Torre Guaceto, due nuove zone con divieto di pesca

Pescatori, diportisti e sportivi uniti per le nuove aree al largo di Torre Pezzelle e Giancola. Si allarga così l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto

 

Aree Marine protette, sostenibili convenienti. E’ questo il titolo del convegno organizzato nell’ambito del Salone Nautico di Puglia presso il quale il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto ed il WWF hanno presentato i risultati del progetto Mava che porterà alla nascita di nuove zone di protezione.

I lavori di progetto sono andati avanti per quasi due anni. Partendo dall’assunto che il mare Mediterraneo è in forte sofferenza, enti internazionali (AGIR, HCMR, LIFE, MedPAN, NGB, SPA/RAC, BlueSeeds e WWF) si sono messi insieme per mettere in campo azioni utili al miglioramento delle condizioni di salute del polmone blu.

Diminuiscono i mammiferi nel Mediterraneo

Nell’ambito delle analisi preliminari si è rilevato che l’impatto negativo esercitato dalle attività dell’uomo sul mare ha portato ad una riduzione del 41% delle popolazioni di mammiferi marini del Mediterraneo e al sovrasfruttamento dell’80 % degli stock ittici. Piccole oasi felici sono risultate essere le Aree Marine Protette e, soprattutto, le zone nelle quali vige il divieto di pesca le “no take zone” che, allo stato attuale, coprono solo lo 0,04 percento del bacino mediterraneo.

torre guaceto
Tra le iniziative, un tavolo partecipato per la cogestione della pesca nella nuova e più grande AMP di Torre Guaceto che, nei territori riportati, partirà dai 10 metri di profondità

Da qui l’esigenza di aumentale la superficie marina protetta, in particolare modo le aree di tutela integrale e la scelta di svolgere l’azione pilota del progetto MAVA a Torre Guaceto.

Da precisare che nel 2019, il Consorzio di Gestione dell’AMP ha avviato presso l’allora Ministero dell’Ambiente la procedura per l’ampliamento della riserva fino a farne coincidere i confini con l’attuale ed omonima Zona Speciale di Conservazione (da Villanova, Ostuni, a Punta Patedda, Brindisi). L’idea sostenuta fortemente dai pescatori professionali di tutto il territorio di riferimento, è stata ripresa in mano con il progetto Mava e migliorata.

Le iniziative a Torre Guaceto

Sulla scorta di quanto già presente, coordinati dal WWF Italia e dal Consorzio di Torre Guaceto, forze dell’Ordine, enti territoriali, pescatori professionali e ricreativi, diportisti e associazioni sportive si sono riuniti e, oltre a sposare la necessità di ampliamento dell’AMP, hanno deciso di fare un passo in avanti, quello di creare due nuove zone con divieto di pesca: una da 600 ettari a largo di Torre Pozzelle (Ostuni) e una di 90 ettari a largo di Giancola (Brindisi).

Non solo, si è deciso di avviare un tavolo partecipato per la cogestione della pesca nella nuova e più grande AMP di Torre Guaceto che, nei territori riportati, partirà dai 10 metri di profondità.

Il grande lavoro condotto dalla comunità del mare e dai partner Mava, è stato inoltrato al Ministero della Transizione ecologica che, già negli ultimi giorni, ha messo in moto la macchina amministrativa che permetterà l’ampliamento di Torre Guaceto così come definito.

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