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Sì al TAP : intervista a Fritz Massa (PD)

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Foto Mauro Bortone

Nostra intervista al deputato PD Federico Massa, che nella “vicenda TAP” ha preso una posizione controcorrente rispetto al suo partito, schierandosi per il Sì al TAP

Rotta la tregua forzata sul fronte TAP. Stamattina all’alba sono ripresi i lavori nel cantiere  dove sono gli ultimi ulivi da trasferire nella masseria Cappello.  Si era detto che lunedì 3 aprile, sarebbe ripreso l’espianto degli ultimi 78 dei 231 alberi, invece si è preferito partire prima. Ma i manifestanti hanno bloccato l’accesso del sito dove gli ulivi saranno stoccati.

Ma non tutti contestano l’opera, il gasdotto transnazionale che porterà in Italia ed in Europa il gas derivante dallo sfruttamento del grande giacimento di Shah Deniz in Azerbaijan. Per il fronte del ” Sì al TAP ” abbiamo sentito l’onorevole PD Fritz Massa.

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Il parlamentare PD Federico Massa
Chi è Fritz Massa

Federico (Fritz) Massa, leccese, 60 anni, avvocato penalista, è onorevole nelle liste del PD dal 2015. Componente dell’VIII e della IX Commissione parlamentare (rispettivamente ambiente, territorio, lavori pubblici, e trasporti, poste e telecomunicazioni). Negli anni ’80 è stato segretario regionale dell’allora PCI. Nella “vicenda TAP” ha preso una posizione controcorrente rispetto al suo partito, al punto da venire indicato («strumentalmente, ma non lo sono mai stato» precisa ad Ambient&Ambienti) come “l’avvocato di TAP”.

 Sì al TAP: i perché

 Lei nel 2014 ha dichiarato che la Regione è responsabile dell’approdo a Melendugno. Perché? Non vennero vagliate le soluzioni alternative? Non toccava al Ministero per l’Ambiente vagliarle meglio?

«La VIA regionale si concluse con un parere negativo perché non erano state esaminate le possibili alternative localizzative.

In sede di VIA nazionale si è proceduto alla valutazione delle alternative localizzative, ma in questa fase la Regione non ha indicato alcuna soluzione diversa dalla localizzazione a San Foca.

Dalla valutazione comparativa effettuata in sede di VIA nazionale è emerso che il sito di San Foca è quello migliore».

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L’approdo del gasdotto TAP a Melendugno

Quali proposte concrete Lei ritiene, in quanto parlamentare salentino, che possano farsi per riportare la pace sociale? O il divorzio tra Istituzioni e cittadini è irreparabile?

«Anche a fronte della posizione per tale profilo non disponibile di Comune e Regione credo sarebbe stato, e sarebbe, doveroso, da parte del governo nazionale un impegno per garantire al territorio interessato un ritorno positivo, sia in termini di consistenti investimenti di consolidamento e risanamento della fascia costiera, sia in termini di garanzia per l’impiego, nei lavori, di imprese locali.

Questo dovrebbe essere, e per quanto mi riguarda, sarà l’impegno politico ed istituzionale dei prossimi mesi.

L’ho detto e lo ripeto: sarebbe intollerabile che l’opera venisse realizzata senza che il territorio interessato venga adeguatamente considerato e valorizzato.

Non perché l’opera che si realizza sia incompatibile con il territorio, giacché tutte le verifiche effettuate concludono in senso opposto; ma perché l’utilità dell’opera per il contesto nazionale ed europeo impone che il territorio interessato tragga benefici di carattere permanente e strutturale».

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