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Trivellazioni alle Isole Tremiti? C’è bisogno di chiarezza

Il malcontento è ovunque, unanime e compatto. Cittadini, politici (di ogni schieramento, di ogni bandiera) e associazioni ambientaliste fanno muro comune contro la decisione dei ministri Galàn e Prestigiacomo (clicca qui per leggere il decreto MINISTERO dell’AMBIENTE decreto N 126 del 29_03_11) che permetterebbe alla Petroceltic Italia s.r.l., della multinazionale irlandese “Petroceltic Elsa” di effettuare una ricognizione dei fondali a largo delle Isole Tremiti attraverso “riflessioni sismiche” in mare. Cioè esplosioni di bolle d’aria compressa (sistema Air gun), per studiare l’assetto stratigrafico dei corpi geologici, mirate alla ricerca di petrolio in un’area di 730 km a largo della costa abruzzese e molisana, a 40 km da Punta Penna e a 26 km dalle isole Tremiti.

Un dietro-front inaccettabile, da parte del Governo, che calpesta la dignità di un territorio e mira al cuore di un sistema – economico, culturale e sociale – che trova le sue fondamenta proprio in quello scrigno di biodiversità e ricchezze marine costituito dai fondali delle Diomedee. Si, proprio quei fondali in cui, a largo dell’Isola di San Domino, poco meno di un anno fa, lo staff del Laboratorio del Mare “MarlinTremiti” scoprì nel sito “Punto55” una colonia di Geradia savaglia, ovvero “falso corallo nero”, di oltre 2000 anni. La crescita di questo tipo di corallo è, infatti, lentissima (2-3 micron all’anno) e nella sua florescenza sono custoditi i segreti dei cambiamenti climatici in quell’area dell’Adriatico.

«In questo momento c’è bisogno di chiarezza – spiega Adelmo Sorci, team leader di MarlinTremiti – di capire effettivamente in cosa consisteranno queste attività di ricerca, quali percorsi interesseranno e per quanto tempo. Sono informazioni fondamentali per comprendere e valutare che tipo di impatto queste attività potrebbero avere sull’equilibrio dell’ambiente o interferire con esso, e capire come correre ai ripari.

Del pericolo trivellazioni alle Tremiti – conclude Sorci – si era già parlato lo scorso anno, ma la situazione sembrava essere rientrata dopo le legittime proteste del mondo politico, civile e associazionistico. Evidentemente non era così”.

A tal proposito, è durissima la reprimenda del sindaco di Foggia, Gianni Mongelli: «Il Governo ha ignorato e preso in giro le istituzioni e la popolazione locali decidendo di assecondare chi produce danni ambientali per estrarre petrolio», tra l’altro in netta controtendenza rispetto alla scelta della Regione Puglia di puntare sulle energie pulite. Intanto anche il Consiglio Regionale si è unito dietro un compatto e perentorio “no” alla ricerca di petrolio a largo delle coste garganiche. La popolazione, reale e virtuale, si mobilita: su Facebook  fioccano gruppi e pagine per la salvaguardia delle Tremiti, mentre oggi, a Peschici, si riunisce il mondo dell’associazionismo per organizzare, insieme agli enti locali, una grande manifestazione di protesta contro questa decisione unanimemente considerata pericolosa e scellerata, “una follia” secondo il Circolo Gaia Legambiente, «una decisione assurda e insensata» per il Governatore della Puglia, Nichi Vendola. Anche il Touring Club si è schierato al fianco dei foggiani. Insomma, il malcontento è generale e si valutano le contromisure da prendere in esame. Il Governo sta caricando una bomba ad orologeria?

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