I colori di un disastro ambientale. L’uragano Irma e i danni alle isole nel Mar dei Caraibi. Ma nell’isola di Necker si pensa già al futuro
Sono diversi giorni ormai – in Italia come nel mondo – che le prime pagine di giornali e telegiornali raccontano della furia devastatrice dell’ Uragano Irma, categorizzato senza indugio come “categoria 5”, la più alta nella classificazione.
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Questo fenomeno atmosferico dal 30 agosto ha causato la morte di 36 persone, senza dimenticare numerosi ed ingenti danni agli edifici, e sta mettendo in ginocchio diverse zone della costa atlantica degli Stati Uniti, nonché molte isole bagnate dallo stesso Oceano.
Le Isole Vergini. Un disastro umano e ambientale
Scoperte da Colombo e geograficamente situate nel Mar dei Caraibi, le Isole Vergini sono costituite da un arcipelago e divise politicamente tra quelle sotto giurisdizione americana e quelle di dipendenza inglese.

In particolare queste ultime – nelle concitate ore tra il 6 e il 7 settembre – sono state attraversate dall’Uragano Irma, con un picco di velocità del vento che ha raggiunto i 250 chilometri orari in queste zone.
Un disastro umano, poiché alla morte si sommano anche le abitazioni crollate, rase al suolo o – alla meglio – semplicemente danneggiate.
Un disastro anche squisitamente ambientale, per la vegetazione delle isole.
Quello che era un paradiso terrestre, assume adesso contorni inquietanti e desolanti.
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Basta confrontare le immagini diffuse in rete dalla Nasa per rendersi conto del “cambiamento”: il verde della vegetazione, delle foglie, della clorofilla ha lasciato il passo ad un marrone ben più affievolito. Indice dell’assenza di vegetazione.
L’Isola Necker e le altre
Se quello delle Isole Vergini è – probabilmente – l’arcipelago più colpito dall’Uragano Irma, miglior sorte non è stata data ad altre terre tra il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico.
Nelle Isole di Antigua e Barbuda la forza dirompente dell’Uragano ha provocato 12 morti e più di 50 feriti. E se la prima non ha subito un “attacco diretto”, preservandone la sua abituale fisionomia, nella seconda è stato stimato che quasi il 95% degli edifici dell’isola è stato danneggiato.

Più piccola, più sconosciuta, ma non meno degna di nota, anche la distruzione del resort di Richard Branson, il ricchissimo magnate del marchio Virgin e proprietario – tra le altre – della piccola isola Necker, appartenente sempre all’arcipelago delle Vergini.
Il miliardario britannico, preso atto dell’accaduto, non lascia ma raddoppia: oltre a rimettere in piedi il lussuoso villaggio turistico del suo isolotto ha anche promesso una raccolta fondi per aiutare le Isole Vergini britanniche a ricominciare.
Perché l’Uragano Irma è stato forte, ma la resistenza, la tenacia e il sapersi rialzare dell’uomo lo è ancor di più. Ancora una volta.


