Spiagge e coste osservate speciali: è il Geological Day Coste

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Una spiaggi salentina sottoposta al fenomeno dell'erosione

Dal 18 al 23 Maggio 5 giornate di sopralluoghi e di eventi escursionistici lungo le coste italiane per conoscere il loro stato di salute. Fiore (SIGEA): “ Manca un approccio alla pianificazione dei litorali”

Come stanno le spiagge e le coste della nostra Italia? Ce lo diranno in questi giorni gli esperti della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA), tutti in campo per il primo Geological Day dedicato alle coste. Gli obiettivi di queste giornate di monitoraggio dal 18 al 23 maggio sono diversi: divulgare la conoscenza e documentare con strumenti specifici lo stato di salute delle coste e delle spiagge italiane. Per 5 giorni esperti, ma anche cittadini, volontari, setacceranno spiagge, sentieri di campagne confinanti con ambienti marini, versanti di montagne che guardano al mare per capire se e quanto l’intervento dell’uomo è stato distruttivo o in sintonia con l’ambiente circostante e trovare riferimenti utili per un recupero.

Non è un caso che il Geological Day si tenga a maggio. L’estate infatti è vicina il fenomeno dell’erosione costiera diventa emergenza durante la bella stagione interessando i litorali che, per definizione, sono considerati “il territorio, che segna il confine fra la terra e il mare, e un luogo di compromesso e di conflitto in continua evoluzione”.

Fiore (SIGEA): “Fenomeni erosivi intensi aumentati in 30 anni”

Non va dimenticato che in Italia ben 646 comuni hanno tratti di costa marina, una superficie nazionale pari a 43mila kmq, pari al 14% dell’intero territorio nazionale. Ed è qui che si registra il maggior peso demografico dell’intero bacino del Mediterraneo. «Le coste negli ultimi 30 anni sono state esposte a intensi fenomeni erosivi, aumentati sensibilmente in frequenza e intensità, che hanno provocato effetti spesso catastrofici, con ingenti danni all’economia turistica e alle infrastrutture», spiega Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA APS), promotrice dell’iniziativa in occasione dei 30 anni dalla sua fondazione.

Antonello Fiore, Presidente SIGEA

«Per le coste italiane manca un approccio alla pianificazione dei litorali che individui i processi di modifica del territorio dovuti a fenomeni naturali e i processi di trasformazione, spesso aggressivi di sfruttamento delle terre utili da parte dell’uomo – continua Fiore – . Questa distinzione oggi appare ancor più rilevante per capire gli sviluppi che a volte hanno profondamente modificato le nostre coste e comunque, in questi ultimi decenni, cambiato il volto di gran parte del territorio» Fiore punta il dito contro l’azione dell’uomo che ha piegato alle sue esigenze i mutamenti di lungo respiro che la natura mette in  atto. «Tutto questo, spesso, non accompagnato da una sufficiente attenzione e da una presa di coscienza delle trasformazioni in corso e dei relativi impatti ambientali da parte delle stesse comunità interessate».

Le escursioni

Le escursioni cui parteciperanno anche ingegneri forestali e alcune scuole per verificare l’evoluzione del territorio costiero italiano, si svolgeranno in giorni diversi. Mercoledì 18 maggio in Puglia i geologi di SIGEA saranno a Barletta sulla Litoranea di Ponente, dove tornerà il Jova Beach party il 30 e 31 luglio, e a Levante sulla Litoranea di Ariscianne (ore 16). In Sicilia, tappa a Capo Peloro, a Messina (ore 16,30). Sempre mercoledì (ore 9) attività sulla spiaggia antistante la Riserva Naturale Palude di Torre Flavia, sulla spiaggia di Torvajanica

Venerdì 20 Maggio, sempre in Lazio, (ore 16,30), osservato speciale sarà il litorale in prossimità della foce del Fosso Zambra a Cerveteri. Sabato 21 Maggio importante monitoraggio in Calabria, presso il Porto Turistico di Cetraro (ore 16,30) ed ancora sabato in Lazio (ore 9,30) sulla spiaggia in prossimità della foce del Rio Fiume a Santa Marinella. Infine lunedì 23 maggio (ore 9,30), tappa sulle spiagge di Ostia al Lido di Ponente, dove le opere di contrasto all’erosione costiera sono state tante.

Al lavoro per una banca dati

«La stagione primaverile permette di constatare i danni delle e delle perturbazioni meteo invernali e di verificare l’incidenza delle attività legate alla stagione balneare di fruizione delle spiagge mareggiate – spiega Aleandro Tinelli, ingegnere e VicePresidente della Sezione Lazio di SIGEA, tra i promotori della proposta di monitoraggio -. Tale rilievo, che sarà coordinato dalla sezione regionale, consentirà di realizzare una banca dati di monitoraggio sullo stato delle nostre coste che può essere aggiornata annualmente. Tutto ciò, anche con lo scopo di salvaguardare subito, ogni scampolo di ambiente ancora poco contaminato e/o dove sia ancora presente una certa capacità della natura di recuperare gli originari processi naturali e contrastare la sempre più ridotta naturalità delle nostre coste e la conseguente perdita di biodiversità.  Obiettivo finale concorrere con dati certi alla protezione, al recupero ed al miglioramento della biodiversità presente nelle aree costiere prese a riferimento. Da qui la necessità di tutelare gli ambienti residuali anche di piccole dimensioni, spesso coincidenti con aree protette o perché resi disponibili per la comunità, come le spiagge libere, con un progetto di tutela che può andare a rafforzare le forme di salvaguardia della natura e che può costituire un forte stimolo per l’opinione pubblica e per la tutela ambientale».

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Gli effetti dell’erosione costiera nel territorio di Otranto (LE)

Il Geological day va però oltre l’informazione e la sensibilizzazione della popolazione affinchè capisca che proteggere la spiaggia come ambiente naturale significa anche favorire lo sviluppo sostenibile e le attività economiche e turistiche. Sullo sfondo c’è , spiega Francesco Stragapede, Coordinatore SIGEA per la Toscana e Referente nel  Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’ambiente Costiero (GNRAC) una pianificazione partecipativa, anche alla luce delle recenti proposte di legge per la gestione delle aree demaniali.  «Sono attualmente in corso interessanti seminari dedicati al litorale in varie Regioni d’Italia (Liguria, Calabria, Marche, Emilia Romagna), per conoscere l’evoluzione storica e geomorfologica nel tempo di queste zone e discutere sugli interventi strutturali e non strutturali da realizzare a difesa delle spiagge per una gestione sostenibile del territorio».

L’appello

Oltre a volere ospitare anche cittadini comuni, SIGEA invita tutti i soci, a titolo volontario, a recarsi presso una spiaggia o un tratto di costa, che conosce e frequenta, per effettuare un sopralluogo/rilievo di carattere geologico ambientale, utilizzando un’apposita scheda contenente alcuni importanti dati di monitoraggio da rilevare, disponibile online sul sito web della SIGEA. La scheda debitamente compilata dovrà essere inviata alla email eventi@sigeaweb.it.

 

 

 

 

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