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Asfalto green per strade a impatto zero

Il traffico veicolare consuma l’asfalto delle strade. Da nord a sud, le strade italiane sono spesso un colabrodo che mette a dura prova guidatori e sospensioni.

L’asfalto delle strade italiane non vive un bel periodo. Il taglio ai fondi per la manutenzione stradale e il traffico veicolare spropositato hanno creato una vera e propria emergenza buche. Ci sono troppe auto in circolazione, il che provoca anche un altro grande problema: l’inquinamento atmosferico. L’italiano all’automobile proprio non ha voglia di rinunciare e l’avvento delle auto elettriche è ancora lontano. Quale soluzione è possibile applicare?

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Strade colabrodo e buche lunari

Le “strade groviera” sono una realtà ben nota agli automobilisti italiani. Negli ultimi anni, le condizioni meteorologiche hanno contribuito non poco a danneggiare l’asfalto. Piogge torrenziali, neve, caldo torrido, forti escursioni termiche possono rompere il manto stradale trasformandolo in un suolo lunare. Non è raro vedere operai con tanto di sacchetti e pala chiudere alla meno peggio le buche. Ma cosa usano per “rattoppare”? Asfalto a freddo. A differenza di quello “a caldo”, usato dalle ditte specializzate per asfaltare superfici estese, quello “a freddo” è adatto proprio per il riempimento delle buche, dunque, di piccole superfici circoscritte. E può essere green.

Dai rifiuti nasce l’asfalto ecologico

Pista ciclabile lungotevere Roma

Trasformare i rifiuti in asfalto a basso impatto ambientale è possibile. Sempre più aziende investono in quello che è un vero business amico dell’ambiente. Ad esempio, a Roma AMA SpA in collaborazione con Iterchimica ha realizzato una pista ciclabile lungo il Tevere con asfalto riciclato. L’azienda romana è anche proprietaria di un brevetto per la realizzazione di un materiale per il manto stradale derivato da rifiuti solidi urbani o MB (mineralized biomass), che consente il recupero di frazione organica stabilizzata (FOS) in uscita dagli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB).

L’asfalto riciclato ha dei vantaggi notevoli: abbassa le temperature di lavorazione con risparmio di energia, riduce i vapori bituminosi e aumenta quasi del doppio la vita delle pavimentazioni. La miscela da cui nasce è ottenuta senza trattamenti chimici o termici attraverso una mescola a freddo. Invece di finire in discarica la FOS viene pertanto riutilizzata e trasformata in asfalto ecologico.

L’asfalto a freddo in sacco

Bernardelli Group ha lanciato sul mercato l’asfalto a freddo in sacco Asphaltall. L’azienda bresciana punta ora a un nuovo prodotto innovativo e green (di cui ancora non sappiamo però il nome, ndr) da affiancare al precedente. «L’ampliamento di gamma è interessante sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale sia dal punto di vista economico per il nostro cliente – dice Matteo Chiodi, responsabile di Novastrade, divisione di Bernardelli Group che si occupa di realizzare impianti stradali e pavimentazioni – utilizzando materiali di recupero riusciamo a contenere i costi mantenendo uguali prestazioni». A differenza dell’asfalto a freddo “sfuso”, quello in sacco risolve problemi di trasporto e riduce gli sprechi in fase di utilizzo, visto che viene utilizzato solo il quantitativo di prodotto necessario alla lavorazione.

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