposte ad hoc per l’area del Mediterraneo.

Le parti contraenti della convenzione di Barcellona, oltre all’UE, sono: Italia, Grecia, Spagna, Francia, Slovenia, Malta, Cipro, Croazia e 13 paesi mediterranei non appartenenti all’Ue. Il vertice che le vedrà riunite si terrà dal 3 al 6 dicembre 2013 a Istanbul, Turchia.

Gli interventi sui rifiuti marini si baseranno sul protocollo Lbs. Questo protocollo prevede l’adozione, da parte della convenzione, di piani d’azione regionali per eliminare l’inquinamento proveniente da fonti e attività terrestri. Il segretariato della convenzione ha elaborato una nuova proposta di piano d’azione regionale per i rifiuti marini, che nel giugno 2013 è stata approvata nell’ambito del Medpol, il pertinente organismo tecnico della convenzione. La proposta è in linea con la legislazione dell’UE in materia di rifiuti e acqua e con l’impegno assunto al vertice RIO+20 di ridurre in misura significativa i rifiuti marini. Inoltre, non pregiudica, «le disposizioni più rigorose, riguardo alla gestione dei rifiuti marini, contenute in altri strumenti o programmi, vigenti o futuri, nazionali, regionali o internazionali».

L’altra proposta riguarda la modifica del protocollo Spa/Bd per trasferire cinque specie di corallo dall’allegato III – che contiene l’elenco delle specie di cui è regolamentato l’utilizzo – all’allegato II – che invece contiene l’elenco delle specie in pericolo e minacciate – e iscrivere altre sei specie direttamente nell’allegato II. L’UE ha espresso preoccupazione “per l’elevata vulnerabilità delle barriere coralline e delle mangrovie agli effetti dei cambiamenti climatici, dell’acidificazione degli oceani, della pesca eccessiva, delle pratiche di pesca distruttive e dell’inquinamento.

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