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Vino che matura a ritmo di musica: neurobiologia vegetale

musica violino

Secondo alcune ricerche, la musica rende le piante più rigogliose e produttive. La classica ed il rock, Mozart e Beatles sono molto apprezzati dalle diverse colture anche del vino

La musica è un toccasana per il nostro cuore e per la nostra mente. Ci fa sballare, ci fa riflettere, ci fa crescere, ci rilassa e ci ricarica. Ci fa stare bene.

Ma non siamo gli unici ad apprezzare la musica. Non mancano su internet video di cani che cantano (“cani”, non che “cantano da cani”) oppure altri animali che ballano (ribadiamo, “animali che ballano” non che “ballano come animali”). Facciamo ballare e cantare anche i robot. L’uomo è sempre portato ad antropomorfizzare tutto ciò che lo circonda e tende ad attribuire caratteristiche umane ad ogni cosa.

La musica delle piante

Da tempo la ricerca studia le interazioni tra la musica, l’uomo ed il suo ambiente. Da qui nato un nuovo filone di ricerca, la neurobiologia vegetale, che analizza le interazioni tra la piante e l’ambiente, il modo di processare ed interpretare i segnali esterni e tradurli in azioni adeguate alla sopravvivenza.

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Sulla base di alcune ricerche effettuate già qualche anno fa dall’Università di Firenze, condotte dal prof. Stefano Mancuso, è emerso che le piante reagiscono alla musica. Rispondono agli stimoli musicali crescendo più rigogliose e producendo frutti migliori.

Mozart & Co. per un vino eccellente

musica vignetoIn Toscana, da qualche anno c’è chi produce il vino con la musica classica. Soprattutto le note di Mozart, che hanno una specifica frequenza, fanno crescere bene i vigneti. No, non siamo ubriachi. L’avvocato Gian Carlo Cignozzi ha abbandonato il foro per aprire un’azienda vitivinicola che produce ogni anno oltre 45mila bottiglie di vino Montalcino DOCG e Rosso di Montalcino DOC. Questo vino è ricavato da vigne “coccolate” dalle note di Mozart. Sono stati installati un’ottantina di altoparlanti nel vigneto che tutto il giorno e tutta la notte diffondono la musica. La vite e l’uva crescono più rigogliose e più sane mentre il vino è più gustoso. Al progetto ha partecipato anche Amar G. Bose, ingegnere, esperto mondiale di acustica e fondatore dell’omonima multinazionale di elettroacustica.

Musica classica, rock e pop, i nuovi concimi

musica vino chitarraAnche il famoso Maestro Direttore d’Orchestra della RAI e di Sanremo Peppe Vessicchio ha messo in pratica la teoria che la musica è un ottimo concime per le piante. In Salento ha provato “a far ascoltare” alle piante (le virgolette sono d’obbligo) alcuni brani di musica classica, rock e pop. Sembra che Mozart faccia crescere rigogliosi i pomodori. Beethoven non è molto apprezzato, al contrario di Bach. I Beatles, soprattutto la versione originale di Penny Lane, sono ideali per pomodori, melanzane, zucchine, fiori, mimose e viti. La qualità superiore di questi vini è stata confermata da esperti sommelier. Secondo Vessicchio la differenza è data dall’organizzazione polifonica. Il monitoraggio è stato effettuato con l’Università di Firenze.

La musica è il concime della mente, del corpo e delle piante

Ovviamente c’è scetticismo. Non solo nel mondo scientifico. Le ricerche sono autorevoli ed i dati concreti. Alcuni anni fa, in un documentario della storica ed autorevole trasmissione RAI Quark fu analizzata la teoria delle piante come “esseri pensanti”. Cleve Backster, uno specialista di interrogatori della CIA, collegò un poligrafo (una macchina della verità) ad una pianta, una dracaena, per testare le sue reazioni in presenza di un omicida, di eventi nell’ambiente circostante e persino riguardo al pensiero di bruciare la pianta stessa. Sembra fantascienza. Siamo ragionevolmente convinti che ci siano interconnessioni intangibili tra gli esseri viventi e tutto il creato che la scienza non ha ancora scoperto.

Il vino blu

vino blu musicaIntanto, se in Italia la musica è il concime delle vigne, in Spagna il vino è blu. Si chiama Gik ed è nato nel 2016 da una startup di giovani imprenditori di Bilbao. Non è il vino dei Puffi, ma è prodotto naturalmente, mescolando uve bianche e rosse e due coloranti naturali, le antiocianine e l’indaco. Il vino è fresco e dolce, non ha zuccheri aggiunti ed ha una gradazione di 11,5%. Per la Spagna e l’Unione Europea non è vino ma è inserito nella categoria “altre bevande alcoliche”. Tramite le vendite online, invece, il vino blu è molto apprezzato in Giappone, Cina, Corea del Sud e Brasile. Presto sbarcherà anche negli U.S.A.

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