Tap: è caos in Salento per il Gasdotto Trans-Adriatico

Tensioni in Salento per la Tap. Il Gasdotto Trans-Adriatico continua, infatti, a dividere. E provocare scontri, tra Lecce e Melendugno

Tap Salento: un arresto, 22 denunce, feriti lievi e contestazioni. È il bollettino dell’ultima settimana di vicende legate a Tap. Il Gasdotto Trans-Adriatico (conosciuto con l’acronimo inglese di TAP, Trans-Adriatic Pipeline) continua, infatti, a dividere. E provocare scontri, soprattutto in provincia di Lecce. Proprio in Salento, del resto,  è previsto l’approdo del gasdotto che intende trasportare il gas naturale proveniente dall’area del Mar Caspio (Azerbaigian) in Italia e nel resto d’Europa.

Tap: le denunce e i danni

Una scontro che si è acuito nelle ultime ore. La Questura di Lecce ha infatti identificato e denunciato 22 attivisti No Tap ritenuti responsabili di imbrattamento e getto pericoloso di cose, danneggiamento, resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, accensione ed esplosione pericolosa e violazione del foglio di via obbligatorio.

I reati contestati fanno riferimento alla manifestazione del 16 marzo scorso a Lecce. Durante un corteo di protesta organizzato dal movimento contro la realizzazione del gasdotto Tap,  un nutrito gruppo di attivisti appartenenti all’area anarco-antagonista – secondo la ricostruzione della Digos -, con azioni violente avrebbe deturpato con scritte palazzi, teatri e monumenti della città barocca rendendosi responsabili del lancio di alcune bombe carta all’indirizzo dei poliziotti presenti.

Tra i 22 manifestanti denunciati, dieci risultano essere stati già denunciati per vari reati la sera del 9 dicembre 2017 in occasione del tentativo di assalto al cantiere di Tap a San Basilio (Melendugno), dopo aver violato i divieti imposti dall’ordinanza prefettizia.

In particolare, con scritte di vernice spray, sono stati deturpati i muri esterni del teatro Apollo, di recente consegnato alla città dal Comune di Lecce, dopo un lungo e costoso restauro, e lo storico palazzo delle Poste.

Tap: le tensioni e le proteste

Ma negli ultimi giorni, non sono mancati ulteriori momenti di attrito tra militanti No Tap e forze dell’ordine. Proteste, urla, slogan e striscioni di attivisti hanno accompagnato Savino Pellegrino, il manifestante  arrestato in seguito ai tafferugli avvenuti meno di una settimana fa  nel cantiere del gasdotto, a Melendugno.

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Pellegrino, che è il primo attivista arrestato da quando è cominciata nel Salento la vicenda Tap, è stato colto in flagranza mentre incendiava un cassonetto di rifiuti ed era già destinatario di un foglio di via emesso dal Questore di Lecce con divieto di ritorno a Melendugno. Deve rispondere, di incendio aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. E nell’occasione quattro agenti della polizia sono rimasti lievemente feriti. Gli attivisti hanno infatti tentato il blocco sulla strada provinciale 145 che collega Lecce a Melendugno, la via che i mezzi Tap percorrono per arrivare al cantiere del gasdotto. E durante la movimentata notte, c’è stata anche una sassaiola.

Il volantino di protesta.

Volantino No Tap contro forze dell'ordine a Lecce
Volantino No Tap contro forze dell’ordine a Lecce

E all’indomani delle denunce, sui muri della città di Lecce è stato affisso un volantino dal titolo emblematico: “Piovono pietre”. Sono in corso attività investigative da parte della Digos per risalire agli autori del reato. Nel volantino si fa riferimento proprio all’arresto dell’attivista, accusato di aver lanciato pietre nei confronti della polizia. Contiene “inequivocabili messaggi di violenza e minaccia contro le Forze dell’ordine” evidenziano dalla questura. Mentre i manifestanti ritengono che quelle pietre siano “ancora poche, nel sabotaggio di un’opera osteggiata da molti a difesa del colonialista di turno“.

La contestazione a Michele Emiliano

Neppure il governatore regionale è passato indenne. I No Tap lo hanno infatti contestato durante il recente Festival del cinema europeo di Lecce. Emiliano era presente per assistere all’anteprima del documentario Mena della giornalista Maria Cristina Fraddosio, che racconta proprio la battaglia della popolazione locale al gasdotto. Alla fine del film breve, ha preso la parola. Emiliano ha ribadito la sua posizione, accolta da fischi. urla e cori di scherno.

“Non posso venirvi a dire cose diverse da quelle che sono nel programma di governo della Regione Puglia – ha commentato Emiliano -.

La Regione quel gasdotto lo vuole. A Taranto lo aspettano, serve per la de-carbonizzazione dell’Ilva, ma non lo vuole a Melendugno”.

TAP, è battaglia anche in tribunale. 

Intanto, la battaglia prosegue anche nelle aule giudiziarie. Il gip del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine, ha respinto l’istanza dei legali di Tap, con cui si evidenziava il rispetto dei limiti imposti dalla legge per il progetto, su cui, secondo l’ipotesi difensiva, si è già espresso il Ministero dell’Interno e dell’Ambiente.

Il prossimo 24 aprile il giudice conferirà l’incarico a tre docenti universitari per la perizia che dovrà verificare se il progetto per il gasdotto Tap e quello Snam di interconnessione con la rete nazionale debbano essere valutati unitariamente ai fini dell’applicazione della direttiva Seveso sulla prevenzione del rischio di incidenti rilevanti.

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