Strada sostenibile al grafene: a Roma la sostenibilità viaggia su strada

foto archivio

Partita a Roma la seconda fase della sperimentazione per realizzare la prima strada sostenibile del mondo al grafene.

Strada sostenibile: previsti un incremento del 250% della vita delle strade e altissime percentuali di recupero dei materiali. Nel progetto Iterchimica, Università La Sapienza e Città Metropolitana di Roma Capitale

Strade sostenibili e super resistenti, praticamente indistruttibili grazie al grafene. L’ipotesi non tanto avveniristica parte dall’Italia, grazie alla collaborazione tra Iterchimica, azienda leader mondiale nel campo degli additivi per l’asfalto, Università La Sapienza di Roma e Città Metropolitana di Roma Capitale.

È appena partita la seconda fase della sperimentazione che prevede la realizzazione della prima strada sostenibile al mondo con Ecopave, un supermodificante a base di grafene. L’obiettivo è validare su strada i risultati di laboratorio che parlano di un grande aumento della vita utile delle strade (almeno +250% di resistenza a fatica) grazie all’utilizzo di additivi al grafene per gli asfalti.

Strada sostenibile ed eterne per la Città eterna?

L’uso del grafene nel superadditivo Ecopave permette di aumentare la vita media delle strade

I risultati della sperimentazione in laboratorio hanno dimostrato che Ecopave consente l’incremento delle prestazioni, con particolare riferimento all’aumento della resilienza e alla minor suscettibilità alla temperatura ambientale (anche per forti escursioni termiche) e quindi di aumentare la vita utile delle pavimentazioni stradali.

Queste nuove tecnologie, come ad esempio la rigenerazione delle vecchie pavimentazioni e i supermodificanti per asfalti, concorrono a raggiungere gli obiettivi previsti dalla Green and Circolar Economy e dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) in fase di aggiornamento, attraverso il riuso di materiali e l’aumento della durata delle strade, compresa la relativa diminuzione della manutenzione.

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La seconda fase della sperimentazione consiste nel rifacimento di un tratto della Strada Provinciale Ardeatina in direzione sud. La sperimentazione è stata inserita all’interno di un Accordo Quadro che prevede il ripristino solo superficiale di un tratto altamente dissestato della pavimentazione esistente. Saranno rifatti solo gli ultimi due strati in asfalto superficiali (binder e tappeto di usura) dei tre che compongono la strada (base, binder e usura).

Strade sostenibili, nulla va perduto

Grazie agli additivi rigeneranti la sperimentazione prevede anche di riutilizzare il 40% di asfalto fresato riciclato (materiale da demolizione della vecchia pavimentazione) per il binder, mentre per il tappeto di usura il 30%; le strade costruite con i supermodificanti saranno riciclabili all’infinito: si può infatti riutilizzare fino al 100% del loro asfalto fresato per realizzare la nuova pavimentazione evitando lo smaltimento in discarica del materiale, l’estrazione di nuovi inerti dalle cave e l’uso di bitume di primo utilizzo.

Nella terza e ultima fase, il tratto stradale verrà costantemente monitorato da Iterchimica – che collabora continuativamente con i principali atenei italiani e internazionali specializzati nelle pavimentazioni stradali e nella ricerca chimica – con la collaborazione dell’Università La Sapienza di Roma  e di GRS, società specializzata in rilevazioni stradali. Inoltre, sulla strada è stato installato anche il “d-tech” di Elsis, un sistema di monitoraggio veicolare con telecamera che permetterà di identificare e quantificare il volume di traffico sulla strada.

Strade al grafene, quanto costano?

Se si considera l’intero ciclo di vita della pavimentazione, il costo è sicuramente inferiore. Infatti, come per tutte le modifiche, l’utilizzo del grafene ha un maggior costo iniziale rispetto alle tecnologie tradizionali ma sicuramente un costo inferiore nel medio periodo.

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