20 maggio, giornata Mondiale delle api: cosa rischiamo senza le sentinelle di biodiversità?

Le api sono sentinelle del benessere ambientale (Ph WwF Italia - © Kari Schnellmann)

Gli equilibri della natura dipendono dalla sopravvivenza delle api e la vita degli impollinatori dipende dalla conservazione degli ecosistemi naturali. Il 20 maggio si celebra la quinta Giornata Mondiale delle Api. Ma più che una festa, il World Bee Day lancia un grido d’allarme.

Secondo la Fao, 71 delle circa 100 specie di colture che forniscono il 90% del cibo mondiale sono impollinate dalle api, vespe, farfalle, falene e coleotteri. Oggi rischia l’estinzione il 40% delle 20.000 specie responsabili dell’impollinazione di più del 75% di tutte le colture, di oltre il 90% delle piante selvatiche e l’80% delle piante che producono cibo e prodotti per il consumo umano, pari al 35% della produzione agricola mondiale, con un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale e 22 miliardi di euro in Europa.

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«Api e altri impollinatori non solo, contribuiscono alla sicurezza alimentare, ma sono fondamentali indici di biodiversità” spiega Nicoletta Maffini, direttore generale di Conapi-Mielizia, la maggiore impresa cooperativa fra apicoltori in Italia e tra le più importanti a livello europeo con le sue 315 associate con oltre 110 mila alveari, che conferiscono 2-3mila tonnellate di miele ogni anno. “Le api e gli apicoltori stanno vivendo anni estremamente difficili, fra raccolti deludenti e fortemente condizionati dalla crisi climatica e da morie provocate dall’uso di sostanze tossiche. Basti pensare – aggiunge Maffini – che i nostri apicoltori nel 2021 hanno visto calare i raccolti del 50% rispetto al decennio 2000/2010».

I nemici delle api

Le minacce principali? Le attività antropiche che modificano gli habitat, l’uso sconsiderato di pesticidi, il consumo di suolo, l’impoverimento dei paesaggi, l’inquinamento, i cambiamenti climatici, la diffusione di parassiti e malattie veicolate dall’introduzione di specie aliene invasive.

Un rifugio fiorito contribuisce alla sopravvivenza degli impollinatori (Ph Wwf Italia – M.Demaria)

Per dare una risposta al crollo verticale degli insetti impollinatori, il WWF promuove il progetto “Diamo una casa alle api”, realizzato con la campagna di raccolta fondi sulla piattaforma ForFunding di Intesa Sanpaolo. L’obiettivo è realizzare e gestire aree arricchite con piante nettarifere e pollinifere per l’alimentazione degli impollinatori in 20 Oasi WWF su tutto il territorio nazionale (da Valmanera in Piemonte all’Angitola in Calabria, dai Ghirardi in Emilia a Serranella in Abruzzo, da Valpredina in Lombardia a Torre Salsa in Sicilia), ma anche con “bee hotel”, veri e propri rifugi per api e altri insetti.

Per scoprirli, nei weekend dal 21 al 29 maggio, sarà possibile partecipare all’apertura straordinaria delle 100 Oasi WWF con attività e visite guidate dedicate agli impollinatori.

Scopri il programma delle Giornate delle Oasi

Non basta: è indispensabile lasciare più spazio alla biodiversità negli ambienti agricoli, fare azioni di advocacy sui decisori politici, coinvolgere scuole e cittadini.

Il WWF ad esempio, è impegnato per la tutela degli impollinatori con la presentazione di osservazioni alla proposta del Piano Strategico Nazionale della PAC (Politica Agricola Comune), con la Coalizione #CambiamoAgricoltura che riunisce oltre 90 associazioni e comitati di cittadini, e con la proposta di eliminare le agevolazioni fiscali sui pesticidi e i fertilizzanti chimici.

Ambiente a misura di api

Serve anche avere boschi gestiti secondo criteri di sostenibilità.

«Le api – spiega Diego Florian, direttore di FSC Italia, l’iniziativa nazionale della Ong che in tutto il mondo promuove la certificazione di gestione forestale responsabile e di filiera dei prodotti forestali – sono un’eccellente sentinella ambientale, un vero e proprio sensore viaggiante per diverse sostanze contaminanti presenti non solo nell’aria ma anche nell’acqua e nel suolo. Le buone pratiche forestali possono avere un impatto davvero importante sull’apicoltura e il benessere degli insetti, grazie ai servizi naturali che i boschi offrono: come la preservazione della biodiversità, il mantenimento di condizioni ottimali per il ciclo dell’acqua e la cattura dell’anidride carbonica e degli inquinanti».

Stesso principio per l’innovativa lungo il torrente Ombrone. In provincia di Firenze, verrà realizzata la prima sperimentazione italiana dedicata alla trasformazione dei terreni adiacenti ai corsi d’acqua in prati che rimangono fioriti per buona parte dell’anno. In collaborazione con il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, un team di ricercatori dei Dipartimenti di Biologia e di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze, hanno selezionato 45 specie di piante – fra cui trifoglio, tarassaco, malva e achillea – che fioriscono in tempi diversi dell’anno, per garantire agli impollinatori fiori, e nutrimento, da aprile a ottobre. «Le api selvatiche contano in Europa circa 2.000 specie, e fra queste ben 1.100 vivono in Italia. Numerosi indicatori – spiega Francesca Romana Dani, docente di Zoologia dell’Università di Firenze – mostrano una diminuzione delle popolazioni di queste specie negli ultimi decenni, causata dall’espansione delle aree antropizzate e dal cambiamento delle pratiche agricole. Un fenomeno preoccupante, sia per gli effetti sulla biodiversità, sia per la riduzione del servizio ecosistemico dell’impollinazione».

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Per cambiare i comportamenti, però, può essere utile anche giocare.

Gli asili e le scuole di infanzia Busy Bees presentano gli alveari del progetto Bee Art in collaborazione con Mattel

Bee Art è in questo senso un progetto di cittadinanza attiva per i più piccoli.  “Vogliamo far crescere i nostri bambini con la consapevolezza che il pianeta ci appartiene ma bisogna prendersene cura” dice Federica Ortalli, ceo del gruppo Busy Bees Italia, primo gruppo italiano di servizi educativi per l’infanzia. Grazie ai laboratori artistici condotti dagli educatori negli asili e nelle scuole dell’infanzia, i più piccoli hanno decorato degli Hotel bug, acquistati grazie ad un’importante collaborazione di Mattel al progetto. I set da costruzione Mega Bloks Green Town, prima linea di giocattoli certificata CarbonNeutral, realizzata con Mattel, aiutano i bambini ad immaginare il loro futuro attraverso le attività ludiche e ad acquisire comportamenti green attraverso schemi di gioco come la raccolta differenziata, l’uso di mezzi di trasporto elettrici, la protezione delle api mellifere e la scelta di fonti di energia rinnovabile (Scopri i bug hotel realizzati).

 

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