
Non si può essere sani in un ambiente malato
Il 5 giugno, nella Giornata mondiale dell’ambiente, è inevitabile un piccolo esame di coscienza ambientale. Stiamo facendo abbastanza per il pianeta?
Per il Wwf Italia “non si può vivere in prosperità, né essere felici, in un Pianeta malato: la nostra salute, dipende da quella del Pianeta. Serve un cambiamento da parte di ognuno di noi perché siamo noi la specie a rischio estinzione”.

Secondo uno studio pubblicato su Bmj Oncology, negli ultimi tre decenni il numero di nuovi casi di tumori negli under 50 è aumentato quasi dell’80%. Gli studi cercano di individuare le cause di questo aumento: nella gamma di potenziali fattori primeggiano lo stile di vita, l’alimentazione troppo ricca di carne e l’esposizione a sostanze inquinanti nell’ambiente e nel cibo. Anche in Italia l’incidenza della maggioranza dei tumori continua a crescere: +1,4% nei maschi e +0,7% nelle femmine solo tra il 2022 e il 2023 e la più elevata mortalità per cancro si registra là dove è maggiore l’inquinamento (atmosferico e ambientale).
Dal 1945 al 2024, la popolazione globale è più che triplicata: da circa 2,3 miliardi a oltre 8 miliardi e, più o meno nello stesso lasso di tempo, abbiamo riscaldato la Terra di oltre 1 °C. La nostra economia del “prendi-produci-scarta” ha portato a un diffuso esaurimento delle risorse.
· Il ritmo con cui stiamo degradando il suolo minaccia la sicurezza alimentare globale;
· molti dei minerali e dei metalli comunemente utilizzati nella produzione di moltissimi oggetti, vengono sprecati e smaltiti con gravi conseguenze ambientali;
· abbiamo convertito metà delle terre emerse in campi coltivati o allevamenti di bestiame;
· 9 persone su 10 nel mondo respirano aria malsana.
Sappiamo non solo che la Terra ha dei confini che non devono essere superati, ma anche che dal 2015 almeno sei lo sono già stati:
1. il cambiamento climatico,
2. l’integrità della biosfera (perdita di biodiversità),
3. il cambiamento d’uso del suolo,
4. i flussi biogeochimici
5. il confine planetario relativo alle entità inquinanti, inclusa la plastica, a minaccia degli ecosistemi marini e terrestri.
6. l’utilizzo di acqua dolce.
Questo preoccupante trend non si sta fermando perché è alimentato dai nostri attuali modelli frenetici di sviluppo e di consumo.
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Serve una transizione dal consumismo alla sobrietà

Contemporaneamente, il grado di felicità sta diminuendo. Nel ranking stilato dal World Happiness Report quest’anno, l’Italia perde ben 8 posizioni attestandosi al 41° posto nella graduatoria generale. Tra le fonti di felicità, per gli italiani, la salute pesa per il 65% delle persone. È di fatto il fattore più importante a fianco alle relazioni sociali e sentimentali e al tempo libero. A conferma dell’allarme lanciato dal Wwf, “non può esserci salute in un ambiente malato”, la ricerca sottolinea che oltre a investire in campo sanitario e di salute mentale, le istituzioni dovranno creare condizioni socio-ambientali che incoraggino cittadine e cittadini a adottare stili di vita salutari, perseguendo gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, anche per assicurare il benessere delle future generazioni.
“Vivere felici entro i limiti non è solo una questione di ridistribuzione delle risorse, ma anche di riduzione dei consumi complessivi e di trasformazione dei sistemi di approvvigionamento. È necessario limitare le attività dannose, e intraprendere azioni che ci consentano di rimanere all’interno di questi confini, perché quando grandi cambiamenti diventano irreversibili, poi non si possono più evitare” afferma Eva Alessi, responsabile sostenibilità del Wwf Italia.
Siamo arrivati ad un punto in cui c’è bisogno di strutturare l’intero modello economico e sociale intorno alla sostenibilità. La priorità, spiega il Wwf, deve essere quella di abbattere le emissioni di gas serra, con sistemi energetici completamente fondati sulle energie rinnovabili, e stabilizzare la temperatura globale.
- La transizione energetica implica una rivoluzione culturale non solo nel modo di produrre e consumare (meno) energia, ma ci offre l’opportunità di avere molti co-benefici dal punto di vista della salute e dell’adattamento agli impatti della crisi climatica già in atto. “La seconda priorità -riprende Eva Alessi- è ridurre gli impatti del settore produttivo che pesa sulla perdita di biodiversità e di ecosistemi.
- È necessaria una transizione globale verso un sistema alimentare sostenibile. Lato produzione serve garantire alimenti nutrienti in quantità sufficienti e a prezzi accessibili, dimezzare l’uso di pesticidi e fertilizzanti, aumentare la superficie coltivata con metodo biologico, ridurre le perdite e gli sprechi alimentari, migliorare il benessere degli animali. Lato consumi, serve mettere al primo posto della propria dieta cibi sani, nutrienti e a base vegetale, eliminando perdite e sprechi. Il consumo di carne, storicamente limitato ai Paesi ad alto reddito, è in forte aumento nelle economie emergenti”.
- “Per vivere entro i limiti ambientali, serve un’altra transizione: dall’economia lineare all’economia circolare, basata su un impiego più limitato, più consapevole e più efficiente delle risorse, su una minore produzione di rifiuti e sul loro recupero per creare nuove risorse” conclude Eva Alessi.
Per il Wwf c’è da aggiungere una quarta transizione, forse la più complessa ma anche quella che aprirebbe le porte a tutte le altre:
- “Per ridurre le disuguaglianze in tutto il mondo è indispensabile una transizione culturale dal consumismo alla sobrietà, in cui ognuno possa dare attenzione non solo alle proprie esigenze personali, ma a quelle della collettività”.
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Il cambiamento ambientale passa dall’informazione corretta
Dalla crisi climatica alle energie da fonti rinnovabili, passando per la tutela di specie e habitat a rischio: sono tante le fake news che proliferano su web e social network riguardo i temi ambientali. Non fanno altro che farci arretrare rispetto alle sfide globali poste dal cambiamento climatico.

Per invertire questa tendenza e diffondere una corretta informazione, supportata da dati scientifici, Alexa, l’assistente vocale di Amazon, lancia una campagna contro le fake news sull’ambiente grazie al supporto di Legambiente, la storica associazione ambientalista italiana.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, basterà chiedere “qual è il fatto sull’ambiente del giorno?” e l’assistente vocale risponderà con informazioni scientifiche e attendibili fornite da Legambiente.
Pillole ambientali elaborate sulla base di dossier, report e studi scientifici realizzati da Legambiente affronteranno una vasta gamma di temi su cui nell’immaginario collettivo c’è una concezione errata per via della continua diffusione di fake news. Alexa svelerà curiosità su specie animali, come le tartarughe marine e i delfini e su come Legambiente, anche attraverso progetti europei come Life Turtlenest e Life Delfi, se ne prende cura. Non mancheranno consigli e buone pratiche per adottare comportamenti sostenibili nella nostra quotidianità per dare il proprio contributo alla tutela del Pianeta, il bene più prezioso che abbiamo.
“Non c’è più tempo da perdere, occorre mobilitarsi per affrontare e vincere le sfide globali che la crisi climatica ci pone davanti”. Come ha detto Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente, “Potremo contrastare la disinformazione sulle tematiche ambientali e promuovere stili di vita sostenibili. Questa campagna è anche un modo per attivare direttamente i cittadini perché per contrastare la crisi climatica c’è bisogno di stili di vita consapevoli”.
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Conoscere animali e piante per proteggerli

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Gardaland Sea Life Aquarium presenta una vasca speciale, contenente un banco di alborelle, pesce un tempo comune nel lago di Garda e anello alimentare fondamentale della catena alimentare trofica, ormai a rischio estinzione.
La vasca è vetrina del progetto “Parco Ittiogenico Sperimentale di Peschiera del Garda”, iniziativa di conservazione ambientale unica in Italia. “Il progetto è stato fortemente voluto per la conservazione del patrimonio ittico lacustre, con l’obiettivo di creare e preservare un habitat ideale per l’alborella, pesce lacustre in estinzione, in zone non solo adatte, ma anche monitorate e pulite”. Come ha spiegato Sabrina Repetto, curator Sea Life “è un progetto senza pari in Italia che Gardaland Sea Life Aquarium è fiero di sostenere fedele al ruolo attivo di sensibilizzazione, tutela ed educazione ambientale che ha sempre avuto nella promozione della salvaguardia degli habitat marini e lacustri. Grandi e piccoli hanno modo di sorprendersi scoprendo da vicino un progetto di sostenibilità praticamente a km zero”.
Rigenerare la terra fa bene alla Terra
La rigenerazione dei terreni agricoli come risorsa essenziale per affrontare gli effetti della crisi climatica e arginare fenomeni di degrado estremo. FederBio, pone l’accento sull’importanza della transizione agroecologica per preservare la fertilità dei terreni e il patrimonio ambientale per le generazioni future, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, che quest’anno si focalizza sul ripristino del territorio, sulla desertificazione e sulla resilienza alla siccità con lo slogan “La nostra terra. Il nostro futuro. Siamo #GenerationRestoration”.
Secondo i dati dell’Ispra, l’Italia ha toccato nel 2022 il minimo storico di disponibilità idrica degli ultimi 30 anni. Un effetto legato al calo delle precipitazioni, aggravato dall’aumento del valore delle temperature e dell’evapotraspirazione. Gli impatti di questi fenomeni atmosferici avversi sempre più rilevanti si riflettono, in particolare, nel settore agricolo.

Un aiuto concreto arriva dall’agricoltura biologica che può contribuire significativamente a migliorare la resilienza dei terreni agricoli alla siccità. Aumentando la quantità di materia organica nel suolo, le pratiche agronomiche biologiche sono in grado di trattenere maggiori quantitativi d’acqua rendendoli poi disponibili durante i periodi di siccità. Inoltre, contribuiscono a ridurre l’erosione del suolo, proteggendo lo strato superiore, essenziale per immagazzinare e trattenere l’acqua, mentre l’incremento di biodiversità, favorito dall’eliminazione della chimica di sintesi, aiuta a creare un ecosistema in grado di mitigare gli stress climatici.
Lo studio “Farming Systems Trial” del Rodale Institute in Pennsylvania, un’analisi comparativa tra agricoltura biologica e convenzionale che dura da oltre 40 anni, attesta la maggior resilienza della bioagricoltura. I risultati della ricerca dimostrano come in periodi di siccità le produzioni biologiche abbiano avuto un potenziale di resa fino al 31% superiore rispetto a quelle convenzionali. Questo deriva anche dall’elevata capacità dei terreni coltivati con metodo biologico di sequestrare carbonio organico che, migliorando la struttura del suolo, consente di trattenere e filtrare l’acqua, garantendo una preziosa riserva idrica per i periodi di scarsità.
“Siccità e alluvioni stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura, inoltre molti dei nostri terreni sono sempre più vicini alla desertificazione. Il cambiamento climatico e le attività antropiche – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – continuano ad esercitare una pressione senza precedenti, mettendo a rischio la stabilità degli ecosistemi e rendendo sempre più evidente che senza rispetto per l’ambiente non c’è futuro. È estremamente importante agire subito per ripristinare gli habitat degradati e la fertilità del suolo”.
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