Agricoltura sostenibile: largo alla lenticchia di Altamura IGP

La lenticchia di Altamura IGP sempre più apprezzata e testimonial dell’agricoltura sostenibile. Dai biscotti alla birra al gusto di lenticchia ai progetti finanziati dall’UE

Un biscotto al gusto di lenticchia? Chi lo ha assaggiato giorni fa al Tuttofood di Milano dice che è davvero buono e soprattutto energetico. A realizzarlo è un’azienda dolciaria tutta made in Puglia, che ha creduto nelle potenzialità del piccolo legume dalle mille proprietà. Così come hanno creduto aziende alimentari nazionali che stanno producendo snack salati e confezioni di lenticchie cotte, tutti rigorosamente a base di lenticchia di Altamura IGP. E c’è anche un’azienda di Altamura che realizza la “Birricchia” che altro non è che birra alla lenticchia, ovviamente di Altamura IGP.

Le Fiamme Gialle a tutela della lenticchia di Altamura IGP

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Che a guidare il trend della valorizzazione dei legumi sia proprio la lenticchia di Altamura lo dimostra un’importante operazione congiunta della Guardia di Finanza di Torino e della omologa compagnia di Altamura, che pochi giorni fa hanno sequestrato oltre venti tonnellate di legumi e cereali spacciati per italiani, ma importati da Cina, Canada, Egitto e Argentina, e denunciato 24 tra grossisti e commercianti dettaglianti, per frode alimentare, sequestrando anche i macchinari utilizzati per la lavorazione ed il confezionamento della merce.

La frode, secondo quanto comunicato dalla GdF, avrebbe fruttato oltre un milione di euro e coinvolgeva anche la lenticchia di Altamura IGP, proprio per il suo alto valore commerciale. Le Fiamme Gialle hanno accertato che da un deposito di Altamura, dove avveniva la produzione illegale di lenticchie taroccate, i legumi sostavano in due depositi nel Milanese per poi finire nei negozi di Torino e provincia.

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Lenticchia di Altamura IGP, il segreto del suo successo

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Ricercatori dell’Università di Pisa e della Scuola Sant’Anna al lavoro per il progetto europeo LEGVALUE

Ma perché la lenticchia di Altamura piace, e non solo per il suo gusto che la contraddistingue dalle sue sorelle meno blasonate? Il motivo sta proprio nelle sue alte proprietà nutritive e nei metodi di coltivazione altamente rispettosi dell’ambiente e impostati secondo i criteri dell’agricoltura sostenibile, tanto che il legume nostrano può vantare il marchio IGP (indicazione geografica protetta), attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari coltivati e lavorati o trasformati solo in una determinata area geografica.

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E infatti la lenticchia di Altamura è tutelata da un apposito consorzio che dal 2017 vigila sui circa 200 agricoltori che lo compongono e sui metodi di coltivazione applicati in un’area tra Puglia e Basilicata che insiste su 19 comuni. 

Dallo scorso febbraio il Consorzio è stato incaricato dal Ministero per le politiche agricole di svolgere le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale dell’Indicazione Geografica Protetta. In quest’ottica, il Consorzio di Tutela, spiega il suo Direttore Gerardo Centoducati «si assocerà immediatamente all’AICIG (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche) che rappresenta circa il 95%, delle produzioni italiane ad indicazione geografica associando i 64 consorzi più importanti su 242 totali riconosciuti».

Innovazione, ricerca e sviluppo: la lenticchia di Altamura IGP all’avanguardia

Giusto per non farsi mancare niente, la lenticchia di Altamura IGP è entrata in un progetto europeo teso a incrementare la produzione di legumi nell’UE.  Il progetto si chiama“LEGVALUE” e promuove la sostenibilità dei sistemi agricoli comunitari basati sulla coltivazione di legumi, sia per l’alimentazione umana che animale. La spinta più significativa è rappresentata dalla crescente necessità di rafforzare l’autonomia proteica dell’Unione Europea, attualmente forte importatrice di legumi.

Ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa stanno studiando tra le varie cose, resa e qualità in particolari condizioni di lenticchia di Altamura e ceci della Murgia (quella murgiana è un’area particolarmente adatta alla coltivazione di legumi) in 15 aziende agricole afferenti al Consorzio di Tutela. «Un momento di crescita importante e necessario in considerazione del fatto che il mondo della ricerca è stato fermo negli ultimi decenni nel settore delle leguminose», dice Antonio Nisi, presidente del Consorzio. «Oggi finalmente c’è grande interesse da parte degli organismi di ricerca di tutto il mondo nei confronti di queste colture considerate sinora minori».

Il futuro della lenticchia di Altamura IGP

Per Oscar Farinetti, patron di Eataly, quella di Altamura IGP è la più buona lenticchia d’Italia. Gli hanno creduto numerose aziende agroalimentari di dimensione nazionale, lo abbiamo visto. Ma non finisce qui. Entro la fine del 2019, dal Consorzio di Tutela assicurano che la lenticchia di Altamura IGP sarà alla base di altri nuovi prodotti.

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