Trasporti, meno corri meno inquini. Ma lo stress è dietro l’angolo

Minore velocità ha effetti positivi su CO2, ma limiti inadeguati possono incidere su stress e salute mentale degli automobilisti. Il traffico veicolare incide per il 23% su inquinamento atmosferico

 

Se si rispettassero i limiti di velocità nelle strade urbane, si avrebbero effetti positive sull’inquinamento e sulle emissioni nocive. Ma è necessario trovare un equilibrio tra mobilità, sicurezza e ambiente, bilanciando in modo corretto priorità diverse tra loro. È questa l’analisi della Società Italiana di Medicina Ambientale che è intervenuta sul dibattito circa il limite di velocità di 30 km/h adottato a Bologna.

“Una ricerca condotta dall’Agenzia Europea dell’Ambiente ha effettivamente dimostrato come una riduzione della velocità media delle auto determini un taglio alle emissioni inquinanti in atmosfera, oltre che un risparmio in termini di consumo di carburanti – spiega il presidente Sima, Alessandro Miani – Si riducono non solo le quantità di CO2 rilasciate alle autovetture, ma anche quelle di altre inquinanti quali ossidi di azoto e particolato (PM) dei veicoli diesel. Effetti positivi della minore velocità anche sul fronte dell’inquinamento acustico, altra piaga generata dal traffico urbano”.

“Va ricordato che il settore del traffico veicolare privato incide in media per il 23% sull’inquinamento atmosferico delle nostre città, e contribuisce alle emissioni di ossidi di azoto per circa il 50% e alle emissioni di particolato per circa il 13% – prosegue Miani – Al di là del caso specifico di Bologna, tuttavia, si rende necessario trovare un equilibrio tra interessi ed esigenze diverse, bilanciando in modo adeguato mobilità, sicurezza stradale e ambiente, anche per evitare che limiti inadeguati, eccessivi o sbilanciati possano avere ricadute negative in termini di stress e salute mentale degli automobilisti, specie per quei soggetti che, magari per motivi di lavoro, trascorrono molte ore al giorno alla guida”.

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