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Cambiamenti climatici, tiriamo le somme di questa estate pazza?

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estate

Clima sotto esame in questa estate da ricordare. Tra siccità e uragani, dovremmo farci qualche domanda

Chiusa – quasi del tutto – la stagione estiva, è arrivato il tempo dei bilanci.
Anche e soprattutto in chiave di cambiamenti climatici.

Il caldo, le spiagge. Il riscaldamento globale, la siccità. Due facce della stessa medaglia

Dicono gli esperti che quella che sta volgendo al termine è stata una delle stagioni più calde della storia, seconda solo a quella del 2003.
Caldo afoso, più secco della consuetudine e con un calo di piogge pari al 40% della media stagionale.
Un trend che negli ultimi anni si sta accentuando, tant’è vero che nei telegiornali così come nei programmi di intrattenimento si sente dire ogni anno che «quella che verrà sarà un’estate con caldo da record» o «un’estate così calda non si vedeva da 40 o 50 anni».
Non ci piace e non ci soffermeremo a snocciolare meri dati statistici, consultabili su siti di meteorologia più o meno autorevoli.
Il concetto – tuttavia – è chiaro: il caldo percepito dai barometri aumenta di anno in anno, e tutto lo stivale italiano ne viene interessato, tra rischio siccità (quest’anno a Roma, per esempio) e malori tra gli anziani in costante crescita.

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Previsioni per l’inverno non se ne possono fare. I meteorologi non si spingono su ipotesi di qui a qualche mese, perché per forza di cose potrebbero essere approssimative e con una facile possibilità di errore.
Mite o rigido che sarà, una cosa è sicura: come per l’estate, anche l’inverno sarà comunque figlio dei cambiamenti climatici che “condizionano” il pianeta Terra.

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I cambiamenti climatici. Il perché e gli effetti

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L’uragano Irma si dirige verso le coste dell’America centrale

Questo termine è assai diffuso, forse anche inflazionato, ma è una verità considerarlo il fattore principe di come negli anni evolve la situazione ambientale.
Su tutti, la questione del riscaldamento globale, che – ricorda il WWF – «avrà effetti catastrofici, come l’innalzamento del livello del mare, l’incremento delle ondate di calore e dei periodi di intensa siccità, delle alluvioni, l’aumento per numero e intensità delle tempeste e degli uragani».
Lo sguardo cieco al futuro e la logica del profitto hic et nunc l’hanno fatta da padrona.
L’uomo, così, diventa (contemporaneamente) vittima e carnefice dei cambiamenti climatici; è colui che ha portato l’ambiente su questi binari da cui non sembra esserci ritorno e al tempo stesso ne subisce le conseguenze.

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Una strada alluvionata a Gustavia (Caraibi) , dopo il passaggio dell’uragano Irma

Sebbene i parametri che influenzano il clima sono di per sé mutevoli, non ci si può nascondere dietro un dito che dall’epoca industriale fino ai giorni nostri tale variazioni abbia assunto una matrice umana più che naturale.
I rischi per il pianeta – inteso come ambiente ma anche come persone – sono concreti sul medio e lungo termine.
Puntare il naso un po’ più in là è utile a capire dove si sta arrivando, e non solo a meravigliarsi che ogni estate sia più calda di quella dell’anno prima.
Anzi, che «un’estate così calda non si vedeva da 40 o 50 anni!».

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